bonelli fratoianni salis la russa

“UN PROBLEMA PER LA DEMOCRAZIA SONO I BUSTI DEL DUCE, NON SALIS” – ANGELO BONELLI AL VELENO SU IGNAZIO LA RUSSA CHE AVEVA STRONCATO LA "CACCIATRICE DI NAZISTI" ELETTA DA ALLEANZA VERDI E SINISTRA (“LA CANDIDATURA PER FAR SCARCERARE UNA PERSONA È QUALCOSA CHE NON APPARTIENE ALLA DEMOCRAZIA”) – ROBERTO SALIS CONTRO IL MINISTRO DEGLI ESTERI TAJANI: “HA SEMPRE IGNORATO LE ESIGENZE DI MIA FIGLIA DURANTE QUESTI 16 MESI”

1 - LA RUSSA ATTACCA: SALIS, UN ERRORE LA REPLICA DI AVS: È LA DEMOCRAZIA

Andrea Arzilli per il “Corriere della Sera” - Estratti

bonelli fratoianni salis

 

È (di nuovo) scontro governo-Avs su Ilaria Salis. La maestra, ai domiciliari in Ungheria, conquista un seggio all’Europarlamento grazie a 176 mila preferenze, ma è ancora la scelta di candidarla a scatenare le polemiche.

 

L’ultima vede coinvolti i vertici di Avs, Nicola Fratoianni (Si) e Angelo Bonelli (Verdi), e il presidente del Senato Ignazio La Russa che — a poche ore dalla chiusura dei seggi e con Salis virtualmente già sullo scranno a Bruxelles — sentenzia che «essendo stata eletta bisogna consentirle di partecipare quantomeno ai lavori del Parlamento quando è in seduta», aggiungendo però di considerare «una candidatura per far scarcerare una persona qualcosa che non appartiene alla democrazia». Le repliche arrivano poco dopo, e sono durissime:

IGNAZIO LA RUSSA VOTA ALLE ELEZIONI EUROPEE 2024

 

«La seconda carica dello Stato poteva benissimo evitare la battutaccia su Ilaria Salis. Democrazia è presentarsi alle elezioni con un programma, con le proprie idee, con i propri candidati e con le proprie candidate.

 

E i cittadini e le cittadine di questo Paese hanno ritenuto giusto e utile mandare Ilaria all’Europarlamento — le parole di Fratoianni —. Le autorità del nostro Paese, il governo italiano e anche il presidente del Senato dovrebbero piuttosto dedicare il proprio impegno nel comunicare a Budapest l’esito del voto italiano che riguarda Salis, permettendo così il suo rientro in Italia».

FRATOIANNI E BONELLI - MEME BY OSHO

 

E anche Bonelli contrattacca: «Un problema per la democrazia sono i busti del Duce, non Salis».

 

Nella notte, a exploit elettorale ormai acquisito, il padre di Ilaria, Roberto Salis, insieme a Bonelli e Fratoianni si erano subito rivolti al ministro degli Esteri Antonio Tajani e a quello dell’Interno Matteo Piantedosi, sollecitandoli a un’azione immediata, ovvero comunicare l’elezione al governo ungherese in modo da far scattare l’immunità e permettere il rientro di Ilaria in Italia.

ignazio la russa

 

Tajani, però, aveva chiarito di voler attendere la «proclamazione ufficiale» prima di muovere passi diplomatici. E per questo era stato subito definito «Ponzio Pilato» dai vertici di Avs, pronti ad attaccare per chiedere al governo di smettere di «trincerarsi dietro dei formalismi e andare alla sostanza» visto che attendere può significare «ulteriori settimane di detenzione in un luogo dove Ilaria non è sicura, visto che già è stata minacciata dai nazisti e questa minaccia potrebbe essere più forte alla luce della sua elezione».

 

Duro anche Roberto Salis con le accuse a Tajani di aver «sempre ignorato le esigenze di Ilaria durante questi sedici mesi». Dichiarazioni alle quali ha replicato anche il Viminale, ribandendo che «a nessun organo del Governo, men che meno alla Farnesina, compete alcun provvedimento riguardo alla proclamazione degli eletti al Parlamento europeo». 

 

(...)

 

fratoianni bonelli

2 - DALLA DETENZIONE ALL’IMMUNITÀ MA BUDAPEST ASPETTA IL VIA LIBERA «MI BATTERÒ PER I CARCERATI»

Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Come una leader consumata, ai primi exit poll già positivi Ilaria Salis predicava prudenza: «Aspettiamo». Poi sono arrivate le proiezioni e a Roma erano pronti a stappare bottiglie ma lei — chiusa nella casa di Budapest con le persone italiane che le hanno dato ospitalità per gli arresti domiciliari — continuava a frenare: «Mi fido solo degli dei e di Giove pluvio».

 

Finché la pioggia di oltre 170.000 preferenze ha contribuito a superare in scioltezza la soglia di sbarramento alla lista Alleanza verdi-sinistra e a sciogliere la tensione della candidata-imputata-detenuta, incredula davanti a un risultato così eclatante: «Mi sembra impossibile», ha gioito ed esultato al telefono con i genitori, gli avvocati, i capi di Avs e tutti coloro che l’hanno chiamata per congratularsi.

antonio tajani vota alle elezioni europee

 

(...) Ma l’informazione da parte italiana sull’avvenuta elezione ha innescato una nuova polemica di Roberto Salis contro il ministro degli Esteri Tajani: «Dice di voler attendere la proclamazione ufficiale del Parlamento europeo, ma basterebbe trasmettere il risultato elettorale atteso dal giudice ungherese.

 

Spero che non continui a ignorare le esigenze di Ilaria come ha fatto finora».

Naturalmente il ministro respinge questa accusa, ma sono diatribe che potrebbero diventare presto storia passata. Ora ne comincerà un’altra, di impegno politico sotto una forma mai immaginata prima dalla neo-onorevole Salis, arrestata nel febbraio 2023 a Budapest dopo le aggressioni subite da alcuni estremisti di destra durante un raduno filonazista.

ROBERTO E ILARIA SALIS

 

Che nel post pubblicato ieri su Instagram s’è rivolta agli elettori «che non potrò mai ringraziare abbastanza» e ha anticipato il proprio programma : «Il mio primo pensiero va a tutte le persone detenute in Italia e all’estero, e ai loro diritti; a chiunque combatte per la libertà e l’uguaglianza e si trova a subire ingiustizie». Poi un richiamo all’antifascismo «che è anche una comunità resistente e solidale», e l’evocazione del pericolo rappresentato dall’avanzata delle «destre radicali» in Europa: «È necessario batterci per cambiare radicalmente lo stato di cose presente, io sono pronta a fare la mia parte».

ANGELO BONELLI - NICOLA FRATOIANNI ROBERTO E ILARIA SALIS Angelo BonelliROBERTO SALIS - PADRE DI ILARIA SALISROBERTO SALIS

(...)

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...