generale leonardo tricarico

“PUTIN È CADUTO NELLA TRAPPOLA. A FARLO IRRITARE, IL FATTO CHE LE FORZE ARMATE UCRAINE SIANO STATE ADDESTRATE, NEGLI ANNI, CON L'AIUTO DEI PIÙ GRANDI STRATEGHI MILITARI OCCIDENTALI” - IL GENERALE LEONARDO TRICARICO, EX CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'AERONAUTICA: “SONO DECENNI CHE SI SCRIVE NATO MA SI LEGGE STATI UNITI. NON È UN MISTERO CHE L'ORGANIZZAZIONE ATLANTICA SUBISCA AL 100 PER CENTO IL CONDIZIONAMENTO AMERICANO. LA MISSIONE DEI RUSSI IN ITALIA? IL LORO INTERESSE È CARPIRE INFORMAZIONI OVUNQUE. SICURAMENTE FU SPIONAGGIO”

Federico Novella per “la Verità”

 

leonardo tricarico foto di bacco (2)

«La Nato? Va rifondata, dobbiamo contare di più. Il conflitto potrebbe prolungarsi, e rischiamo di tramutare l'Ucraina nella Somalia d'Europa». Il generale Leonardo Tricarico, ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica, lo dice senza retorica: «Europa e Stati Uniti combattono per ragioni diverse».

 

Quasi come fossero due guerre parallele?

«Toglierei il "quasi". È sicuramente così. L'Europa arma l'Ucraina perché resista all'invasione, mentre le motivazioni di Stati Uniti e Gran Bretagna sono differenti».

 

E quali sarebbero?

«Quei Paesi conducono una guerra sotto il profilo personale. Questi signori vogliono vedere Putin nella polvere, per loro questo scenario rappresenta la soluzione finale. Ma i risultati raggiunti sul terreno sono stati giustificati insoddisfacenti ai fini dell'annientamento del leader russo. Per questo manca una spinta seria al negoziato».

vladimir putin volodymyr zelensky

 

Non vede la reale volontà di intavolare vere trattative?

«Il negoziato, iniziato in maniera improbabile, è stentato, portato avanti da soggetti senza reale mandato per trattare. È vero che la Turchia si è ritagliata una posizione più strutturata: ma non può pensare, da sola, di far da mediatore. Se le potenze rivali sono di una certa caratura, chi negozia deve avere un peso superiore o perlomeno equivalente».

 

volodymyr zelensky e vladimir putin 3

E dunque la guerra potrebbe allungarsi indefinitamente, fino al caos permanente in Europa?

«L'Ucraina rischia di diventare la Somalia d'Europa, c'è questa possibilità. Anche perché gli ucraini stanno resistendo orgogliosamente, e non so quanto siano disposti a sedersi al tavolo negoziale, oggi che gli equilibri militari si vanno ristabilendo a favore di Davide contro Golia. Putin si trova di fronte a una risposta del tutto inattesa: il suo esercito si sta trascinando, ed è logoro sia logisticamente sia psicologicamente».

 

Quindi paradossalmente l'aiuto militare all'Ucraina, che pure lei giudica doveroso, rischia di prolungare il conflitto?

«Temo di sì».

 

generale leonardo tricarico 2

Sta dicendo che la Nato, viste le attuali condizioni sul campo, non vuole la pace?

«Sono decenni che si scrive Nato ma si legge Stati Uniti. Non è un mistero che l'organizzazione atlantica subisca al 100 per cento il condizionamento americano. Rispetto agli interventi in Kosovo e in Libia, percepisco stavolta una certa codardia di fondo. Non si capisce quanto l'alleanza sia disposta a tollerare le prepotenze russe. Di conseguenza, ci limitiamo a fare il tifo e a scaldare i muscoli».

 

Come si spiega l'attacco russo?

«L'invasione non ha giustificazione, ma credo sia giusto cercare di comprendere le motivazioni storiche dietro il comportamento di Putin. Da parte sua, c'è stato come un fallo di reazione».

il massacro di bucha 2

 

In che senso?

«A torto o a ragione, la Russia considera l'Ucraina un Paese speciale, per via della componente russofona. Ricordiamoci che Kiev aveva completato la fase preliminare in vista dell'ingresso nella Nato, e permetterle di arrivare fino a quel punto è stato certamente l'errore più grande».

 

Come avremmo dovuto rapportarci ai desiderata di Kiev?

«L'Occidente avrebbe dovuto mettere un veto. Putin aveva sempre percepito l'eventualità di un'Ucraina nella Nato come una minaccia alla sicurezza nazionale russa. Gli Stati Uniti hanno continuato a caldeggiarne l'ingresso nell'organizzazione: è stata benzina sul fuoco».

 

E Vladimir Putin?

«E Vladimir Putin, diciamo così, è caduto nella trappola. A far da moltiplicatore dell'irritazione russa, il fatto che le forze armate ucraine siano state addestrate, negli anni, secondo i più alti standard, con l'aiuto dei più grandi strateghi militari occidentali».

 

Insomma, pensa davvero che la Nato si sia mossa in maniera miope?

«La Nato è rimasta volutamente concentrata sul fronte Est. In ogni esercitazione militare, periodica, si è insistito su quel fronte, sulla base di scenari che prevedevano un confronto con la Russia. Avremmo dovuto gettare lo sguardo anche a Sud, come chiesto più volte anche dall'Italia».

 

Intende sul fronte africano?

generale leonardo tricarico

«È in quelle terre che cambierà il mondo. In quei territori sta accadendo ogni genere di nefandezza. Oltre al terrorismo, stanno mettendo radici altri Paesi che rappresentano una minaccia per la tutela dei nostri interessi».

 

Insomma ritiene che la Nato abbisogni di una revisione?

«Va ripensata e rifondata. Il presidente francese Emmanuel Macron parlava di "morte celebrale", Donald Trump di "struttura obsoleta". Avevano tutti ragione, ma nessuno poi ha tratto le dovute conseguenze».

 

Quali pensa siano i passi necessari?

il massacro di bucha 1

«L'unica strada è la costruzione di una vera difesa comune europea. Io ci credo davvero.

Parlo di un'organizzazione robusta che non sia alternativa alla Nato, ma integrata in essa».

 

Allo scopo di avere più voce in capitolo sulle scelte strategiche?

«Sì, e per farlo dobbiamo prima di tutto rispettare gli impegni assunti sulle spese militari.

Insomma, dobbiamo pagare l'affitto».

 

L'affitto, generale?

«Sì, altrimenti nel condominio atlantico l'azionista di maggioranza continuerà a dettar legge sull'utilizzo delle aeree comuni. Una volta pagata la pigione, nelle riunioni condominiali potremo cominciare a far valere le nostre ragioni. Depotenziando questo abuso di posizione dominante degli Usa, che ormai si è cristallizzato nel sistema».

il massacro di bucha 5

 

Insomma, è inevitabile allinearsi sul 2% del Pil per le spese militari?

«Sì, purché si vada nella direzione di una vera struttura europea. All'inizio costerà molto, ma nel lungo periodo questa scelta si tramuterà in un guadagno per la nostra sicurezza».

 

Dunque Giuseppe Conte, che chiede meno carri armati e più aiuti in bolletta, sta prendendo un abbaglio?

«Conte è l'emblema di come la sicurezza nazionale sta diventando ostaggio della rissa politica. Occorre sensibilità nei confronti di questi temi, e purtroppo vedo molta gente impreparata e inadatta a ricoprire certi ruoli».

 

GENERALE LEONARDO TRICARICO

Si fatica a comprendere i meccanismi di finanziamento delle forze armate?

«Il bilancio della difesa è strutturato in modo che le disponibilità siano costanti nel tempo. Tutti i programmi sono pluriennali e multinazionali: vale per gli armamenti, ma anche per arruolamento di nuovo personale. Ma ripeto, manca sensibilità: basti pensare alla minaccia galoppante del crimine informatico, contro la quale fino a poco tempo fa non avevamo alcuna difesa da contrapporre».

 

A proposito di sensibilità per la sicurezza: che ne pensa dell'operazione «From Russia with love»? Nel peggiore momento della pandemia, un contingente russo scorrazza per il Paese con l'assenso dei vertici politici italiani. Volevano solo dare una mano?

«Non ricoprivo cariche istituzionali, ma so come funzionano queste cose. L'interesse dei russi, come fosse un riflesso condizionato, è quello di carpire informazioni ovunque se ne presenti occasione».

 

edificio della croce rossa bombardato dai russi a mariupol 5

Insomma fu spionaggio?

«Sicuramente, anche se non saprei dire se i russi sono stati messi effettivamente nelle condizioni di finalizzare il tentativo. Certamente gli addetti ai lavori sanno che una presenza di quel tipo in Italia dev' essere monitorata con molta attenzione».

 

E noi abbiamo aperto alle porte a forze ostili?

«Non voglio rimproverare troppo i vertici politici: ci trovavamo in un momento di massima emergenza: se il diavolo avesse bussato alla nostra porta, gli avremmo aperto».

 

mariupol distrutta 4

Le diplomazie hanno inserito l'Italia nel comitato di garanti per la sicurezza dell'Ucraina, United for peace. Ma i contenuti di queste garanzie sembrano ancora incerti.

«Al posto dei leader ucraini io non mi fiderei più di niente e di nessuno, men che meno di garanzie scritte che potranno facilmente diventare carta straccia. Nel 1994 a Budapest assicurarono per iscritto all'Ucraina la protezione dell'integrità territoriale. Uno dei firmatari, la Russia, ha invaso. Un altro, gli Stati Uniti, si è voltato dall'altra parte. E i firmatari restanti? Fanno finta di non vedere».

 

mariupol distrutta 5

Davvero pensa che non possano essere sottoscritte garanzie per Kiev?

«La vera garanzia è l'ingresso dell'Ucraina nell'Unione Europea con una difesa comune. Mi aspetto una regola chiara che imponga aiuto reciproco. Una regola che spero sia migliore dell'articolo 5 del trattato atlantico. In prospettiva è questa l'unica soluzione, che tutti dobbiamo sforzarci di realizzare, se vogliamo davvero il bene del popolo ucraino».

Ultimi Dagoreport

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO