emmanuel macron marine le pen melenchon massimo cacciari

“MACRON E MÉLENCHON POTRANNO GOVERNARE INSIEME? E ALLORA DI CHE VITTORIA PARLIAMO?” - MASSIMO CACCIARI: “MARINE LE PEN HA PRESO UNA LEGNATA. MA SOLO PERCHÉ GLI ALTRI SI SONO COALIZZATI. SE LE FORZE ANTI DESTRA NON SAPRANNO GOVERNARE LE PEN LA PROSSIMA VOLTA PRENDERÀ IL 40 PER CENTO. E LA VOLTA DOPO IL 45 - MACRON DOVREBBE DARE L’INCARICO A MÉLENCHON PERCHÉ QUESTI NON HA NÉ I NUMERI NÉ LE IDEE PER GOVERNARE AUTONOMAMENTE, E FINIREBBE PER ANDARE A SBATTERE. MA GLI RICONOSCO DI AVERE MESSO IN PIEDI, SEPPUR IN MODO ABBORRACCIATO, UNA SINISTRA CHE PARLA DELLA QUESTIONE SOCIALE”

Estratto dell’articolo di Concetto Vecchio per “la Repubblica”

 

MASSIMO CACCIARI

Professor Massimo Cacciari, alla Francia democratica è andata bene.

«Sì, ma Macron e Mélenchon potranno governare insieme?».

 

Pare di no.

«E allora di che vittoria parliamo?»

 

Non è contento?

«Lo sono. Dico: bene. Primum vivere .La sinistra vive. Molto bene».

 

Ma?

«Vivere non è governare. Non è fare politica. Dopodiché come tutti ho tirato un sospiro di sollievo. Meglio un asino vivo che un dottore morto».

 

La destra è sconfitta a prezzo dell’ingovernabilità?

marine le pen emmanuel macron

«Marine Le Pen perde per effetto del meccanismo elettorale francese. […] se gli altri si coalizzano al secondo tu sei perduto».

 

L’esultanza di queste ore quindi le sembra eccessiva?

«Se le forze anti destra non sapranno governare Le Pen la prossima volta prenderà il 40 per cento. E la volta dopo il 45».

 

Cosa dovrebbe fare Macron?

«Dare l’incarico a Mélenchon».

 

Proprio a lui?

«Sì, se è intelligente lo farà. Sarebbe il secondo colpo dopo le elezioni anticipate anti-Le Pen. Un grande bluff riuscito benissimo».

 

Perché dovrebbe farlo?

melenchon

«Perché Mélenchon non ha né i numeri né le idee per governare autonomamente, e finirebbe per andare a sbattere».

 

Ciò ridarebbe fiato al centro?

«Esattamente».

 

Mélenchon non le piace.

«Al contrario. Gli riconosco di avere messo in piedi, seppur in modo abborracciato, una sinistra che parla della questione sociale. Come fa da noi la segretaria Schlein».

 

Almeno dicono qualcosa di sinistra?

MACRON LE PEN 33

«Con Hollande la sinistra era scomparsa. Così come era scomparsa da noi dopo gli anni di Renzi e Letta. È un passo avanti».

 

E di Macron cosa pensa?

«È stato abile, abilissimo. Sfruttando in pieno il sistema elettorale».

La Rai ha praticamente nascosto l’esito del voto francese.

«Scandaloso. Una destra degna di questo nome dovrebbe saltarci su, aprirci un dibattito. […]».

 

Però Le Pen ha perso, professore.

«Ha preso una legnata. Ma solo perché gli altri si sono coalizzati». […] «[…] adesso resta il gigantesco problema di cosa farne di questa vittoria. Fino a ieri Mélenchon scendeva in piazza contro Macron. […]».

marine le pen melenchon

 

[…] come finirà realisticamente in Francia?

«Alla fine Macron cercherà di formare un governo tecnico a cui Mélenchon non potrà dire no».

 

[…] Biden si dovrebbe ritirare?

«[…] Che si sia giunti a dover decidere tra questi due è un segno inequivocabile della crisi politica della potenza leader dell’Occidente».

 

Qual è la lezione per la sinistra italiana dopo il voto francese?

«Consolidare quel minimo di intesa che si è costruita tra il Pd e 5Stelle, senza predicare queste intese come si trattasse di Comitati di liberazione nazionale». […]

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?