michele santoro giuseppe conte

“SERVE IL PARTITO CHE NON C’È” – MICHELE SANTORO, CHE DA MESI SCALPITA PER TORNARE IN POLITICA, SI CANDIDA E ALLUNGA (ANCORA UNA VOLTA) LA MANO A CONTE: “SE LETTA INSISTE NELL'AMMUCCHIATA DI CENTRODESTRA DENTRO LA SINISTRA, RESTA LO SPAZIO PER UN CAMPO ALTERNATIVO. SE IO FOSSI IN LUI, NON DAREI PER SCONTATA LA ROTTURA CON CONTE E CHIEDEREI UNA MANO A CHI, COME ME, RAPPRESENTA IL DISSENSO SULLA GUERRA. IL PD? NON HA PIÙ NULLA A CHE VEDERE CON LA SINISTRA, È UN PARTITO MODERATO SPECIALIZZATO NELLA GESTIONE DEL POTERE…”

Stefano Cappellini per “la Repubblica”

 

Michele Santoro fonda un partito? E con chi? E quando? Siamo andati a chiederglielo nel suo ufficio romano in via Giulia: il 25 settembre gli elettori potranno votare Santoro?

michele santoro a laria che tira 4

«Dovrei fondare un partito in una settimana? - risponde il giornalista - io sono sinceramente disponibile con tutte le mie conoscenze e capacità di comunicazione a dare un contributo. Un partito non nasce per decisione di una o poche persone ma per rappresentare le esigenze di un pezzo di società. Di sicuro non mi interessa fare il candidato indipendente senza un progetto che guardi al futuro. Serve il partito che non c'è e che non c'è mai stato. Se il Pd rimuove l'agenda Draghi apre uno scenario, altrimenti se tutti quelli che non condividono l'agenda Draghi si prendono per mano è un fatto positivo. Qualunque cosa succeda il 25 settembre, io dal giorno dopo andrò avanti comunque».

 

Santoro contro il Pd?

giuseppe conte enrico letta 2

«Se io fossi in Letta, non darei per scontata la rottura con Conte e chiederei un mano a chi, come me, rappresenta il dissenso sulla guerra».

 

Con che credibilità il Pd si presenta al voto con chi ha una linea diversa in politica estera?

«Se Letta facesse una proposta chiara a Conte lo costringerebbe a rispondere. C'è un problema di visione comune? Ma perché, quegli altri a destra ce l'hanno?».

 

Letta ha già detto che l'alleanza con il M5S è finita.

«Il Pd è scoperto a sinistra. Di Calenda ne ha già tanti al suo interno. Se Letta insiste nell'ammucchiata di centrodestra dentro la sinistra, resta lo spazio per un campo alternativo. Se in questo campo ci fosse spazio per una lista per la pace, perché no?».

michele santoro non e' l'arena 6

 

E chi ci sarebbe nel partito?

«Si partirebbe da chi ha partecipato alla serata Pace proibita al teatro Ghione. Spero che Sinistra italiana voglia sedersi al tavolo, ma come non ho visto Letta telefonare a Conte nemmeno ho visto Conte telefonare a Fratoianni e neanche Fratoianni aprire un confronto. Se non ci saremo al voto, non sarà per colpa nostra».

 

E di chi?

«Voglio parlare di Mattarella, un uomo che ho sempre considerato saggio ma di cui stavolta non ho compreso le scelte. Andremo a votare in un momento tra i più delicati del dopoguerra, con una campagna elettorale di pochi giorni, gli ultimi, e con una opinione pubblica che è al 50% critica di tutti gli attori politici.

Questa fretta di chiudere il governo Draghi ad agosto non la capisco».

 

E che c'entra Mattarella?

sergio mattarella mario draghi

«Ha provato a convincere Draghi, ma Draghi se l'è data a gambe. I maligni dicono perché dopo aver perso la corsa al Quirinale non vedeva l'ora di dire ai partiti: sbrigatevela voi».

Guardi che sono i partiti ad aver tolto la fiducia a Draghi.

«La fiducia in Parlamento Draghi l'aveva pure presa».

 

Cioè Draghi doveva far finta di nulla quando il M5S non ha votato la fiducia sul decreto Aiuti?

«Draghi la crisi l'ha provocata prima quando ha consentito a un suo ministro di fare una scissione nel principale partito di maggioranza sostenendo che non ne sapeva nulla. Doveva impedire che avvenisse».

michele santoro

 

Continua a essere oscuro cosa avrebbe potuto fare Mattarella.

«Qualunque cosa pur di non creare una impossibile campagna elettorale in agosto. Questa situazione mette il 50% degli elettori nella condizione di non poter scegliere, o mangi la minestra o ti butti dalla finestra, e impedisce a quelli come me, che avrebbero voluto fare qualcosa di nuovo, di raccogliere le firme».

 

La sua ricostruzione della crisi sembra il remake di certe letture sulla guerra in Ucraina. La spina al governo l'hanno staccata Conte, Salvini e Berlusconi, però la colpa è di Mattarella, Draghi e Di Maio.

«Non credo che la maggioranza degli italiani abbia capito perché si è aperta questa crisi».

elly schlein giuseppe conte enrico letta

 

La destra non c'entra con la caduta di Draghi, insomma.

«La destra c'entra, ha sfruttato l'occasione per capitalizzare con poca spesa un risultato clamoroso, anche perché al voto c'è la destra ma non c'è la sinistra».

 

Il Pd cos' è? Un partito di centro?

«Il Pd non ha più nulla a che vedere con la sinistra, è un partito moderato specializzato nella gestione del potere e partner ideale dei tecnici. Oltre al fatto che è diventato il più atlantista di tutti. Ma almeno non è un convertito dell'ultim' ora come Meloni, che era innamorata di Putin e ora lo è degli Usa».

michele santoro

 

Lei invece è un anti-atlantista?

«Sono per mantenere le alleanze atlantiche, ma in un quadro dove l'Europa sia padrona delle sue scelte. Non doveva consentire che gli Usa armassero l'Ucraina ancora prima della guerra, dando a Putin l'alibi per poter fare l'invasione».

 

Siamo alle solite: la tesi della guerra per procura.

«Non userei questa definizione. Gli Usa stanno sperimentando una guerra fondata non più sull'invio di truppe ma sul coordinamento delle informazioni sul campo di battaglia, come dimostrano le uccisioni mirate. Se vincessero, sarebbe difficile immaginare in futuro invasioni di Paesi sgradite agli americani».

 

letta conte di maio

Si fatica a considerarlo un guaio.

«Sempre che non provochi la fine del mondo. Siamo entrati con disinvoltura, fischiettando Topolino come i marines di Full Metal Jacket, in una situazione che ci ha già portati nell'anticamera di una guerra mondiale e nucleare. Usa e Germania in recessione, la crisi di Taiwan che incombe. Tutta la campagna elettorale dovrebbe parlare di questo, e invece niente».

 

Chi lo impedisce?

«La vicenda Ucraina è scesa di interesse perché l'informazione ha puntato sulla tv del dolore che dopo un po' diventa ripetitiva».

 

santoro michele

Ma il dolore c'è ed è tutto degli ucraini aggrediti.

«È sicuramente la parte che sopporta la sofferenza più grande, ma non l'unica, a partire da quel quasi miliardo di persone che rischia di dover fronteggiare la fame».

 

Per colpa di Mosca.

«L'invasione è stato un atto criminale grave. Nego il fatto che la guerra e le armi siano la soluzione. Se i 100 miliardi spesi per armare Kiev li avessero investiti per costruire la pace tra Russia e Ucraina, magari non ci sarebbe stata l'invasione».

 

michele santoro

È come se il Santoro di Samarcanda avesse detto: paghiamo la mafia per non farla sparare.

«Santoro non l'ha detto, altri all'epoca l'hanno fatto».

 

Ce l'ha con l'informazione perché non conduce più un programma?

«La Rai andrebbe liberata e restituita ai cittadini, alla mia età non ci penso proprio a infilarmi in quella situazione. Certo è che in passato c'erano telegiornali non allineati, come il Tg3, non a caso soprannominato TeleKabul».

 

 Telekabul lo coniò Giuliano Ferrara, non era un complimento.

«Infatti Ferrara oggi vota Pd».

 

La Russia non c'entra nulla con la caduta del governo Draghi?

michele santoro

«Si combatte con tutte le armi, come gli americani provano a ingerire, così fanno i russi».

Dalla parte della Libia controllata dai russi si sono intensificate le partenze di migranti. Un caso? «Non è impensabile che i russi usino questi mezzi, è orribile ma mi scandalizza di più il trattamento riservato in Libia ai migranti».

 

Per lei è normale anche la condotta di un leader come Matteo Salvini sulla vicenda russa?

«Sono convinto che Salvini debba dare spiegazioni serie. È un politico raffazzonato e maldestro, Bossi era Churchill in confronto. Se ti affidi a personaggi come Capuano è giusto che si approfondisca. Se Putin ha suggerito a Salvini di fare cadere Draghi sarebbe grave. Ma noi abbiamo prove di questo? O ci basiamo su un bollettino di qualche agente segreto? L'intercettazione del funzionario che parlava con Capuano esiste?».

conte letta

 

E Berlusconi?

 «Se Berlusconi chiama l'ambasciatore russo non è un attentato. Conosco Berlusconi, sono sicuro che è contro la guerra, accetta la linea del governo per convenienza».

 

Lei accusa il Pd di essere un partito quasi di destra, poi vorrebbe allearsi con il Movimento che ha votato i decreti Salvini, fondato da un ex comico che voleva abolire i sindacati e il Parlamento. Bella sinistra.

«Ci sono delle contraddizioni nella storia del M5S, ma gli riconosco la qualità di aver saputo interpretare un pezzo di società che non aveva voce, pur con tutte le contraddizioni. Reddito di cittadinanza e superbonus sono provvedimenti mal fatti ma importantissimi».

michele santoro al vaffa day gay

 

Santoro ideologo del rossobrunismo?

«Ma quale rossobruno, sono come Ciccio Ingrassia che in Amarcord sale sull'albero e dice "voglio una donna", anche io vorrei salire e urlare: voglio un partito».

giuseppe conte enrico letta giuseppe conte michele santoro samarcandamichele santoro salone del libro michele santoro salone del libro GIUSEPPE CONTE CON ENRICO LETTA

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...