coprifuoco

“SERVE TOLLERANZA NEI CONTROLLI” – LA MEDIAZIONE DI PALAZZO CHIGI NELLA BATTAGLIA DELL’ORARIO DEL COPRIFUOCO. LA GELMINI AVEVA ASSICURATO CHE IN CASO DI SFORAMENTO NESSUNO SAREBBE STATO MULTATO, IL VIMINALE AVEVA SMENTITO LA MINISTRA CONFERMANDO LA LINEA DURA. I PIZZARDONI DI ROMA PROMETTONO BUONSENSO: “COMPRENSIONE SE IL RITARDO È DI 10-15 MINUTI”

L. De Cic. Per "il Messaggero"

 

coprifuoco

«Comprensione» per chi rincasa dopo lo scoccare del coprifuoco, a patto che non tardi più di «10-15 minuti», perché in fondo «un imprevisto può sempre capitare». In vista della riapertura dei ristoranti di sera, a Roma un minimo di «tolleranza» sui rientri notturni ci sarà, almeno da parte degli agenti della Municipale, spiega Paolo Ferrara, il delegato alla Polizia locale della sindaca Virginia Raggi alla Città metropolitana.

 

«La regola è chiara - dice Ferrara - alle 22 tocca stare tutti a casa, ma si può sempre incappare in un imprevisto, in un problema dell'ultimo minuto, 10-15 minuti di tolleranza possono essere accordati, i nostri agenti lavoreranno sempre con ragionevolezza, al servizio dei cittadini».

coprifuoco 3

 

Ricorda Ferrara che anche all'avvio del coprifuoco Covid, a ottobre, il Viminale parlò di un «margine di sforamento» comunque consentito. Pure Palazzo Chigi ora si attesta sulla stessa linea. L'indicazione agli uomini della Polizia locale dell'Urbe, quindi, è di tenerne conto. «Non significa che sarà consentito di rimanere in giro fino a mezzanotte, ma un po' di comprensione ci sarà». Parola d'ordine: buonsenso. «Che non guasta mai».

MATTEO SALVINI E IL COPRIFUOCO BY ALTAN

 

2 - «TOLLERANZA NEI CONTROLLI» LA TREGUA DI PALAZZO CHIGI NELLA BATTAGLIA DEGLI ORARI

Marco Conti per "il Messaggero"

 

È complicato fare le barricate al «nessuno sarà multato» che il ministro Maria Stella Gelmini ha annunciato nell'intervista al nostro giornale per chi rientra casa, dopo una cena in pizzeria, non proprio alle 22. Poiché si tratta di buonsenso a Palazzo Chigi si difende la precisazione del Viminale aggiungendo quel concetto di tolleranza che negli ultimi mesi è stato sempre applicato dalle forze dell'ordine.

 

coprifuoco 2

LE NORME Lo si è visto anche nelle affollate passeggiate nel weekend che hanno intasato i centri storici ed è quindi facile pensare che verrà applicato anche a chi, rientrando a casa dopo una cena al ristorante o in pizzeria, sfori il coprifuoco di qualche minuto. Senza contare che l'attività di ristorazione, si legge nel decreto, è consentita dalle 5 alle 22 e quindi il conto della cena o della pizza può essere lecitamente presentato sino alle 22, orario che quindi potrebbe non essere interpretato in maniera tassativa così come invece è previsto che accada per tutti gli altri che magari sono andati a trovare parenti ed amici.

 

protesta coprifuoco

Disquisizioni normative a parte, ciò che interessava al ministro per gli Affari Regionali non era aprire una polemica con i colleghi di governo, ma mandare un segnale di tolleranza su un argomento che divide le forze politiche di maggioranza ed è particolarmente sentito nel Paese. Forza Italia, come la Lega e anche parte del M5S - come spiega il sottosegretario Sibilia - restano convinti che fosse opportuno sin da oggi allungare di un'ora il coprifuoco, ma alla fine si è deciso di non aggiungere altre concessioni a quelle che già scattano da oggi e che l'ala più resistente dell'esecutivo con fatica ha condiviso.

ROBERTO SPERANZA E MARIASTELLA GELMINI

 

L'astensione della Lega sul decreto ha certificato lo screzio e la volontà di Matteo Salvini di intestarsi una battaglia che per forza delle cose alla fine vincerà grazie all'arrivo dell'estate e alla campagna vaccinale. La politicizzazione della polemica sul coprifuoco continua però a svelare le contorsioni che tagliano gli schieramenti di centrodestra e di centrosinistra.

 

MARIA STELLA GELMINI PRESENTA IL DPCM

A destra FI, e soprattutto la Lega, sono condizionati dalla scelta di Giorgia Meloni di tenere FdI all'opposizione ed è per questo che non mollano sul coprifuoco pur sapendo che le 22 potrebbero saltare tra un paio di settimane. Ma anche a sinistra si coglie sempre più vistosamente una sorta di opposizione all'attuale esecutivo condotta - più o meno sottotraccia - dalla corposa pattuglia dei nostalgici del precedente governo. Lo si è visto ieri dall'accoglienza che ha avuto il lavoro fatto da Mario Draghi sul Recovery Plan contestato duramente dalla stampa amica del M5S e che invece piace a Lega e FI.

 

luciana lamorgese

Nell'affannoso tentativo di tenere insieme il futuro centrosinistra composto da Pd, Leu e anche M5S, ieri in tv il segretario del Pd Enrico Letta se l'è presa con la raccolta di firme che sta facendo Salvini sul coprifuoco nel tentativo di mettere in fuorigioco la Lega con il classico o dentro o fuori. Oltre a non fare un favore a Draghi che la Lega l'ha voluta nel governo, sembra però complicato che possa bastare l'argomento del coprifuoco per spingere Salvini fuori dalla maggioranza.

 

mario draghi

Se poi l'obiettivo è quello di comporre quella maggioranza Ursula che la precedente segreteria del Pd ha rincorso nel tentativo di comporre il Conte-ter, c'è il rischio di ritrovarsi nuovamente a caccia di responsabili. Pensare che Salvini possa ripetere l'errore del Papeete e chiamarsi fuori quando c'è da intestarsi i 200 miliardi del Recovery, fare una valanga di nomine nelle partecipate ed eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, è complicato e fa dormire sonni tranquilli ai ministri Giorgetti, Garavaglia e Stefani, così come ai tre di FI, Gelmini, Carfagna e Brunetta, che il Pd continua a corteggiare.

coprifuoco 2coprifuoco 1coprifuoco 8

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…