silvio berlusconi quirinale meme

“MI PRENDO ANCORA QUALCHE ORA PER DECIDERE” – BERLUSCONI, ASSERRAGLIATO NEL MAUSOLEO DI ARCORE E CON L’OPERAZIONE SCOIATTOLO CHE GLI SI È SQUAGLIATA IN MANO, PERDE TEMPO PER VALUTARE UNA DICHIARAZIONE CHE GLI SALVI IL CERONE DALLA FACCIA: OGGI C’È IL VERTICE DEL CENTRODESTRA E PUNTA ANCORA A DECIDERE ALMENO IL NOME DA PORTARE IN QUIRINALE. PER IL BANANA, AL MOMENTO, LA PRIMA SCELTA È IL LEGGENDARIO MATTARELLA BIS. POI C’È CASINI CHE È PERÒ MALVISTO DA GIORGIA E MATTEO…

1. BERLUSCONI PRONTO A FARE UN PASSO INDIETRO: MI PRENDO ANCORA QUALCHE ORA PER DECIDERE

SILVIO BERLUSCONI

Paola Di Caro per il “Corriere della Sera”

 

Su un punto, almeno, ha ceduto: pressato dagli alleati, che non ne possono più di restare appesi a un filo, consigliato anche dai suoi perché «qualunque cosa tu decida, è bene che torni sulla scena o rischi di lasciarla agli altri», Silvio Berlusconi ha detto sì alla richiesta di vertice che si sarebbe dovuto tenere già giovedì scorso ma che poi era scomparso dai radar.

 

VIGNETTA MANNELLI - SILVIO BERLUSCONI PAPI ETERNO

Si terrà oggi, alle 16 a Roma, come annunciato dalla nota diffusa nel tardo pomeriggio a nome dei tre leader, ma il Cavaliere potrebbe partecipare in presenza (ad alcuni lo avrebbe promesso) come collegarsi da remoto (i suoi lasciano aperta la possibilità). E a quel punto non è detto che non facciano altrettanto tutti gli altri leader, che pure potrebbero riunirsi in chat. Se questo è lo stato dell'arte, figuriamoci se è prevedibile l'esito del vertice: dopo una riunione con tutto il suo stato maggiore ad Arcore - Tajani, Ronzulli, Bernini, Barelli e anche Fedele Confalonieri -, la previsione è che «sì, quasi certamente Berlusconi scioglierà la riserva».

 

silvio berlusconi

Perché, gli è stato detto nel vertice, deve fare attenzione: se non si muove, e vuole scendere in campo, rischia di perdere anche i voti che si ritengono conquistati, visto che gli avversari non resteranno fermi. E se deciderà di non gettarsi nella mischia, bisognerà lavorare al famoso piano B con logica, non allo sbaraglio, pena l'esplosione del centrodestra. Berlusconi ha ascoltato tutti, sa che la via del no alla candidatura è la più logica. E ci pensa molto seriamente. Ma a sentire chi ha parlato con lui non si può ancora dare per scontata la sua scelta. «Mi prendo altre ore per pensare. Da solo, in pace», ha detto ai suoi salutandoli nel tardo pomeriggio.

 

silvio berlusconi vittorio sgarbi meme by carli

E così, nessuno dei fedelissimi si sbilancia. Raccontano che si siano messe le carte in tavola: quanti sono i voti considerati sicuri, quanti abbastanza sicuri, quanti ballerini. In teoria, se tutto andasse per il verso giusto, i fatidici 505 voti necessari per essere eletto ci sarebbero, ma «il rischio è enorme», gli hanno spiegato gli amici di una vita. Perché «non ci sono accordi con gruppi politici, ma solo rassicurazioni da parte di singoli». Che «oggi ti dicono che ti votano, domani chissà?». Insomma, l'impresa appare quasi disperata, ma «Berlusconi è Berlusconi.

SILVIO BERLUSCONI

 

E dire che è pronto a cedere sarebbe un errore. Può ancora scegliere di andare avanti. Sapendo che gli alleati sarebbero costretti a seguirlo». Un suicidio? Così sembrerebbe, ma mai fare i conti senza i colpi di scena del Cavaliere. Anche se il borsino della sua candidatura, ieri sera, secondo fonti non azzurre ma di massimo rilievo, puntava sul pollice verso: le possibilità che Berlusconi scenda in campo, a questo punto, sono «molto poche». E se non è un annuncio, è qualcosa che ci si avvicina parecchio. Se così sarà, si aprirà il tema del che fare.

 

matteo salvini silvio berlusconi meme by carli

Dal vertice uscirà l'indicazione di un altro nome? O si aspetterà? Da FI e dal centrodestra tutto resta la voglia di presentare un nome di area. Ma quale? Pera, Casellati, che piacerebbero a Salvini hanno poche chanches di essere accolti dal centrosinistra. La stessa presidente del Senato avrebbe chiesto di non essere gettata nella mischia senza accordi seri, per tutelare il suo ruolo e profilo. Resta l'ipotesi di Casini, che non è la prima scelta di nessuno nella coalizione ma non è nemmeno visto come un affronto. Chiaro che l'indicazione di Berlusconi - che ancora un pensiero su un Mattarella bis lo fa - conterà moltissimo, per il peso indubbio della sua persona.

 

E ad aleggiare resta il nome di Draghi: «Nessuno di noi lo vuole, sicuramente non Berlusconi», giurano da FI. Ma potrebbe esserci lui alla fine del piano inclinato in cui cammina il centrodestra. Perché, per dirla con il leader di uno dei piccoli partiti, la verità è una: «Noi non abbiamo mai avuto i numeri per fare un governo in questa legislatura, il centrosinistra sì, con il Conte 2. Prima lo capiamo e meglio è». E la parola, ancora una volta dopo quasi 30 anni, resta a Berlusconi.

 

2. BERLUSCONI FA I CONTI E MEDITA IL RITIRO OGGI RISERVA SCIOLTA

SILVIO BERLUSCONI

Mario Ajello per "Il Messaggero"

Gli alleati sono alquanto indispettiti: «Berlusconi ha accettato di fare il summit del centrodestra, e deve aver capito anche lui che non se ne può più di questa perdita di tempo, ma ancora fa la sfinge: sono in campo, non sono in campo. Deve decidere, non è possibile continuare così».

 

Oggi dovrebbe decidere il Cavaliere che però tiene sul filo tutti, anche quelli di Forza Italia, ed è così poco favorevole allo svolgimento di questo vertice, dove si pretenderà da lui chiarezza, che non viene a Roma per parteciparvi ma prenderà parte da remoto, ossia dal suo studio di Arcore. Anche la non presenza di Berlusconi nella Capitale, che doveva essere la base della sua Operazione Colle con Villa Grande già soprannominata il Quirinaletto, è un segnale di ritirata e di quanto il sogno presidenziale del Cavaliere gli si stia squagliando tra le mani.

giorgia meloni silvio berlusconi matteo salvini renzi quirinale by macondo

 

Perché intorno a sé vede gli altri leader che non ci credono più e hanno solo il problema di come farglielo capire in maniera rispettosa ed evitando reazioni troppo forti. L'ex premier fa e rifà i conti della sua candidatura - «I numeri sono buoni», assicura - e vorrebbe andare dritto alla quarta votazione ma anche lui comincia a ricredersi vedendo il vuoto intorno, ovvero i partner della Lega e di Fratelli d'Italia che hanno altre opzioni, quella della Casellati anzitutto, ed è tormentato dal dubbio se arrendersi o meno.

 

silvio berlusconi vittorio sgarbi meme by carli

La riserva sta per essere sciolta e non è escluso - «La notte porta consiglio», ha detto agli ultimi con cui a parlato ieri sera tardi, dopo che in giornata ha convocato ad Arcore i capigruppo Bernini e Barelli più la Ronzulli e Fedele Confalonieri ma non Gianni Letta - che possa gettare la spugna. Anche chi dei suoi lo spingeva al grande passo ora frena: «Candidarsi al Colle è una decisione delicata, il Presidente sta pesando i pro e i contro». E c'è chi dice che i pro sono il 70 per cento e contro il 30 (il che è già è un passo indietro rispetto al resistere-resistere-resistere a dispetto di un pallottoliere che non ha portato i frutti sperati) e chi rovescia le percentuali.

 

matteo salvini silvio berlusconi giorgia meloni quirinale by macondo

REDDE RATIONEM Salvini e Meloni, con cui il Cavaliere ha parlato ieri accettando il summit che lui avrebbe volentieri evitato, stanno già lavorando oltre la prospettiva della candidatura berlusconiana, sembrano aver già elaborato il lutto in cui Silvio è ancora immerso e il leader leghista ieri sera ha tenuto a far sapere che è in modalità «lavori in corso», che ha contattato tutti i leader politici e che «il centrodestra unito avrà l'onere di proporre per il Colle una candidatura di alto profilo».

 

silvio berlusconi quirinale by macondo

Non dice quella di Berlusconi, ma neppure lo esclude in attesa del redde rationem di oggi, e comunque il nome di Casellati - l'eventuale Capo dello Stato che più facilmente nominerebbe Berlusconi senatore a vita - potrebbe essere quello che verrà avanzato nel summit delle prossime ore. Sono molto abbottonati i big forzisti un po' perché Berlusconi non sta dicendo niente pure a loro e un po' perché si accorgono che la via è strettissima. La resistenza, se ancora oggi dovesse esserci, sarà a tempo. «Io posso pure fare un passo indietro, ma voi dovete dimostrarmi che c'è qualcuno più attrattivo di me. Finora non ho visto in campo giganti...»: questo al momento il mood con cui Silvio affronta gli alleati.

silvio berlusconi e vittorio sgarbi

 

I quali oggi gli diranno per l'ennesima volta di voler vedere i numeri emersi dalla caccia a strascico dei grandi elettori ma lui le cifre le terrà per sé, pronto ad aggiungere: «Mancano altri giorni fino al 27, quello della quarta votazione, e da adesso a giovedì ci sarà altro tempo per trovare consensi». Ma perfino i suoi più fedelissimi questa caccia ai consensi non la considerano ben avviata: «Sgarbi il telefonista ha fatto solo pasticci e ci ha esposto a brutte figure».

meme su Silvio Berlusconi al Quirinale

 

Se non molla ora mollerà poi. Quanto a Draghi, se il premier dovesse traslocare al Quirinale, nel rimpasto di governo Berlusconi non solo potrebbe chiedere nuovi ministri (gli attuali non appartengono al cerchio magico) ma anche Gianni Letta come sottosegretario alla presidenza del consiglio. A queste condizioni - ma è uno scenario ancora precoce e secondo Tajani «non c'è nessuna ragione di cambiare i nostri tre ministri, stanno lavorando bene» - Silvio potrebbe offrire la sua non ostilità all'ascesa di Draghi sul Colle.

 

silvio berlusconi

Ma tali manovre vanno preparate in tempo, gli suggeriscono i suoi consiglieri di pace, senza attardarsi in un'auto-candidatura che, al di là dell'esito del summit odierno, Salvini (a cui Silvio non vuole dare la soddisfazione di fare il king maker) e Meloni considerano il passato di un'illusione.

SILVIO BERLUSCONI silvio berlusconi 8SILVIO BERLUSCONI AL QUIRINALE - BY OSHO SILVIO BERLUSCONI AL QUIRINALE - BY OSHOsergio mattarella silvio berlusconi giuliano amato sabino cassese romano prodi gianni letta by macondo

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...