meloni draghi

“LA MELONI STA PERDENDO L’OCCASIONE DI METTERE AL PRIMO POSTO L’ITALIA” - UGO MAGRI E IL RICHIAMO DELLA FORESTA DELLA DUCETTA – “NEL NO A DRAGHI DI FRATELLI D’ITALIA SI PERCEPISCE SI PERCEPISCE L’ORRORE DI CONTAMINARSI, LA RASSICURANTE SENSAZIONE DI STAR CHIUSI NELL’ANTICO GHETTO DELLA DESTRA-DESTRA. PERFINO QUANDO LE PORTE DEL MONDO SONO FINALMENTE SPALANCATE. GIORGIA RIPETE INVECE CHE È MEGLIO ANDARE A VOTARE: COME SE POTESSIMO PERMETTERCI IL LUSSO DI RINUNCIARE A 209 MILIARDI - LA SFIDA INTERNA AL CENTRODESTRA CON SALVINI: "POTREBBE ANCHE ACCADERE CHE…"

Ugo Magri per huffingtonpost.it

 

MELONI DRAGHI

A volte Giorgia Meloni, donna intelligente e capace, dà l’impressione di vivere in un mondo a sé, dove accadono cose che riesce a vedere soltanto lei e agli altri, invece, non risultano affatto. Per cui le capita di sostenere tesi magari coraggiose, certamente originali, però difficili da accettare in base al cosiddetto senso comune.

 

Ad esempio Meloni motiva il suo «no» a Mario Draghi sostenendo che dovremmo precipitarci a votare. Le risulta inaudito che Sergio Mattarella, invece di dare immediatamente la parola al popolo, abbia richiamato dalla pensione l’ex presidente della Bce incaricandolo di mettere in piedi un accrocco.

 

Giorgia non riesce a spiegarsi in base a quale arcano l’intero mondo dell’economia, l’intera trincea del lavoro, abbiano festeggiato unanimi l’arrivo di Draghi. Le sembra assurdo, e del suo stupore non fa mistero.

 

delegazione di fratelli d italia dopo le consultazioni con draghi 1

Capisce l’entusiasmo del Cav, che è sempre stato in fondo un po’ comunista; meno comprende Matteo Salvini, il quale potrebbe sedersi al tavolo di governo con i grillini, col Pd, addirittura coi quelli di Leu. Come si permette? Chiaramente qualcosa non quadra, impossibile darle torto: ai suoi occhi tutti viaggiano contromano, tutti hanno imboccato la corsia sbagliata dell’autostrada, tutti tranne lei si capisce. Forse farebbe bene a domandarsi il perché.

 

Mattarella ha provato a spiegarlo con le parole più semplici: andare alle urne ci costerebbe il Recovery Fund. Sciolte le Camere, come pretende Fratelli d’Italia, tra un impiccio e l’altro resteremmo senza Parlamento e senza governo fino a giugno; ma la richiesta dei 209 miliardi andrà messa in bella copia e presentata in Europa entro fine aprile, dopo le elezioni saremmo già fuori tempo massimo. Per il gusto di anticipare le urne, ci saremmo fumati i denari di una vita.

delegazione di fratelli d italia dopo le consultazioni con draghi 2

 

Senza contare che, nei tre mesi successivi alla presentazione del piano, ci vorrà qualcuno in grado di trattare con Bruxelles e con le altre capitali Ue (dove sono in molti a non fidarsi di noi). Draghi viene reputato la persona più adatta a sconfiggere i pregiudizi, a rintuzzare i paesi cosiddetti «frugali», a farsi mettere il timbro finale perfino da chi ci ha sempre odiato.

 

Aggiudicarci in fretta quei maledetti miliardi è la sua unica vera «mission», che ha poco di politico in senso mediocre. Anzi: un traguardo più patriottico, più nazionale, più «sovranista» di quello affidato a Draghi in questa fase storica sarebbe impossibile da immaginare. Dargli i pieni poteri dovrebbe essere il Santo Graal di una destra generosa e intelligente. Con l’aiuto di Giorgetti, il Capitano ha colto il problema; si rende conto che non ci sarebbe da vergognarsi a sedere insieme con gli avversari, semmai andrebbe giustificato il contrario.

giorgia meloni con le stampelle alle consultazioni

 

Giorgia ripete invece che è meglio andare a votare, insiste che non  esistono ostacoli: come se potessimo permetterci il lusso di rinunciare a 209 miliardi tra gli sghignazzi di quanti, in Europa, scommettono che non riusciremo nemmeno a incassarli. Una leader giovane, dinamica, ambiziosa come Meloni sta perdendo l’occasione di mettere al primo posto l’Italia.

 

Pensando di giustificarla, qualcuno ipotizza scenari politologici sofisticati tipo: in questo modo ruberà voti alla Lega. Profitterà dell’opposizione contro tutto e tutti per catalizzare la protesta anti-sistema, scavalcherà Salvini come candidato premier alle prossime elezioni. Forse andrà proprio così. Ma potrebbe accadere il rovescio: che una volta al governo, se ci tornerà, Salvini ritrovi la centralità politica smarrita al Papeete. E riesca a concentrare i riflettori nuovamente su di sé, relegando nel cono d’ombra i seguaci della Meloni. Difatti chi conosce Giorgia nega che, dietro la scelta di mettere radici all’opposizione, ci siano calcoli elettoralistici. Semplicemente ha seguito il suo istinto, è andata là dove la porta il cuore. Ecco, appunto: il cuore dove la sta portando?

giorgia meloni consultazioni 1

 

Nonostante gli apporti di moderatismo e le iniezioni di cultura liberal-democratica, recati da Raffaele Fitto e da Guido Crosetto, al fondo dei Fratelli d’Italia sembra prevalere qualcosa di irriducibile, di tuttora irrisolto.

 

Negli accenti forti del «no» a Draghi si avverte uno spirito identitario mascherato da orgoglio; un rifiuto dei compromessi spacciato per coerenza; un richiamo della foresta distillato come coraggio; un timore di integrarsi pienamente nel sistema declinato come scelta “in purezza”; un gusto plebeo ostentato quale titolo aristocratico (Meloni giorni fa si vantava del titolo di «pesciarola»). Si percepisce l’orrore di contaminarsi, la perdurante voglia di sentirsi “altro”, la rassicurante sensazione di star chiusi nell’antico ghetto della destra-destra. Perfino quando le porte del mondo sono finalmente spalancate.

delegazione di fratelli d italia dopo le consultazioni con draghigiorgia meloni

 

giorgia meloni 1giorgia meloni 2salvini meloniGIORGIA MELONIGIORGIA MELONI MAURIZIO LUPI E LA DELEGAZIONE DI CENTRODESTRA AL QUIRINALE salvini meloniGIORGIA MELONI E IL VIDEO CON IL PESCEmeloni con le stampelle

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…