matteo salvini przemysl polonia

“NON SI PUÒ SCIACALLARE SU UNA TRAGEDIA DEL GENERE PER CONVENIENZA POLITICA” - PARLA SERGIO FERRI, UNO DEI DUE FOTOGRAFI CHE HANNO URLATO “BUFFONE” A SALVINI IN POLONIA: “HA PROVATO A CAVALCARE QUESTA STORIA DRAMMATICA PER RIFARSI UNA VERGINITÀ, QUANDO FINO A QUALCHE GIORNO PRIMA DICEVA COSE TERRIBILI. È UN ATTEGGIAMENTO SCANDALOSO. DOVREBBE STARE IN SILENZIO E FARE UNA PROFONDA RIFLESSIONE” - “CREDO CHE ANCHE NELLA LEGA, DOPO QUESTA FIGURACCIA, QUALCUNO GLI DIRÀ CHE NON PUÒ ANDARE AVANTI COSÌ”

 

 

sergio ferri

Gianmarco Aimi per www.mowmag.com

 

Ci sono momenti nei quali non si può tacere. E i fotografi piacentini Sergio Ferri e Marco Salami, di fronte alla scena a cui hanno assistito, sono sbottati rendendo la visita di Matteo Salvini nella stazione di Przemysl, al confine tra la Polonia e l’Ucraina, una contestazione civile che ha fatto il giro del mondo e passerà alla storia.

 

I due, che si trovavano in zona dopo aver deciso di portare un sostegno alle popolazioni che scappano dalla guerra - oltre che per documentare quanto sta avvenendo con i loro scatti – non hanno infatti resistito a quella che, secondo loro, era una operazione decisamente ipocrita del leader della Lega.

MATTEO SALVINI CONTESTATO IN POLONIA CON LA MAGLIETTA DI PUTIN

 

Cioè di dichiararsi vicino alle persone che cercano una via di fuga dai bombardamenti russi, dopo che in passato aveva pubblicamente e a più riprese sostenuto Vladimir Putin. Il pretesto per urlargli “buffone” o “vergognati”, inoltre, gli è stata data dalle dichiarazioni a sorpresa del sindaco della città Wojciech Bakun, il quale prima si è rifiutato di ricevere Salvini e poi, di fronte ai microfoni dei reporter di diverse testate europee, ha sventolato una maglietta con l’immagine del presidente russo.

 

LA VISITA DI SALVINI IN POLONIA - MEME

Un chiaro riferimento alla t-shirt che il leghista esibì al Parlamento europeo nel 2017 dichiarando: “Agli eurocretini che giocano a fare la guerra alla Russia”. Immagini, quelle di oggi, che nel giro di poche ore sono diventate virali. Per questo abbiamo contattato Sergio Ferri, uno dei due fotografi che hanno contestato Salvini, per farci spiegare come mai non ha resistito a fargli notare l’incongruenza del suo comportamento in un momento così drammatico.

 

Sergio, c’è chi dice che la vostra contestazione fosse preparata. È così?

Assolutamente no. Eravamo lì il giorno prima per portare aiuti e trasportare in Italia alcune persone che stanno scappando dalla guerra. E il giorno dopo, cioè oggi, visto che non parliamo russo o ucraino, eravamo in piazza perché stavamo cercando qualcuno che potesse aiutarci a tradurre. In quel momento ci siamo accorti della piazza transennata e ci siamo avvicinati per capire cosa stesse avvenendo.

 

 

LA VISITA DI SALVINI IN UCRAINA - TWEET

E in quel momento è arrivato Salvini?

Abbiamo chiesto alle altre troupe e ci hanno detto che sarebbe arrivato a breve. Per cui non ce lo volevamo perdere. E infatti è arrivato verso l’orario in cui vanno in onda i telegiornali, verso l’una.

 

Ma sapevate che il sindaco della città avrebbe esposto quella maglietta che ricordava il sostegno di Salvini a Putin?

Macché, anche perché parlava in polacco e noi non conosciamo quella lingua. In più non me ne sono accorto subito, perché ero impallato da una giornalista spagnola. Quando ho visto la maglietta pensavo avesse dei simboli di solidarietà. Però mi è venuto spontaneo dire: “Tira fuori quella di Putin”. Solo dopo qualche secondo, quando ho visto Salvini rabbuiarsi e balbettare qualche parola in inglese, ho notato che sulla maglia c’era effettivamente l’immagine di Putin.

fotografi italiani urlano buffone a salvini in polonia

 

Una coincidenza incredibile.

Sì, davvero. Allora Marco, il mio collega, inizia a dire: “Adesso mettiti la maglietta di Putin”. Mentre io lo seguo, visto che Salvini ha provato ad allontanarsi, e gli dicevo “sei un ipocrita” e poi “buffone”.

 

Come mai non hai resistito dal contestare Salvini?

Perché secondo me era una situazione vergognosa. Non si può un giorno dire una cosa e il giorno dopo dirne un’altra. Ma soprattutto sciacallare su una tragedia del genere per una convenienza politica. Ha provato a cavalcare questa storia drammatica per rifarsi una verginità, quando fino a qualche giorno prima diceva cose terribili sulle persone che hanno sofferto le conseguenze di altre tragedie, oppure non dava sostegno a chi ha il colore della pelle diverso o bloccava i porti per chi aveva bisogno. Per cui, per me, è un atteggiamento scandaloso. Dovrebbe stare in silenzio e fare una profonda riflessione.

 

LA VISITA DI SALVINI IN POLONIA - MEME

È una scena che, in qualche modo, passerà alla storia.

Tra l’altro c’è una curiosità. Io e Marco (Salami, nda) siamo stati a Pontida nell’ultima apparizione di Umberto Bossi come leader della Lega. E poi sappiamo tutti come finì. E l’altro giorno abbiamo assistito a uno dei momenti, credo, di svolta nella parabola politica di Salvini. Credo che anche nella Lega, dopo questa figuraccia, qualcuno gli dirà che non può andare avanti così. Ma io non condanno mai per principio, si può pensarla diversamente, ma che siano posizioni rispettabili. Sono convinto che molte persone che votano Lega assolutamente in buona fede e con degli interessi da difendere e quella è politica, ma queste scene sono soltanto scandalose.

 

Tu e il tuo collega siete al seguito di una organizzazione umanitaria?

la figura di merda di Matteo Salvini in Polonia

Noi prima dello scoppio della guerra stavamo facendo un lavoro fotografico in Transnistria, tra Ucraina e Moldavia, con una Ong e che riguardava le donne maltrattate. Ma poi eravamo tornati in Italia. Quando è partito il conflitto abbiamo organizzato una raccolta di beni di prima necessità. In tre giorni, solo con i messaggi Whatsapp tra i nostri amici e conoscenti, abbiamo caricato una macchina di medicinali, latte in polvere e omogeneizzati. Mentre un altro mezzo lo abbiamo messo a disposizione come navetta tra Piacenza e questa zona per portare chi scappa a essere accolti in una zona sicura o si vogliono ricongiungere con i loro parenti. Ma è tutto autogestito.

 

fotografi italiani urlano buffone a salvini in polonia

Quindi anche singolarmente, volendo, si può fare molto.

Chi ha una certa età e ha vissuto l’epoca delle guerra nei Balcani una certa sensibilità l’ha maturata. Si può benissimo organizzare degli aiuti autogestiti. Certo, l’importante è fare attenzione.

matteo salvini con il sindaco di przemysl, wojciech bakunla figura di merda di Matteo Salvini in Polonia

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…