luigi di maio matteo salvini

“PRENDIAMO UNA BELLA LEZIONE” – DI MAIO AMMETTE LA DISFATTA ALLE EUROPEE: “RINGRAZIO ANCHE CHI NON CI HA VOTATO E FACCIO I COMPLIMENTI ALLA LEGA E AL PD. HO SENTITO CONTE PER CONVOCARE UN VERTICE DI GOVERNO, NESSUNO HA CHIESTO LE MIE DIMISSIONI” – EPPURE DIBBA FREME PER RIENTRARE IN GIOCO E NEL MOVIMENTO I SENATORI DISSIDENTI HANNO GIÀ CHIESTO UN SUO PASSO INDIETRO – QUANTOMENO SARÀ CHIESTO ALL’EX BIBITARO, CHE HA GESTITO DA SOLO E MALE LA CAMPAGNA ELETTORALE, DI SPARTIRE IL SUO POTERE ASSOLUTO

 

 

 

1 – M5S, DI MAIO: "ABBIAMO PRESO LEZIONE. COMPLIMENTI A LEGA E PD. CHIESTO A CONTE VERTICE GOVERNO SU DOSSIER". "NESSUNO VUOLE MIE DIMISSIONI"

Da www.repubblica.it

 

luigi di maio

"Ringrazio i 4,5 milioni che hanno votato il M5S e ringrazio anche chi non ci ha votato perché dal loro comportamento noi impariamo e prendiamo una bella lezione. Faccio i complimenti alla Lega e al Pd e a tutti i partiti che hanno avuto un incremento". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio in conferenza stampa al Mise.

 

LUIGI DI MAIO

"Oggi - ha aggiunto - ho sentito Giuseppe Conte e gli ho chiesto di convocare il prima possibile un vertice di governo, dobbiamo lavorare alle promesse che abbiamo fatto agli italiani". "Nessuno ha chiesto le mie dimissioni", ha specificato riferendosi a Grillo e a Casaleggio, ma forse non sapendo che c'è già nel movimento chi, come la senatrice Paola Nugnes, gli chiede di fare un passo indietri auspicando la scesa in campo come leader di Roberto Fico.

 

Nugnes: "Leadership Di Maio in discussione

LUIGI DI MAIO VIRGINIA SABA GIUSEPPE CONTE BY OSHO

Alla domanda se il posto di Di Maio come capo politico del M5S sia in bilico, Paola Nugnes, senatrice grillina 'ribelle', risponde: "In ogni partito, in ogni azienda, a seguito di un risultato di questo tipo sarebbe necessaria una revisione della struttura dirigenziale" e quindi anche "della leadership di Luigi Di Maio. Il capo politico non può essere anche nell'esecutivo: questo inficia la divisione dei poteri che è alla base della democrazia".

 

giuseppe conte luigi di maio e la card per il reddito di cittadinanza

"È stata - ha aggiunto - la forzatura di un verticismo esasperato. Se uno si prende la responsabilità delle scelte poi si prende la responsabilità delle conseguenze". "A mio parere - prosegue Nugnes - dovrebbe essere fatta una ristrutturazione più profonda, rimettendo mano allo statuto del 2017, che ha abiurato allo statuto 2009 e ha cambiato la natura del Movimento. E va rivisto anche il regolamento dei gruppi. Se questa riflessione non sarà fatta il futuro del M5S sarà diverso da quello che avevamo immaginato, e sarà un futuro lontano da me". E su una eventuale candidatura del presidente della Camera Roberto Fico alla guida del M5S, la parlamentare campana ha le idee chiare: "Me lo auspico".

paola nugnes

 

Slitta a mercoledi' assemblea gruppi 5S

Slitta a mercoledì intanto l'assemblea dei parlamentari M5s che Luigi Di Maio aveva dato mandato ai capigruppo di Camera e Senato di convocare ad horas, per questa sera alle 20.

luigi di maio

 

Chi, fra gli eletti, si trova ancora sui territori al termine della campagna parlamentare per le europee si sarebbe infatti lamentato. Nessuna recriminazione verso Luigi Di Maio, viene subito spiegato, ma questa richiesta indica un messaggio chiaro: i parlamentari, tutti, vogliono potere essere messi nelle condizioni di partecipare all'analisi del momento, dopo il risultato del voto, alle decisioni e alla strategia futura del Movimento. Nessuna volontà di rompere M5S o di cambiare struttura e nemmeno di incrinare il fronte del Governo, ma la domanda di maggior coinvolgimento d'ora in poi.

luigi di maio matteo salvini giuseppe conte

 

"SE È COSÌ, È UN DISASTRO". ORA DI MAIO È NEL MIRINO

Luca De Carolis per “il Fatto Quotidiano”

 

Una disfatta. Anzi, come riassume un big "un disastro", che fa rima con processo. Tutto per lui, per il capo che probabilmente finirà terzo. Quel Luigi Di Maio che resta zitto fino a notte tarda dentro Montecitorio con i capigruppo e un po' di graduati di governo, nella sala Tatarella che pare un fortino, mentre Matteo Salvini già festeggia, già ringrazia, perché "la Lega è il primo partito". Invece il Movimento sprofonda dietro il Pd, addirittura sotto il 20 per cento. Perché gli exit poll delle 23 della Swg erano già stati una spietata sentenza, con i dem al 23 per cento e i 5Stelle solo al 20,5, sotto al dato già fosco delle Europee del 2014.

nugnes

 

Ma le prime proiezioni della mezzanotte sono perfino peggio, con i 5Stelle a un catastrofico 19,6 per cento, il Pd al 21,7 e Salvini al 32 per cento. Un tonfo che echeggia nella sala della Lupa, dove tra arazzi e marmi telecamere e cronisti aspettano un segnale di vita dai 5Stelle. Ma arriva solo il portavoce di Palazzo Chigi, Rocco Casalino, con un po' di colleghi dell' ufficio stampa. "Parleremo a spoglio ampiamente in corso" è il messaggio. Cioè si prende tempo, nella speranza che con il passare delle ore la notte diventi un po' meno buia, ossia che il Pd diventi agganciabile. Però le chat interne grondano malessere, con un candidato alle Europee che già reclama il tributo di sangue: "In un Paese normale Di Maio dovrebbe dimettersi stasera".

luigi di maio matteo salvini

 

L' onda del malessere, contro il capo che troppo spesso è stato autocrate. Perché è stato lui a calare da lassù cinque capolista esterne, per l' ira degli europarlamentari uscenti e di tanti candidati. "Anche venerdì al comizio finale a Roma hanno parlato solo loro" ricorda un veterano in lista. Veleni che potrebbero essere i primi germi di un processo al leader che quasi tutto ha deciso e che molto potrebbe aver sbagliato.

luigi di maio

 

Per esempio, potrebbe aver sovrastimato la ricaduta nelle urne del reddito di cittadinanza. Il totem del Movimento, che doveva portare percentuali da vittoria, e invece no. Lo riconoscono gli stessi 5Stelle: "Il Sud non è andato a votare, quindi il reddito non ha funzionato".

 

luigi di maio nicola zingaretti

Perché speravano nel traino della loro abituale riserva di caccia, ai piani alti. Consapevoli che al Nord sarebbe andata male, visto che sondaggi e stime informali interne raccontavano di un M5S sotto il 15 per cento in tutto il Nord Ovest. Guai che rimbalzano sul silenzio del Movimento asserragliato alla Camera. "Sono disperati" racconta un deputato che compulsa i maggiorenti tramite sms.

 

STEFANO BUFFAGNI LUIGI DI MAIO

Di Maio, rinchiuso con Alfonso Bonafede, Laura Castelli, Stefano Buffagni e altri big riflette su come ripartire. Ma già pare di sentire il rumore di Salvini, mentre al primo vertice governo porta al tavolo la nuova agenda dell' esecutivo. Un menu tutto in salsa leghista, con flat tax, autonomie e decreto sicurezza. E poi magari separazione delle carriere per i magistrati e revisione dell' abuso di ufficio, Così al Di Maio più che indebolito non resterà che rivendicare quanto già rammentato nell' ultimo comizio di tre giorni fa: "La maggioranza in Parlamento e in Consiglio dei ministri ce l' abbiamo noi". Però da oggi si apre un' altra partita.

DI MAIO BONAFEDE

 

Anche dentro il Movimento, "perché a Luigi presenteranno il conto" profetizza un parlamentare. Ergo, arriverà un' assemblea congiunta, in cui gli chiederanno innanzitutto di delegate e spartire un bel pezzo del suo potere. Quindi di varare in fretta una vera segreteria politica, nel quadro di una riorganizzazione congelata per le urne, ma ora urgente. Ma ora sulla graticola c' è anche lui, il vicepremier, capo politico per i prossimi tre anni (rinnovabili) da Statuto, e non è un dettaglio.

 

di maio di battista

E c' è anche Alessandro Di Battista, che ha una voglia di matta di rientrare in gioco. Un possibile nuovo capo, per un pezzo rilevante di base e una porzione di eletti. Anche se lui, giurava e giura, non vuole detronizzare Di Maio, il quale anzi potrebbe appoggiarsi all' ex deputato per resistere, a patto però di riprenderlo nella stanza dei bottoni, con facoltà di incidere. Poi però c' è anche Roberto Fico, che potrebbe avere gioco facile nel rimproverare al capo di aver concesso troppo al Carroccio sull' immigrazione. E che non ha dimenticato il processo risparmiato a Salvini per il caso Diciotti, erita che non si è rimarginata anche per un altro veterano come il presidente dell' Antimafia Nicola Morra. Non certo dimaiano, nel Movimento dove da oggi tirerà brutta aria.

luigi di maio Grillo Di Maio Di Battistabonafede di maio conteluigi di maio RICCARDO FRACCARO - LUIGI DI MAIO - BEPPE GRILLO - STEFANO BUFFAGNI - ALFONSO BONAFEDE - PIETRO DETTORI - ALESSANDRO DI BATTISTAALFONSO BONAFEDE ABBRACCIA LUIGI DI MAIO E DI BATTISTA GUARDA

Un' aria da processo.

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO/1 –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)