il discorso di biden

“MERITAVO LA RIELEZIONE MA IN BALLO C’È LA DEMOCRAZIA” - BIDEN SI LEVA I MACIGNI DAI MOCASSINI NEL DISCORSO PER SPIEGARE IL RITIRO DALLA CORSA PRESIDENZIALE USA. NON UN CENNO AI PROBLEMI DI SALUTE MA UN CHIARO RIFERIMENTO ALLE DIVISIONI DEM SUL SUO NOME: “DEVO UNIRE IL MIO PARTITO. KAMALA HARRIS E' UNA TOSTA” - TRUMP RIBATTE: “IL CORROTTO BIDEN HA LASCIATO PERCHÉ STAVA PERDENDO. NON SONO CAMBIATO DOPO L’ATTENTATO, NON SARÒ GENTILE. KAMALA? DISTRUGGERÀ IL NOSTRO PAESE. E’ UNA BUGIARDA, PEGGIO DI BIDEN" - OBAMA RENDE MERITO A "SLEEPY JOE" MA CONTINUA A TACERE SUL PASSAGGIO DI TESTIMONE CON LA HARRIS... - VIDEO

 

Da repubblica.it

Trump: “Il discorso del corrotto Biden brutto e a malapena comprensibile”

discorso sul ritiro di joe biden

Non si fa attendere il commento, con i soliti toni sopra le righe, di Donald Trump del discorso di Joe Biden. In un post sul social Truth, il candidato repubblicano alla Casa Bianca scrive: "Il discorso del corrotto Joe Biden nello Studio Ovale era a malapena comprensibile, e così brutto!". E ancora, scritto a caratteri tutti maiuscoli: "Il corrotto Joe Biden e la bugiarda Kamala Harris sono un grande imbarazzo per l'America, non c'è mai stato un momento come questo".

 

Obama ringrazia Biden: “La sua vita al servizio dei cittadini”

Barack Obama rende merito a Joe Biden per la sua vita al servizio dei cittadini americani, "missione è più grande di chiunque di noi". Nessuna indicazione invece quanto al passaggio di testimone con Kamala Harris.

 

 

IL DISCORSO DI BIDEN

Paolo Mastrolilli per repubblica.it - Estratti

 

joe jill biden

New York - "Adoro questo incarico, essere il vostro presidente è stato l'onore della mia vita. Però è in ballo la democrazia e la strada migliore è passare la torcia alle nuove generazioni". Sono le parole con cui Joe Biden ha spiegato ieri sera agli americani perché ha deciso di ritirarsi dalla corsa alla Casa Bianca. Il motivo è la minaccia che il ritorno di Donald Trump nello Studio Ovale pone per la sopravvivenza della repubblica, e per evitarlo ha ceduto la mano alla vice Kamala Harris, che è "esperta, tosta e capace".

 

 

discorso sul ritiro di joe biden

Ora la decisione sul futuro degli Stati Uniti passa agli elettori, ma è importante che tengano presente cosa sarà in gioco nel voto del 5 novembre. Per sottolineare questo punto cruciale, Biden ha preso in prestito le parole di Benjamin Franklin: "Quando gli chiesero che forma di governo avevano scelto i padri fondatori dopo l’indipendenza, rispose così: una repubblica, se saprete conservarla". Se saprete conservarla, a partire dalle prossime elezioni, quando il candidato repubblicano sarà un ex presidente che ha definito "patrioti" gli assalitori del Congresso il 6 gennaio 2020.

 

Parlando alla nazione in diretta televisiva dallo Studio Ovale della Casa Bianca, Biden ha detto che servirla è stata la missione della sua vita: (...) niente, niente, può ostacolare il salvataggio della nostra democrazia, e questo include l'ambizione personale". Perciò ha deciso di fare un passo indietro, non per motivi di salute: "Devo unire il mio partito. E’ tempo e luogo per voci più giovani". La decisione finale però spetta agli elettori, non ai leader dei partiti: "L'America deve scegliere tra speranza e odio".

 

discorso sul ritiro di joe biden

 

Lui la sua scelta l’ha già fatta: "Kamala Harris è esperta, tosta e capace". Ora tocca agli americani compiere la propria, tenendo presente però che quelle del 5 novembre non saranno elezioni normali, perché potrebbero anche essere le ultime davvero democratiche.

 

Quanto la suo futuro, Biden ha ribadito che intende completare il suo mandato: "Nei prossimi sei mesi mi concentrerò sul mio lavoro di presidente. Ciò significa che continuerò a ridurre i costi per le famiglie che lavorano duramente e far crescere la nostra economia. Continuerò a difendere le nostre libertà personali e i nostri diritti civili, dal diritto di voto al diritto di scelta. Continuerò ad aiutare l’Ucraina a difendersi e cercherò di mettere fine alla guerra a Gaza".

 

JOE E JILL BIDEN - MEME BY OSHO

 

Donald Trump, impegnato in un comizio in North Carolina, ha già dimenticato la promessa di abbassare i toni e puntare a unificare l’America, dopo l’attentato di Butler: "Dicevano che qualcosa è cambiato in me, che sono diventato più gentile. Ma se non vi dispiace, non sarò gentile". Quindi ha affondato i colpi, confermando l’allarme lanciato da Biden: "Tre giorni fa abbiamo sconfitto il peggior presidente della storia: ha lasciato perché stava perdendo. Ora abbiamo una nuova vittima da battere, la più incompetente vicepresidente della storia".

 

DONALD TRUMP

 

Quindi ha aggiunto che Kamala Harris "distruggerà il nostro Paese. E’ una bugiarda, peggio di Joe Biden". I repubblicani accusano i democratici di aver mentito agli americani sulle condizioni di salute del presidente e di aver violato le regole basilari della democrazia con la sua sostituzione. I democratici rispondono che il cambio è stato deciso da Biden per le ragioni che ha spiegato, e il processo è stato democratico perché la decisione finale verrà affidata al voto dei delegati alla Convention di Chicago. La scelta di Joe è stata quindi eroica e generosa, perché ha messo l’interesse degli Stati Uniti davanti alle ambizioni personali. Il giudizio finale toccherà agli elettori il 5 novembre.

il primo discorso di kamala harris dopo il passo indietro di joe biden 2joe biden barack obamajoe biden barack obamail primo discorso di kamala harris dopo il passo indietro di joe biden 5harris bidenil primo discorso di kamala harris dopo il passo indietro di joe biden 3JOE BIDEN CANDIDATURA 1987

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”