luca di donna giuseppe conte

“NON BASTA DIRE: IO NON C’ENTRO NIENTE. CONTE DEVE CHIARIRE” – I PARLAMENTARI GRILLINI CHIEDONO TRASPARENZA A “GIUSEPPI” SUL CASO DI DONNA – LA MARETTA INTERNA CONTRO L’EX AVVOCATO DEL POPOLO: CI SAREBBERO 30-40 DEPUTATI PRONTI A USCIRE ALLO SCOPERTO: IL MOMENTO GIUSTO PER FARE UNO SGAMBETTO ALL’AVVOCATO CON LA POCHETTE POTREBBE ESSERE L’ELEZIONE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA…

Francesco Curridori per "il Giornale"

 

LUCA DI DONNA GIUSEPPE CONTE

Ancora acque agitate in casa M5s. I risultati elettorati del primo turno non hanno aiutato Giuseppe Conte a rinsaldare la sua leadership tra i Cinquestelle e il «nodo Roma» rende più complicato il suo lavoro.

 

Nella giornata di ieri si è sparsa la voce che Conte avrebbe intenzione di nominare i membri della sua segreteria già questa settimana, ma dal suo entourage è arrivata una secca smentita. «Non ci risulta», hanno fatto sapere.

 

In realtà, secondo quanto riferito a Il Giornale da un autorevole esponente del Movimento, Conte «potrebbe fare la segreteria dopo l'elezione del Capo dello Stato perché ha paura che esplodano i gruppi dal momento che i parlamentari, ormai, non hanno più nulla da perdere dato che sia i seggi in Parlamento sia i voti del M5S sono dimezzati».

 

VIRGINIA RAGGI GIUSEPPE CONTE

Alcuni parlamentari, inoltre, vorrebbero un po' più di trasparenza da parte di Conte sul caso Di Donna: «Non basta dire: Io non c'entro niente, non lo conosco. Conte deve chiarire bene», ci dice la nostra fonte che aggiunge: «Quando vedi che questa faccenda esce su tutti i giornali, allora qualcosa ci dev' essere e, quindi, non può tacere».

 

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

Insomma, dentro il M5s sta montando un certo malcontento che, nelle prossime settimane, potrebbe essere ancora più evidente. «Al momento ci sono tra 30 e 40 deputati che stanno parlando e stanno cercando il momento per uscire allo scoperto e, probabilmente, sarà in occasione delle votazioni per il presidente della Repubblica», ci fa sapere la nostra «gola profonda».

 

giuseppe conte virginia raggi 2

In questo gruppo di dissidenti ci sono sia eletti al secondo mandato sia peones che, magari, non hanno possibilità di essere ricandidati e «che non intendono più dare soldi al Movimento». «Questi parlamentari potrebbero fare uno sgambetto a Conte, proprio in quel frangente, per aver maggior peso contrattuale durante le trattative per il Quirinale», sottolineano l'esponente grillino che si confida con noi, rigorosamente a taccuini chiusi.

 

giuseppe conte

Che qualcosa si muova lo si evince anche dalla resistenza della sindaca uscente Virginia Raggi di esporsi con un endorsement a favore di Roberto Gualtieri. Anzi, proprio nella stessa giornata in cui lo ha incontrato, ha ribadito: «Io so che andrò a sedere all'opposizione».

 

Queste affermazioni, unite al fatto che domani la Raggi incontrerà i parlamentari romani nella nuova sede del Movimento, fanno pensare che più di qualcosa si muove nella direzione della nascita di una corrente anti-contiana. È da escludere che la Raggi, da poco nominata membro di garanzia del M5S, esca dal Movimento, ma le voci di 30-40 deputati pronti alla rottura definitiva sono sempre più insistenti.

 

alessandro di battista virginia raggi 3

L'ex pentastellato Emanuele Dessì, dall'esterno osserva: «C'è un certo malcontento degli ortodossi ma perché qualcuno abbandoni il M5s deve succedere qualcosa di clamoroso e l'elezione del Capo dello Stato potrebbe essere un momento di resa dei conti». Pino Cabras, deputato di «Alternativa c'è», invece, spiega: «L'effetto Conte non può esserci perché la sua strategia è quella di stare sulla scia del Pd e gli elettori non la seguono. Anche tra gli eletti c'è un certo smarrimento e, col passare dei mesi, le contraddizioni dentro il M5s esploderanno».

emanuele dessi'CHIARA APPENDINO GIUSEPPE CONTE VALENTINA SGANGA

Ultimi Dagoreport

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...