matteo salvini polonia meme przemysl

“SE SALVINI PENSAVA DI FAR DIMENTICARE I SUOI ERRORI CON UN VIAGGETTO ALLA FRONTIERA SIGNIFICA CHE HA PERSO OGNI LUCIDITÀ” - STEFANO FOLLI: “L'IMMAGINE DEL SINDACO DI PRZEMYSL CHE LO ACCOGLIE SROTOLANDO LA MAGLIETTA CON L'EFFIGE DI PUTIN RESTERÀ NELLA STORIA A TESTIMONIARE UNA STRAORDINARIA INSIPIENZA POLITICA. FORSE È MAL CONSIGLIATO O FORSE NON RIESCE A DISTINGUERE CIÒ CHE È DRAMMATICO DA CIÒ CHE È LUDICO. IL PROBLEMA POLITICO RIGUARDA ADESSO LA LEGA E IL CENTRODESTRA NEL SUO INSIEME. SALVINI NE ESCE CON UNA REPUTAZIONE A PEZZI” - GLI 007 AVEVANO SUGGERITO AL “CAPITONE” DI NON PARTIRE: LA GITA IN POLONIA HA MESSO IN FORTE IMBARAZZO L’AISE - E POI C’È IL DATO POLITICO

 

 

1 - LA TRAGEDIA SMONTA LA RETORICA DI SALVINI

Stefano Folli per “la Repubblica”

 

salvini in polonia meme 6

Era evidente che la guerra in Ucraina, cioè in Europa, avrebbe spazzato via anche in Italia un vecchio modo di far politica, impastato di astuzie, giochi verbali, ammiccamenti, retorica da "talk show", enfasi stile "ultras" allo stadio. La guerra ribalta tutte le pseudo certezze e impone una nuova serietà.

 

Qualcuno sembra averlo già capito - ad esempio il Pd di Enrico Letta - , qualcun altro invece paga un prezzo salato alla propria ostinazione. In fondo non era difficile supporre che il viaggio di Salvini al confine polacco-ucraino avesse discrete probabilità di risolversi in un disastro.

 

Tuttavia la realtà è andata oltre ogni previsione. L'immagine del sindaco di Przemysl che accoglie - si fa per dire - il capo della Lega srotolando la maglietta con l'effige di Putin davanti alle telecamere, e gli ricorda il suo stretto legame con l'autocrate di Mosca, resterà nella storia a testimoniare una straordinaria insipienza politica.

la figura di merda di Matteo Salvini in Polonia

 

Se Salvini pensava davvero di far dimenticare i suoi errori con un viaggetto di un paio d'ore alla frontiera così da inalberare il cartello "Sos Ucraina" - senza mai citare Putin, s' intende - , significa che ha perso ogni lucidità. Nel mondo globale tutti sono al corrente di tutto: basta un'occhiata a Twitter o alle vignette di Osho.

 

Anche in una cittadina polacca di confine hanno avuto il tempo di procurarsi una maglietta identica a quella che un paio d'anni fa il leghista esibiva orgoglioso sulla Piazza Rossa. Veramente strano che l'uomo che è stato vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno non lo avesse messo in conto. Forse è mal consigliato o forse non riesce a distinguere ciò che è drammatico da ciò che è ludico.

 

salvini in polonia meme 4

Nel 2019 aprì la crisi di governo da uno stabilimento balneare, ieri ha tentato goffamente di ricostruirsi un'immagine con un colpo di dadi dall'esito catastrofico. Aveva invece una carta semplice da mettere sul tavolo. Comprendere la portata del passaggio storico che l'Italia e l'Europa stanno vivendo e agire di conseguenza.

 

Sostenere senza ambiguità e fino a tempi migliori il governo di cui peraltro la Lega fa parte, considerando che non ci sono alternative a Draghi e a una linea di politica estera condivisa, nel rispetto del sistema di alleanze in cui l'Italia è collocata. Accantonare i vari "sovranismi" ed euro-scetticismi che non sono di alcuna utilità al momento: non a caso l'incidente è avvenuto in Polonia, uno dei paesi nazionalisti a cui la destra italiana guardava con attenzione. Ma è la guerra, appunto.

 

salvini in polonia meme 3

La guerra che restituisce spessore alle cose e una gerarchia ai valori. Il problema politico riguarda adesso la Lega e il centrodestra nel suo insieme. Salvini esce dall'episodio polacco con una reputazione a pezzi, anche se egli cerca di minimizzare accusando "la sinistra polacca e italiana". Davvero poco convincente.

 

L'uomo ambiva a essere il "leader" dell'intero schieramento, ma adesso non è credibile che tutto prosegua come prima. Per cui il dibattito a destra diventa interessante e potrebbe condurre a esiti imprevisti. Il che non significa una destra che rinuncia ai suoi principi. Il tema del catasto, ad esempio, è controverso, ma non può essere oggetto di ironie, nemmeno in un'epoca di tensioni internazionali. Contribuisce all'identità di una parte politica che teme l'aumento delle tasse, magari a torto, ed è pronta a farne oggetto della prossima campagna elettorale

 

 

2 - “SALVINI, NON PARTA”

Estratto dell'articolo di Simone Canettieri e Valerio Valentini per “il Foglio”

salvini in polonia meme 2

 

“Salvini, la sua presenza non è opportuna”. A dissuadere il leader della Lega dal viaggio in Polonia per primi sono stati gli italiani. (...) Il viaggio della speranza del capo del Carroccio, unico leader mondiale in questo momento a passeggiare sul confine con l’Ucraina, ha messo in imbarazzo le ambasciate polacche, ucraine, il ministero degli Esteri e i servizi segreti italiani.

 

(...) Salvini ha messo in imbarazzo anche l’Aise: il servizio di sicurezza esterno, costretto ad attivare dispositivi antisequestro come si confà all’arrivo di un leader politico all’estero.

 

La prassi nei momenti normali, un di più da evitare in questa fase così delicata. Ma non c’è stato nulla da fare. E così Salvini è partito per la Polonia. Con una raccomandazione: di non pubblicizzare le visite pubbliche e di ridurre al minimo la delegazione al seguito (alla fine lo hanno seguito solo il deputato Luca Toccalini e l’europarlamentare  Marco Campomenosi). Il leader leghista avrebbe voluto mettere un piede a Leopoli, ma dalla nostra ambasciata in Ucraina gli è stato vivamente sconsigliato. Così è rimasto in Polonia. Con figura barbina mondiale.

 

salvini in polonia meme 1

Lui, ovviamente, ha tentato subito la manovra diversiva, se l’è presa con chi, “nella sinistra italiana come in quella polacca”, alimenta inutili polemiche. L’ordine di scuderia è stato subito diramato e rilanciato: “E’ una roba da centri sociali. Un agguato di due piddini in trasferta”, ha subito twittato Claudio Borghi.

 

Poi gli hanno spiegato (...) che il sindaco di Przemysl è uno dei leader di Kukiz’15, movimento di estrema destra con cui nel 2019 il M5s aveva sottoscritto un accordo per le elezioni europee. E a quel punto al leader del Carroccio non gli è rimasto che prendersela con chi gli ha organizzato il viaggio, con chi insomma non l’ha messo in guardia sui rischi politici legati all’incontro con Bakun.

salvini in polonia meme

 

E qui sta infatti un altro dei problemi. Davanti ai quali anche Giancarlo Giorgetti fatica a non trasalire. Perché infatti tutta la trasferta sul fronte orientale è stata allestita in nome dell’improvvisazione.

 

Prima l’approdo a Varsavia affidandosi al presidente dell’associazione umanitaria Manalive, quel Gianmarco Oddo che è collaboratore parlamentare dell’europarlamentare No Euro Antonio Rinaldi, e che nel 2016 si candidò a Roma nelle liste del candidato sindaco di Forza Nuova: insomma, non esattamente uno sherpa.

 

Poi, per raggiungere il confine, ha chiesto supporto logistico – lui che è un ex ministro dell’Interno, lui che si sogna presidente del Consiglio – alla onlus Ripartiamo, fondata da Francesca Immacolata Chaouqui, lobbista non esattamente stimata dal ministro dello Sviluppo e finita al centro dello scandalo Vatileaks 2 e difesa all’epoca, nelle aule di tribunale, da Giulia Bongiorno, attuale responsabile Giustizia del partito. Insomma, una diplomazia di quart’ordine che non poteva che far naufragare la missione diplomatica verso una messinscena sbracata.

 

MATTEO SALVINI CONTESTATO IN POLONIA CON LA MAGLIETTA DI PUTIN

Il cui esito, quell’imbarazzo del capo irriso da un ignoto sindaco di una città impronunciabile che lo umilia agitandogli in faccia il suo mai rinnegato amore per Putin, piomba in Transatlantico a far impallidire i leghisti, che schivano domande e richieste di commenti. (...)

salvini in polonia meme 5fotografi italiani urlano buffone a salvini in poloniafotografi italiani urlano buffone a salvini in polonia la figura di merda di Matteo Salvini in Poloniamatteo salvini con il sindaco di przemysl, wojciech bakunLA VISITA DI SALVINI IN POLONIA - MEME LA VISITA DI SALVINI IN POLONIA - MEME

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”