maurizio lupi

“MI SONO DIMESSO, TUTTO È FINITO NEL NULLA MA CERTI SOLONI NON CHIEDONO SCUSA...” - MAURIZIO LUPI: “NEL 2015 LASCIAI LE INFRASTRUTTURE DA NON INDAGATO. E PER LO "SCANDALO" DELL'OROLOGIO REGALATO A MIO FIGLIO C'È STATA UNA NUOVA ARCHIVIAZIONE - FRANCESCO MERLO SU “REPUBBLICA” HA DISTINTO TRA ASSOLUZIONE PENALE E DECENZA POLITICA? CERTI OPINIONISTI INDOSSANO I PANNI DEL GRANDE INQUISITORE. ANCHE TRAVAGLIO HA RIBADITO CHE DOVEVO DIMETTERMI, TIRANDO IN BALLO LA QUESTIONE ETICA MA…”

Maurizio Caverzan per “la Verità”

 

maurizio lupi 1

Buongiorno Maurizio Lupi, come sta?

«Sto bene perché non ho nessun rimpianto e nessuna recriminazione. Quando mi sono dimesso da ministro l' ho fatto per difendere un' idea di politica e di governo, ma soprattutto la mia storia e la mia famiglia. Non potevo, né volevo, dimettermi da padre. E nemmeno modificare il giudizio sui miei collaboratori. Con quel gesto ho voluto riaffermare le ragioni per cui un giorno ho deciso di entrare in politica».

 

E come si sta, pubblicamente riabilitati?

maurizio lupi matteo renzi 1

«Sono stato fortunato a non essere mai indagato, a non dover spendere denaro per avvocati, a poter continuare a fare politica in un altro ruolo. Al contempo, provo grande dispiacere pensando a coloro che hanno ingiustamente pagato con il carcere e processi continui, da innocenti».

 

Il 15 marzo 2015, senza essere indagato, Maurizio Lupi si dimise da ministro delle Infrastrutture in seguito all' inchiesta Grandi opere secondo la quale l' imprenditore Stefano Perotti e il superdirigente del ministero, Ercole Incalza, si sarebbero interessati all'assunzione del figlio Luca. Al quale, in occasione della laurea, Perotti, amico di vecchia data del ministro, regalò un orologio Rolex. L'archiviazione dell'indagine è di aprile, ma la notizia è stata divulgata solo il 6 novembre. Nel 2018 Lupi è stato rieletto deputato nelle file di Noi con l' Italia, confluito nel Gruppo misto della Camera.

 

maurizio lupi

Sono passati 4 anni e mezzo dalle sue dimissioni da ministro del governo Renzi, dopo quello Letta: che anni sono stati?

«Di continuo cambiamento. La prima certezza saltata è stata il ruolo di ministro. Poi è cambiato il partito di riferimento, da Forza Italia e dall' Ncd, con un gruppo di amici abbiamo dato vita a Noi con l' Italia. Infine, è evoluta anche l' idea di centrodestra. L' unica certezza che si è consolidata è che bisogna essere sempre pronti a mettersi in gioco».

 

Perché si dimise nonostante non fosse indagato?

MAURIZIO LUPI

«A volte, più di tante parole valgono i gesti. Siamo uomini pubblici. Quasi tutti mi avevano sconsigliato di farlo e tanti non l' hanno fatto. Io ho preferito lasciare che qualcun altro proseguisse il lavoro iniziato. Quando ho visto che si dipingeva una cupola di corruzione ho voluto dare un segnale di assoluta libertà».

 

Perché la richiesta di archiviazione presentata ad aprile è divenuta pubblica solo pochi giorni fa?

«Bisognerebbe chiederlo a loro. Ringrazio il giornalista del Corriere della sera che ha dato la notizia. Era la seconda archiviazione in un anno e mezzo. Nel nostro Paese il sostegno a un'indagine su un reato, prima che sia comprovato, comincia già sui giornali. Per altro, dopo la divulgazione della notizia entrano in funzione i soloni del tribunale etico».

 

Anche i funzionari e imprenditori più coinvolti di lei saranno riabilitati?

maurizio lupi

«Questo è il dolore maggiore. Quando si agitano le manette bisognerebbe ricordare che la presunzione di innocenza, oltre a essere scritta nella Costituzione, serve a tutelare la vita delle persone. È giusto che chi commette degli errori ne risponda. Ma ora chi ripagherà un' impresa con 100 dipendenti tra le migliori d' Europa nel suo campo che ha dovuto chiudere? E chi risarcirà un alto dirigente statale che ha fatto 70 giorni di carcere ed è stato assolto 17 volte su 17? Infine, chi risponderà del danno per il clima inquisitorio instaurato che rende sempre più faticoso il processo decisionale nelle istituzioni?».

alfonso bonafede.

 

Quell' indagine era partita da alcune intercettazioni male interpretate.

«I magistrati di Milano hanno detto che la Procura di Firenze ha male interpretato un dialogo nel quale in realtà si stava ribadendo una norma di legge. Cioè, l' hanno interpretato al contrario, come espressione di un intento affaristico. Se decontestualizzi le conversazioni puoi prendere grandi abbagli. Da anni si attende la definizione della normativa sull' uso delle intercettazioni, ma finché ciò non avviene ognuno le usa liberamente».

 

maurizio lupi (2)

La riforma del ministro Alfonso Bonafede la fa ben sperare?

«Dalla legge "Spazzacorrotti" in poi s' interviene solo con l' inasprimento delle pene o con l'introduzione di nuove figure e mezzi investigativi. Se si prescinde dalla proporzionalità della pena al reato alla lunga non ci resterà che la pena di morte».

 

Quanta soddisfazione le dà il fatto che è stata proprio la Procura di Firenze a chiedere l' archiviazione?

«C'è un giudice buono a Berlino. Si può sbagliare, ma riconoscere l' errore può far intraprendere una strada nuova».

 

Perché l'archiviazione dell' indagine ha avuto così scarso rilievo sui giornali?

«Perché non fa notizia dire, a distanza di anni, che era un' inchiesta infondata. Tutto brucia rapidamente. Fortunatamente c' è la Rete che permette una pur minima pubblicità delle notizie positive. Se dovessimo stare a gran parte dei giornali».

francesco merlo foto di bacco

 

Francesco Merlo su Repubblica ha distinto tra assoluzione penale e decenza politica.

«Certi opinionisti indossano i panni del grande inquisitore: sì, non c' era niente, ma ha sbagliato comunque. Anche Marco Travaglio ha ribadito che dovevo dimettermi, tirando in ballo la questione etica. Ma se non c' era reato, non c' era corruzione, non c' era alcuna richiesta di favori, non ero indagato allora e non sono stato condannato dopo e c' era trasparenza assoluta, dov' è la questione etica?».

 

Ha meno fiducia nei giornalisti che nei magistrati?

«Tra i commentatori non ho visto ammissioni di errori. Per qualcuno dovevo dimettermi anche da padre. Mio figlio, laureato in ingegneria con 110 e lode, aveva trovato un lavoro. Mi chiamò in lacrime da New York dicendomi che sotto il suo ufficio c' erano decine di giornalisti e chiedendomi quale fosse la colpa di aver ricevuto un regalo di laurea da una persona che conosceva da anni. Quando ci si accorge di aver sbagliato ci si può scusare, invece i Torquemada continuano per la loro strada. A loro vorrei regalare Pensieri improvvisi, un libriccino di Andrej Sinjavskij: "Quando ti becchi una malattia venerea, solo allora ti accorgi che tutti gli uomini sono puliti"».

marco travaglio

 

Perché chi opera negli appalti delle infrastrutture è sempre in odore di corruzione?

«È una fama giustificata, ci sono precise responsabilità della politica. L' errore è generalizzare buttando il bambino con l' acqua sporca. Alla fine degli anni Ottanta fu promulgata una legge che bloccò fino al 2001 la realizzazione delle grandi opere per sconfiggere la corruzione. È il motivo per cui in questo campo l' Italia è un paese arretrato. Serve un patto trasversale per le infrastrutture materiali e immateriali. Poi chi governa deciderà come farle».

vigili del fuoco a lavoro sulle macerie del ponte morandi a genova

 

Che cosa pensa del crollo del ponte Morandi?

«Aldilà delle responsabilità accertate, penso che se avessimo costruito la Gronda quella tragedia non si sarebbe verificata. Le opere non realizzate spesso si trasformano in tragedie».

 

Rinnoverebbe la concessione ad Atlantia della famiglia Benetton per la gestione di Autostrade per l' Italia?

«In uno Stato di diritto si ritirano le concessioni solo nel momento in cui è accertato il mancato rispetto del contratto. Una volta documentate le responsabilità, chi ha sbagliato paga e ricostruisce. La tragedia del ponte Morandi era l' occasione per ridefinire le regole del rapporto concessionario. Ora si pensa al ritorno dello Stato padrone come fosse immune da errori, ma la storia ha già mostrato che non è così».

 

IL MOSE DI VENEZIA

Il Mose e l' alluvione di Venezia?

«I ritardi nell' ultimazione del Mose sono l' evidenza di come si è tradita Venezia e quindi l' Italia. Nella primavera del 2014 era realizzato all' 87%. Avrebbe dovuto essere pronto nel giugno 2016 e attivo, dopo i collaudi, nel gennaio 218. Lo scandalo delle tangenti ha fatto bloccare i lavori ed è iniziato lo scaricabarile tra le autorità. Invece, mentre la giustizia avrebbe dovuto fare il suo percorso pretendendo i rimborsi dai responsabili, si sarebbero dovuti accelerare i lavori di completamento dell' opera».

 

Ex Ilva, Tav, Mose, ponte Morandi, aree terremotate: come può esserci unità d' intenti se nello stesso governo ci sono il partito del Pil e quello della decrescita?

ILVA DI TARANTO

«Anche un movimento di moralizzatori potrebbe capire che la sfida della politica non è la campagna elettorale, ma governare il Paese. Se il reddito di cittadinanza si rivela un provvedimento assistenzialista e con quei soldi si può tagliare il cuneo fiscale, bisogna avere la forza di cambiarlo e di convincere il proprio elettorato».

 

Non è facile come dirlo.

«Bisogna provarci. Se hai il ministero dello Sviluppo economico, prima con Luigi Di Maio e ora con Stefano Patuanelli, e fai chiudere la più grande acciaieria d' Europa qualche domanda te la devi fare».

 

Noi per l' Italia aderirà alla coalizione degli italiani con Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni?

stefano patuanelli

«Noi con l' Italia è a pieno titolo nel centrodestra. Senza esser presuntuosi vogliamo far tornare rilevante la proposta politica del centro, senza il quale il centrodestra si chiamerebbe destra».

 

Che spazio vede per i cattolici in politica?

«Uno spazio enorme. Oggi il partito dei cattolici sarebbe antistorico. Ma in uno scenario in continua e rapida evoluzione, i cattolici, come tanti altri, possono testimoniare un impegno al servizio del bene comune per ricostruire una società che nasca dalla persona e dalla libertà».

 

BERLUSCONI MELONI SALVINI

Cosa pensa della disponibilità al dialogo verso Salvini manifestata dal cardinal Ruini?

«Non si può non dialogare con chi rappresenta un terzo degli italiani. Trovando, nelle differenze, punti in comune su cui lavorare insieme. Salvini non è il diavolo, così come i comunisti non mangiavano i bambini».

 

Che cosa direbbe oggi al suo amico Roberto Formigoni?

roberto formigoni (2)

«Quello che gli dico quando vado a trovarlo: che il suo operato ha cambiato la Lombardia ed è stato un modello per l' Italia di attuazione del principio di sussidiarietà con al centro la persona. Gli dico anche che non è solo».

 

E sulla sua vicenda giudiziaria?

«Le sentenze si rispettano e Roberto lo sta facendo. Ma, per conto mio, quella che lo riguarda non racconta ciò che è stata l' azione politica e di governo di Roberto Formigoni».

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