roberto formigoni a le iene lucia azzolina

“IL MIO VITALIZIO È UNA VITTORIA DEL DIRITTO. NESSUNO DEVE MORIRE DI STENTI” - ROBERTO FORMIGONI ROMPE IL SILENZIO CON “LE IENE” E RISPONDE ALLA “SCATARRATA” DELLA AZZOLINA: “IL SUO NOME MI FA VENIRE IN MENTE I BANCHI A ROTELLE CHE HO VISTO ACCATASTATI IN MOLTE SCUOLE" – “RICEVO ATTORNO AI 2000 EURO AL MESE. O QUELLO OPPURE NON HO NIENTE. TENGA CONTO CHE MI È STATO SEQUESTRATO TUTTO. AVENDO LAVORATO NELLE ISTITUZIONI PER 34 ANNI HO MATURATO LA PENSIONE. I SOLDI SONO I MIEI, NON SONO DELLO STATO…”

1 - FORMIGONI A LE IENE: "IL MIO VITALIZIO? UNA VITTORIA DEL DIRITTO, NESSUNO DEVE MORIRE PER STENTI"

ROBERTO FORMIGONI A LE IENE 1

Da www.today.it

 

"Come scatarrare sui cittadini onesti", così l'ex ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina ha definito giorni fa la restituzione del vitalizio a Roberto Formigoni, condannato per corruzione a 5 anni e 10 mesi e attualmente ai domiciliari.

 

"A me il nome Azzolina fa venire in mente i banchi a rotelle che ho visto accatastati in molte scuole" ha risposto l'ex presidente della Regione Lombardia in un'intervista esclusiva a Le Iene, in onda questa sera, martedì 1 giugno, in prima serata su Italia 1.

lucia azzolina

 

Giulia Innocenzi lo ha intervistato nell'appartamento di Milano in cui sta scontando la pena. "Ho la possibilità di uscire due ore al giorno, per il resto devo stare in casa" spiega, ricordando i 5 mesi trascorsi in carcere: "Avevo una cella che dividevo con altri tre detenuti. Sono stato trattato con grandissimo rispetto, era presente uno di loro condannato per omicidio, mi disse 'noi tutti i giorni laviamo, puliamo.

 

Tu non farai nulla di tutto questo, abbiamo deciso, tu hai fatto tanto bene ai cittadini, vogliamo darti questo segno di riconoscenza'. Non ho potuto fare nulla, addirittura non volevano che apparecchiassi la tavola".

 

lucia azzolina nel suo vecchio ufficio

Il vitalizio a Formigoni: essere condannati in via definitiva non basta più per lo stop?

Formigoni ha vinto il ricorso per riottenere il vitalizio - o meglio "pensione", come la definisce più volte nel corso dell'intervista - scatenando una polemica che ancora fatica a placarsi: "Ricevo attorno ai 2000 euro al mese. O quello oppure non ho niente. Tenga conto che mi è stato sequestrato tutto". Prima della condanna ne riceveva due, uno dalla Regione Lombardia e l'altro dal Senato, per un totale di 10 mila euro.

 

ROBERTO FORMIGONI A LE IENE

"Dal momento della condanna la Corte Dei Conti mi ha sequestrato integralmente il vitalizio di Regione Lombardia" fa sapere Formigoni, che dopo essersi visto togliere anche quello del Senato ha fatto subito ricorso: "La commissione di garanzia mi ha dato pienamente ragione, ha stabilito quindi che la sentenza Grasso non stava né in cielo né in terra - continua - In termini di diritto ha riconosciuto il mio diritto a non morire di stenti".

 

LUCIA AZZOLINA - MOSTRA Dal libro Cuore alla lavagna digitale

Soldi che gli spettano, spiega ancora: "Avendo lavorato nelle Istituzioni per 34 anni ho maturato la pensione. Voglio vivere con i soldi miei. La legge italiana stabilisce con chiarezza che la pensione non può essere sequestrata, se non nella misura massima del 20% a nessuno, tranne a chi si è macchiato di delitti di mafia, di terrorismo o ha evaso - prosegue Roberto Formigoni - I soldi sono i miei! Non sono dello Stato, i soldi sono la rinuncia a una parte dell'emolumento che io ho fatto per 16 anni, mese per mese".

 

formigoni

A proposito dei 47 milioni che deve risarcire dice: "Se mi lasciassero lavorare potrei trovare un lavoro significativo e potrei magari fare quello che devo. Sono stato aiutato in questi mesi dagli amici che mi hanno permesso di sopravvivere". E infine, sempre sul vitalizio che tanto fa discutere: "E' una vittoria del diritto. Il diritto che dice che in Italia nessuno deve morire per stenti".

 

2 - INTERVISTA ESCLUSIVA A ROBERTO FORMIGONI

Anticipazione da “Le Iene”

 

Giulia Innocenzi intervista in esclusiva l’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, nell’appartamento a Milano dove attualmente sta scontando i domiciliari. Il servizio in onda a “Le Iene” stasera, martedì 1° giugno, in prima serata su Italia 1.

 

Innocenzi: Allora Formigoni, perché ha fatto il ricorso per riottenere il vitalizio? Si trova ancora agli arresti domiciliari?

roberto formigoni yacht

Formigoni: Mi trovo agli arresti domiciliari, ho la possibilità di uscire due ore al giorno, per il resto devo stare in casa.

Innocenzi: La sua condanna per corruzione è di 5 anni e 10 mesi giusto?

Formigoni: Esattamente.

 

Innocenzi: E in carcere quanto è stato?

Formigoni: 5 mesi, benché avessi superato i 70 anni, e quindi sono stato in carcere grazie alla Legge “spazza corrotti”, voluta dai 5 Stelle che pochi mesi dopo fu dichiarata incostituzionale.

Innocenzi: Ha il dente avvelenato coi 5 Stelle?

Formigoni: Ma no poveretti! Non ne hanno vinta una, gli è rimasta soltanto la battaglia contro Formigoni, ma mi sembra che stiano perdendo anche quella.

 

Innocenzi: In carcere è stata dura immagino, 5 mesi.

roberto maroni formigoni

Formigoni: Guardi, l’ho accettata. Grazie all’educazione cristiana che ho ricevuto, avevo una cella che dividevo con altri tre detenuti.

Innocenzi: Quindi non aveva una cella lusso?

Formigoni: No.

Innocenzi: Da ex Senatore?

 

Formigoni: No, sono stato trattato con grandissimo rispetto, era presente uno di loro condannato per omicidio, mi disse “noi tutti i giorni laviamo, puliamo. Tu non farai nulla di tutto questo, abbiamo deciso, tu hai fatto tanto bene ai cittadini, vogliamo darti questo segno di riconoscenza”.

ROBERTO FORMIGONI

Innocenzi: E lei ha accettato il trattamento privilegiato?

 

Formigoni: Non ho potuto fare nulla, addirittura non volevano che apparecchiassi la tavola.

Innocenzi: Oggi quali altri redditi percepisce lei?

Formigoni: Da quando la commissione contenziosa del Senato ha stabilito che doveva essermi restituita questa pensione, ricevo attorno ai 2000 euro al mese.

Innocenzi: Quindi lei o ha il vitalizio della sua vita politica oppure non ha niente?

fontana formigoni

 

Formigoni: Esattamente, oppure non ho niente. Tenga anche conto che mi è stato sequestrato tutto.

Innocenzi: Perchè lei è stato condannato per corruzione a risarcire 47 milioni di euro.

Formigoni: Sì, uno strano calcolo ma anche qui ho accettato cristianamente.

Innocenzi: Ok ma 47 milioni quando li restituisce?

 

Formigoni: Se mi lasciassero lavorare potrei trovare un lavoro significativo e potrei magari fare quello che devo. Sono stato aiutato in questi mesi dagli amici che mi hanno permesso di sopravvivere.

 

Innocenzi: Allora è un indigente fortunato rispetto ad altri!

ROBERTO FORMIGONI

Formigoni: Forse qualcuno sperava che gli amici mi abbandonassero.

Innocenzi: Allora, facciamo un po’ di chiarezza sulle cifre. Lei prima della condanna percepiva due vitalizi, giusto?

Formigoni: Del Senato e della Regione.

Innocenzi: Per un totale di 10 mila euro al mese. Questo prima che venisse condannato.

Formigoni: Esattamente. Dal momento della condanna la Corte Dei Conti mi ha sequestrato integralmente il vitalizio di Regione Lombardia.

 

Innocenzi: E il Senato le toglie l’altro vitalizio in quanto condannato.

ROBERTO FORMIGONI

Formigoni: Esatto, e io ho fatto immediatamente ricorso. La commissione di garanzia mi ha dato pienamente ragione, ha stabilito quindi che la sentenza Grasso non stava né in cielo né in terra.

Innocenzi: Ma la decisione è politica.

 Formigoni: La commissione del Senato in termini di diritto ha riconosciuto il mio diritto a non morire di stenti.

Innocenzi: Paola Taverna ha detto che potrebbe richiedere il reddito di cittadinanza se ha questi problemi economici.

 

Formigoni: No perché avendo lavorato nelle Istituzioni per 34 anni ho maturato la pensione.

Innocenzi: Eh ma se è un vitalizio, allora il vitalizio ai condannati non si dà?

pietro grasso al senato con la mascherina

Formigoni: Abbiamo già spiegato che si tratta di pensione quindi avendo maturato la pensione, io voglio vivere con i soldi miei.

Innocenzi: È che diciamo, nell’idea dei 5 stelle, la politica sarebbe dovuta essere una parentesi nella vita di un lavoratore. Il suo caso invece è diverso perché lei ha sempre lavorato in politica.

Formigoni: Esattamente, io ho sempre lavorato per 34 anni di politica.

Innocenzi: Nei suoi 34 anni di onorata carriera non è riuscito a mettersi niente da parte?

Formigoni: Le ripeto, mi hanno sequestrato tutto.

 

Innocenzi: Questa casa non è di proprietà?

Formigoni: Questa casa non è mia, questa casa mi è stata prestata da un amico per un qualche tempo, perché tra poco avrà bisogno lui stesso.

formigoni

Innocenzi: La delibera Grasso parla di un principio condivisibile. Se la disciplina e l’onore non ci sono più e per un condannato per corruzione in via definitiva possiamo dire che non c’è, non ci deve più essere il vitalizio?

Formigoni: Per le colpe che il tribunale ha ritenuto di vedere in me, mi ha attribuito una pena. 5 anni e 10 mesi, che sto scontando, con disciplina e onore, nel pieno rispetto di quello che mi è stato detto.

 

Innocenzi: Però era una condanna per corruzione.

Formigoni: Perché il signor Grasso vuole aggiungere una pena aggiuntiva? Non gli è lecito. Questa sentenza che invece è a mio favore, i 5 Stelle la vogliono abbattere, questo è il loro giustizialismo, sono dei forcaioli!

LUCIA AZZOLINA

Innocenzi: Quindi anche se ha tradito il suo mandato nei confronti dei cittadini, dice “questi soldi mi aspettano comunque”.

Formigoni: La legge italiana stabilisce con chiarezza che la pensione non può essere sequestrata, se non nella misura massima del 20% a nessuno, tranne a chi si è macchiato di delitti di mafia, di terrorismo o ha evaso.

 

Innocenzi: Però è un po’ un paradosso che chi è condannato per corruzione poi venga “premiato” con i soldi dei cittadini.

Formigoni: Ma come premiato? I soldi sono i miei.

Innocenzi: Per il vitalizio.

Formigoni: I soldi sono i miei! No, non sono dello Stato, i soldi sono la rinuncia a una parte dell’emolumento che io ho fatto per 16 anni, mese per mese.

Innocenzi: Lei si può immaginare un italiano che si vede le sue foto delle vacanze in barca, mentre faceva i tuffi che sono quelle vacanze per cui poi è stato condannato.

Formigoni: Ha detto giusto.

FORMIGONI IENE

 

Innocenzi: Ecco.

Formigoni: Sono stato condannato per delle vacanze, la ringrazio.

Innocenzi: Vacanze, emolumenti vari insomma, ma io con i miei soldi delle mie tasse devo dare il vitalizio a Formigoni?

Formigoni: Ma non mi paga con i suoi soldi, mi perdoni, se insisto nel dire che 60 milioni di italiani non tirano fuori 1 centesimo da dare a Formigoni. Sono tutti risparmi messi via da me…

 

Innocenzi: La Azzolina ha definito il suo vitalizio una “scatarrata” sui cittadini.

Formigoni: A me il nome Azzolina fa venire in mente i banchi a rotelle che ho visto accatastati in molte scuole.

FORMIGONI IENE

Innocenzi: Ma non ci deve essere anche un’etica diversa che giudica i politici? Lei non è stato un lavoratore qualunque, lei è stato un rappresentante di noi cittadini.

Formigoni: Da un punto di vista del lavoro ho lavorato come un matto, Le assicuro, i lombardi lo sanno, mi vedevano arrivare alle otto e mezza nel mio ufficio e fino alle 10, 10:30 di sera il trentesimo piano del Pirellone era con la luce accesa.

LUCIA AZZOLINA

 

Innocenzi: Purtroppo per lei però oggi quello che noi ci ricordiamo è la condanna, no?

Formigoni: Ma le assicuro che molti cittadini ricordano invece quello che ho fatto. Se lei potesse fare un giro con me vedrebbe quante persone mi salutano, quante persone vengono a stringermi la mano, quante persone vengono a dirmi “grazie Formigoni”.

Innocenzi: Quindi non le dicono che è una “scatarrata” sui cittadini?

formigoni

Formigoni: No, no… Una volta mi è capitato.

Innocenzi: Solo una volta?

Formigoni: Uno che passava lì in bicicletta mi ha detto “pirla!”, e vabbè, l’ho accettato, guardi non gli ho neanche risposto… io che pure sono un tipo sanguigno.

Innocenzi: Lei oggi è diventato il simbolo della peggiore casta.

Formigoni: Io vedo che c’è un’insistenza straordinaria nei confronti di Formigoni, sono i 5 stelle che la portano avanti. 

Innocenzi: Lei come considera la sua vittoria per riottenere il vitalizio?

Formigoni: Una vittoria del diritto. Il diritto che dice che in Italia nessuno deve morire per stenti.

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...