di maio berlusconi salvini

“DI MAIO-SALVINI, SALVINI-DI MAIO…PRIMA O POI LA GENTE SI STUFERÀ”– LA PROFEZIA DI BERLUSCONI E LA LUNGA MARATONA VERSO PALAZZO CHIGI CHE ATTENDE IL LEADER LEGHISTA- CON LE DIMISSIONI DI LUIGINO, IL CAPITANO PUO’ LAVORARE AL SUO PIANO: COSTRUIRE UNA COALIZIONE CON UNA COSTOLA DEL M5S E…

Francesco Verderami per il Corriere della Sera

LUIGI DI MAIO E MATTEO SALVINI

 

Erano i Romolo e Remo della Terza Repubblica, e come leggenda vuole ne è rimasto uno solo. In questi giorni però Salvini ha ordinato ai leghisti di non attaccare Di Maio e i 5 Stelle, semmai di colpire Grillo e di affondare il colpo contro il Pd, perché c' è un disegno da portare a compimento.

 

Il disegno risale alla primavera di due anni fa, quando il Carroccio entrò a Palazzo Chigi insieme ai grillini con un duplice obiettivo politico. Il primo era drenare i voti che M5S aveva sottratto al centro-destra «in modo politicamente fraudolento», come disse l' allora ministro Fontana in un vertice di partito: «In realtà sono la quinta colonna del sistema ma la dimensione governativa li ridimensionerà».

 

DI MAIO SALVINI CONTE

Giorgetti, teorico del progetto, osservando le dinamiche del Movimento si era convinto che l' esperienza giallo-verde non sarebbe durata «perché loro sono come eravamo noi nel '94», quando una Lega alle prime armi resistette appena sei mesi al governo.

 

I MEME SULLE REGIONALI IN UMBRIA - DI MAIO - CONTE - SALVINI

Ma il «contratto» era funzionale al secondo obiettivo di Salvini: puntare in prospettiva alla scissione dei grillini e con una costola dei 5S costruire una nuova coalizione, nella quale il «nuovo» alleato avrebbe sostituito il «vecchio», cioè Berlusconi. Incrociando alla Camera l' azzurro Giacomoni, che è uno dei consiglieri del Cavaliere, l' allora sottosegretario Molteni lo spiegò chiaramente: «Voi crollerete prima». In corso d' opera però Salvini fu chiamato a gestire il malumore dei suoi verso i 5S. «Dovrebbero darci un' onorificenza al merito della Repubblica», disse il viceministro Galli in una riunione: «In questo momento ci stiamo sacrificando perché il Paese possa rendersi conto che i grillini non sono capaci di governare».

 

salvini conte

La resilienza venne ripagata con il voto alle Europee, quando il Carroccio aprì M5S come una scatoletta di tonno. Visto che ora c' è l' esecutivo giallorosso e non ci sono state le elezioni, è evidente che il piano si sia inceppato. È vero che «Remo» si è dimesso da capo dei grillini, ma il «nuovo bipolarismo» immaginato da «Romolo» è minacciato da una riforma della legge elettorale di stampo proporzionale, dalla consapevolezza che la legislatura durerà fino al termine e dall' avvento di altri competitori sulla scena.

 

Due anni fa la Meloni non era considerata un problema da Salvini. Ora lo è, per la sua capacità di mostrarsi leale con l' alleato e di marcare al tempo stesso una differenza di postura e di linea che le sta facendo conquistare voti.

salvini di maio

 

Non a caso il capo del Carroccio tenta di frenarla: l' ultimo indizio è il veto posto al candidato di FdI in Puglia, dopo che la Meloni era restata «ai patti», assecondando la scelta della Borgonzoni in Emilia- Romagna e lasciando la guida del Copasir al leghista Volpi: «Matteo, dato che ci tieni così tanto, dirò al mio Urso di fare un passo indietro».

 

Certo, oggi la popolarità e il consenso sono decisamente dalla parte di Salvini: in questi giorni, nonostante alcuni gesti politicamente scostumati, persino un gruppo di suore impegnate nell' accoglienza dei migranti ha voluto fargli sapere che «preghiamo per te». Ma adesso l' ex ministro dell' Interno, che sembra avere un profilo da leader scattista, è atteso a una lunga maratona prima di arrivare alla sfida per Palazzo Chigi. «Se sarà una maratona - sorride il governatore lombardo Fontana - vorrà dire che la divideremo in tante gare da cento metri».

MATTEO SALVINI LUIGI DI MAIO

 

A cui andranno aggiunti però gli ostacoli. Non sarà facile reggere alla distanza dopo aver caricato il Paese di aspettative, per quanto Salvini si sia rivelato finora un formidabile comunicatore. Ieri per esempio ha invitato il Guardasigilli Bonafede a dimettersi per una gaffe sulla prescrizione, un pasticcio giuridico diventato legge proprio grazie a Salvini.

 

Ma finché va tutto bene gli elettori dimenticano. E se andrà tutto bene, anche il piano di due anni fa sarà riesumato.

 

Non sarebbe una riedizione dell' alleanza con i 5S, «non mi piacciono le minestre riscaldate», dice infatti Salvini. Sarebbe piuttosto un accordo con una costola dei 5S. Ora che «Remo» è caduto, «Romolo» ha campo libero ma deve far da solo. Per tener fede alla leggenda e per smentire una profezia che Berlusconi sussurrò in uno studio televisivo alla vigilia del voto europeo: «Salvini-Di Maio, Di Maio-Salvini... Prima o poi la gente si stuferà».

salvini di maio berlusconi

Ultimi Dagoreport

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…