salvini minniti

“È MARCO MINNITI IL MAESTRO DELLA DESTRA” – “DOMANI” ATTACCA L’EX MINISTRO DELL’INTERNO DEL GOVERNO GENTILONI PER LE POLITICHE MIGRATORIE CHE HANNO ISPIRATO SALVINI E PIANTEDOSI: “CONCLUSE IL MEMORANDUM ITALIA-LIBIA, L’ACCORDO CON UN PAESE SENZA STABILITÀ, IN MANO ALLE MILIZIE, CON UN GOVERNO INCAPACE DI CONTROLLARE IL TERRITORIO. CON QUESTA INTESA L’ITALIA DI MINNITI FU ACCUSATA DI AVER PAGATO MILIONI DI EURO ALLE MILIZIE LIBICHE, PER IMPEDIRE AI MIGRANTI DI RAGGIUNGERE L’EUROPA, E QUINDI LEGITTIMATO LA NEGOZIAZIONE CON SOGGETTI ACCUSATI DI TORTURARE LE PERSONE NEI CENTRI DI DETENZIONE”

Estratto dell’articolo di Marika Ikonomu per “Domani”

 

minniti meloni

«Io seguo sempre Meloni». Queste parole sono state pronunciate ad Atreju, / la festa organizzata dai giovani di Fratelli d’Italia, da un ministro dell’Interno prima di salire sul palco per parlare di migrazioni e sicurezza. Non una persona fidata o un esponente del partito della premier. Era il 2017 e ad assicurare l’allineamento era stato un esponente del governo guidato da Paolo Gentiloni, Marco Minniti, che, ieri come oggi, sui temi migratori e di sicurezza ha molti punti in comune con Giorgia Meloni, e non lo nasconde.

 

Sette anni dopo, poco è cambiato e Minniti continua a essere un modello per le politiche migratorie della destra al governo. Un naufragio in acque territoriali italiane, a circa venti chilometri da Lampedusa. Ventuno i dispersi, che molto probabilmente potevano essere salvati, nessuno è intervenuto.

 

CARLO FIDANZA - CLAUDIO DESCALZI - EDMONDO CIRIELLI - MARCO MINNITI

Fermo di venti giorni alla Sea-Watch 5. Diffida da parte dell’autorità marittima all’ong Mediterranea «dal continuare a intraprendere ogni attività preordinata alla effettuazione sistematica del servizio di ricerca e soccorso in mare». Questo è quanto accaduto in soli due giorni, il 3 e il 4 settembre, in Italia. Eventi che non sono frutto delle politiche recenti delle destre, ma vengono da più lontano e questo, quello della migrazione, è uno dei pochi casi in cui gli allievi non superano il maestro. I primi, Salvini e Piantedosi. Il secondo, Minniti.

marco minniti foto di bacco

 

Anzi, si intestano le conseguenze delle sue azioni e ne ricalcano il percorso. Dagli accordi con paesi in cui non c’è alcuna garanzia del rispetto dei diritti umani, anche violando il diritto internazionale, alla guerra culturale e legale alle organizzazioni della società civile, che con le loro navi umanitarie ancora oggi – tra molti ostacoli – cercano di effettuare salvataggi in mare.

 

Ed è proprio l’ex ministro dell’Interno quota Pd, con un passato nel Pci, oggi fuoriuscito dal parlamento e a capo di una fondazione di Leonardo, Med-Or, a complimentarsi in un’intervista a Libero per le politiche portate avanti dal governo Meloni in tema di migrazione.

 

Il Piano Mattei «Un grande successo del governo», ha detto a Libero Minniti, parlando del G7 a presidenza italiana: «Significa che il mondo ormai guarda all’Italia». Ma al centro del suo endorsement c’è il Piano Mattei, che dovrebbe – secondo Minniti – assumere una dimensione europea. […]

 

minniti marco

Ma la posizione dell’ex ministro dell’Interno sul piano strategico non può considerarsi neutrale, visto che la fondazione che presiede – chiamata a espandere la rete di relazioni tra l’Italia e i paesi dell’area del Mediterraneo allargato, del Medio ed Estremo Oriente – è «partner strategico e advisor per il Piano Mattei». […] Per capire però la continuità dell’azione del ministero guidato da Minniti e di quelli successivi guidati dalla destra, bisogna fare un passo indietro e capire quali sono gli «ottimi risultati» dati dagli «accordi bilaterali firmati con i paesi africani, in intesa con l’Ue», di cui il dirigente del Pd parla nell’intervista.

MATTEO PIANTEDOSI MATTEO SALVINI

 

Il memorandum Gli applausi all’edizione di Atreju del 2017, riservati al delegato ai servizi nei governi Letta e Renzi, erano dovuti al Memorandum Italia-Libia, l’accordo che da ministro dell’Interno aveva concluso con un paese senza alcuna stabilità, in mano a bande e milizie, con un governo incapace di avere un controllo sul territorio.

 

Con questa intesa l’Italia di Minniti è stata accusata di aver pagato milioni di euro alle milizie libiche, per impedire ai migranti di raggiungere l’Europa, e quindi legittimato la negoziazione con soggetti accusati di torturare le persone nei centri di detenzione finanziati dal nostro paese, aprendo così la strada anche nell’Ue. Altrettanto applaudito ad Atreju 2023, Minniti si è raccomandato di esigere dai governi che l’Italia e l’Europa aiutano economicamente che «non [ci sia] spazio per i trafficanti di esseri umani».

 

marco minniti

Gli stessi, lo dimostrano diverse inchieste giornalistiche e report di organizzazioni internazionali, che sono stati finanziati sotto il nome di Guardia costiera libica con soldi italiani. Ne è un esempio Bidja, ufficiale dei guardacoste libici, ucciso con una raffica di proiettili lo scorso 1° settembre. Noto a livello internazionale come il numero uno dei trafficanti di esseri umani in Libia, era venuto in Italia nel 2017 in visita ufficiale, invitato dalle autorità per un corso di formazione organizzato dal Viminale. Milioni di euro per la gestione di centri di detenzione, definiti lager da molti attori internazionali, e motovedette per intercettare barconi nella zona Sar libica.

MATTEO PIANTEDOSI MATTEO SALVINI

 

Il risultato: violazioni dei diritti umani per procura, soldi alla criminalità, il blocco di migliaia di migranti in territorio libico, morti in mare e condanne allo stato italiano per respingimento collettivo, in un luogo che secondo la cassazione non può essere considerato un porto sicuro. E quindi, oltre 13mila intercettazioni dei guardiacoste libici nel 2021 e oltre 3mila dispersi nelle acque del Mediterraneo, pur di evitare gli sbarchi.

 

[…] Una narrazione e una politica che poi sono state cavalcate da Salvini nel 2018 e da Piantedosi, da capo di gabinetto del segretario della Lega prima e poi da ministro dell’Interno. Dagli oltre 119mila arrivi nel 2017, l’anno successivo erano poco più di 23mila, nel 2019 11.471. Nel 2020 i numeri sono tornati ad aumentare (34mila circa), così come nel 2021 (circa 67.500), nel 2022 (105mila) e nel 2023 (158mila). Nel 2024 sono invece diminuiti del 63 per cento.

MINNITI CON I CAPELLI

 

Sulla scia delle politiche avviate da Minniti, Salvini e Piantedosi, che oggi rivendicano il calo degli arrivi via mare come una loro vittoria, si sono avvantaggiati dell’impatto delle operazioni avviate dal presidente di Med-Or e le hanno perpetrate. Con la Tunisia, ad esempio, e la sua svolta autoritaria: il ruolo della guardia costiera libica è stato infatti riprodotto con quella tunisina. O con i Cpr, potenziati proprio nel 2017 e poi rilanciati nel 2023.

 

I ministri di destra hanno così capito che quel blocco navale tanto urlato e inserito nel programma era impossibile da attuare, mentre la linea di Minniti si è rivelata molto più efficace, a qualunque costo. […]

 

matteo piantedosi - matteo salvini

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”