ignazio visco bankitalia

“SERVIRÀ UN USO ATTENTO DEI FONDI EUROPEI” - IL GOVERNATORE DI BANKITALIA, VISCO, DAVANTI A 40 PERSONE, METTE IN FILA IL DRAMMA DELLA SITUAZIONE ECONOMICA ITALIANA, CON CROLLO DEL PIL FINO AL 13%: “NON SAPPIAMO QUALE SARÀ LA NUOVA NORMALITÀ MA QUESTA EMERGENZA LASCERÀ FERITE COME L'AUMENTO DELLE DISUGUAGLIANZE. OCCORRE UN PIANO CHE CONSENTA DI RESISTERE A LUNGO, CONCEPITO IN UNO SPIRITO DI GIUSTIZIA SOCIALE, CON UN PERIODO DI SACRIFICI GENERALI” - MASCHERINE E DISTANZIAMENTO IL CORONAVIRUS SCONVOLGE IL PROTOCOLLO…

1 - VISCO: POVERI, TASSE, LAVORO SUBITO LE GRANDI RIFORME PER FAR RIPARTIRE IL PAESE

Paolo Baroni per “la Stampa"

 

IL DISCORSO DI IGNAZIO VISCO DURANTE L EMERGENZA COVID

«Molti hanno perso la vita, molti piangono i loro cari, molti temono per il proprio lavoro. Nessuno deve perdere la speranza». Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha voluto concludere così ieri le sue considerazioni finali, sintetizzando in poche parole il senso di un discorso «tenuto certamente in un momento non facile» che in 25 pagine fotografa il disastro di questi mesi ed al tempo stesso indica una prospettiva per il futuro.

 

Il quadro, tratteggiato davanti ad una platea ridotta ad una quarantina di persone tra rappresentanti delle istituzioni, banchieri, manager di Stato, economisti e direttori di giornali - tutti rigorosamente distanziati e con la mascherina causa Covid - è quello di un' economia di guerra: una crisi senza precedenti, che mette a dura prova la tenuta dell' economia e della società e che ha prodotto forti ripercussioni finanziarie, sulle attività produttive e sul mondo del lavoro.

 

IL FATTORE INCERTEZZA

Visco, condivide le iniziative messe in campo dal governo, dalla Commissione europea e dalla Bce, ma consiglia un uso attento dei nuovi fondi, e poi evoca Keynes e la Teoria generale dell' occupazione, ricordando che «per gestire una grande guerra occorre un piano che consenta di resistere a lungo, concepito in uno spirito di giustizia sociale, un piano che utilizzi un periodo di sacrifici generali».

 

IL DISCORSO DI IGNAZIO VISCO DURANTE L EMERGENZA COVID

Per sei volte ripete la parola incertezza. Grande, a suo parere è innanzitutto l' incertezza sui tempi e l' efficacia della ripresa ma, pur nello scenario fosco tratteggiato dai numeri del crollo del Pil stimato tra il 9 e il 13%, occorre fin da ora e più di prima «ritrovare la via dello sviluppo». «Perché non sappiamo quale sarà la nuova normalità ma, sicuramente, questa emergenza lascerà ferite come l' aumento delle disuguaglianze» e del debito sia pubblico (+21 punti al 156% nel 2020) che privato.

 

Rompere col passato A suo parere, proprio la condizione di incertezza in cui stiamo vivendo oggi, è «una ragione in più per rafforzare da subito la nostra economia, per muoversi lungo quel disegno organico di riforme già per molti aspetti tracciato». Il governatore sollecita così una rottura col passato, per realizzare una crescita stabile e duratura. Ed in particolare, sostiene, «vanno sciolti quei nodi strutturali che per troppo tempo non siamo stati capaci di allentare».

 

MARIO DRAGHI CON LA MASCHERINA E IL DISCORSO DI IGNAZIO VISCO DURANTE L EMERGENZA COVID

L' impatto della recessione e delle misure di contenimento messe in campo «è forte sulle finanze pubbliche» sostiene Visco. Ed «un lascito così pesante impone una presa di coscienza della dimensione delle sfide di fronte a noi. L' economia italiana deve trovare la forza di rompere le inerzie del passato e recuperare una capacità di crescere che si è da troppo tempo appannata. Nonostante le profonde ferite della crisi e le scorie di quelle precedenti, le opportunità in prospettiva non mancano, il Paese ha i mezzi per coglierle».

I ritardi da recuperare In particolare vanno migliorati i servizi pubblici, accelerata la digitalizzazione e ripensata l' organizzazione del lavoro.

 

Quindi va recuperato il ritardo accumulato nelle infrastrutture, sia quelle tradizionali, da rinnovare e rendere funzionali, sia quelle ad alto contenuto innovativo, come le reti di telecomunicazione, necessarie per sostenere la trasformazione tecnologica dell' economia. E poi, «come da troppi anni si sottolinea, va migliorata la qualità del capitale umano, affrontando i problemi di fondo del sistema scolastico, dell' università e della ricerca».

IL DISCORSO DI IGNAZIO VISCO DURANTE L EMERGENZA COVID

 

EVASIONE E SOMMERSO

Poi vanno ripensate le tasse: il carico fiscale va ricomposto a beneficio dei fattori produttivi e, soprattutto va affrontata la questione del sommerso e dell' evasione, «che si traduce in una pressione fiscale effettiva troppo elevata per quanti rispettano pienamente le regole. Le ingiustizie e i profondi effetti distorsivi che ne derivano si riverberano sulla capacità di crescere e innovare delle imprese e generano rendite a scapito dell' efficienza del sistema produttivo».

 

UN NUOVO CONTRATTO SOCIALE

coronavirus poverta' 18

Come si procede? «Serve un nuovo rapporto tra Governo, imprese dell' economia reale e della finanza, istituzioni, società civile. Possiamo non chiamarlo, come pure è stato suggerito, bisogno di un nuovo "contratto sociale", ma anche in questa prospettiva serve procedere a un confronto ordinato e dar vita a un dialogo costruttivo», ha sostenuto Visco.

 

Guardando avanti Visco è convinto che l' Italia possa superare questa crisi: «anche noi diciamo "insieme ce la faremo", purché non sia detto solo con ottimismo retorico, bensì per assumere collettivamente un impegno concreto. Ce la faremo con scelte mature consapevoli, guardando lontano - ha quindi concluso il governatore -. Ce la faremo partendo dai punti di forza di cui qualche volta ci scordiamo, affrontando finalmente le debolezze che qualche volta non vogliamo vedere».

 

2 - MASCHERINE E DISTANZIAMENTO IL CORONAVIRUS SCONVOLGE IL PROTOCOLLO DI VIA NAZIONALE

Sebastiano Messina per “la Repubblica”

 

coronavirus poverta' 9

Se qualcuno ha sorriso, mentre lui citava Socrate che «sapeva di non sapere », Ignazio Visco non se n' è accorto. Non avrebbe potuto. Tutti gli invitati che lo ascoltavano - accomodati in ordine d' importanza secondo le sacre regole del cerimoniale ma distanziati di due metri esatti in ossequio all' inviolabile protocollo del coronavirus - indossavano infatti una mascherina che copriva il naso e nascondeva la bocca. Una mascherina speciale, si capisce - una introvabile FFP3 bianca e a protezione totale contro il virus, assai diversa da quelle celesti che Arcuri tenta di vendere a 50 centesimi - come si addice a un' occasione speciale come le "Considerazioni finali" del governatore della Banca d' Italia che sono per la finanza italiana quello che per la Chiesa è la benedizione "Urbi et orbi".

 

Solo che qui - nel solennissimo Salone dei Partecipanti al piano nobile di Palazzo Koch, tra i marmi arabescati e i damaschi dorati che promanano solennità e ricchezza - ieri erano solo in 46. Un elenco ristretto di nomi di primo piano dell' imprenditoria, del sistema bancario, del giornalismo, dell' accademia e naturalmente delle istituzioni (ovvero solo i presidenti di Camera e Senato, perché premier, ministri e leader di partito non vengono mai invitati).

coronavirus poverta' 3

 

Ed era una scena quasi surreale: al posto della solita folla di banchieri e capitani d' industria stretti uno accanto all' altro, c' erano solo quelle quarantasei sedie, in fila per dieci col resto di sei. Quando Mario Draghi - arrivato con 35 minuti d' anticipo sull' ora del discorso, con l' eleganza sconosciuta ai ritardatari - ha messo piede nel salone d' onore dove per sei volte toccò a lui il ruolo del padrone di casa, le sedie erano tutte vuote. La sua era naturalmente in prima fila, la penultima alla destra del palco (l' ultima era per Fabio Panetta, l' ex direttore generale di Via Nazionale che ora siede nell' Executive Board della Bce).

 

E qualcuno ha notato che è proprio verso quei due invitati seduti alla sua destra, che Visco guardava più spesso man mano che procedeva con la liturgia laica del suo discorso annuale. E proprio per loro due ha fatto all' ultimo momento la prima delle due aggiunte a braccio al testo già stampato che tutti i presenti avevano in mano. «Grazie di essere qui», ha detto guardandoli negli occhi, ricordando i loro anni a Bankitalia e quelli alla Bce.

ALBERTO ALESINA 1

 

Non era nel discorso ufficiale neanche il ricordo di Alberto Alesina, l' economista scomparso pochi giorni fa a New York, («considerato giustamente tra i fondatori della "political economy"») né quello di Fabrizio Saccomanni, prima direttore generale della Banca e poi ministro dell' Economia: «Ci manca molto la loro amicizia» ha detto il Governatore, uscendo per un istante dal lessico finanziario, col quale è tuttavia riuscito a citare John Maynard Keynes e la sua idea di approfittare della crisi per ridurre le disuguaglianze.

 

fabrizio saccomanni

Sapendo che era saltata la tradizionale carica dei cronisti a caccia di un commento, i potenti in sala sono rimasti un po' disorientati. Alcuni si sono avviati a passo svelto verso le auto che aspettavano nel cortile, mentre altri si sono raccolti a debita distanza in ordinati capannelli attorno a due invitati che evidentemente attiravano la curiosità di sapere (o la voglia di farsi vedere).

 

Uno era Ugo Zampetti, il potente ma discreto segretario generale del Quirinale. L' altro era l' economista Carlo Cottarelli, l' uomo che rinunciò a Palazzo Chigi con lo stile di un campione ma che, da allora, è entrato nella lista corta di quelli che non si sa mai.

 

Ultimi Dagoreport

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAI, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI! I “MARANZA” SONO FREGATI, LE PIAZZE TORNERANNO PACIFICHE! OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: IL NOME DI SIHER ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, E LA SENSAZIONE È CHE SIA STATO TIRATO FUORI DI PROPOSITO COME CAPRONE ESPIATORIO PER ALIMENTARE LA NARRAZIONE DI “ASSEDIO” CHE FA COMODO ALLA DUCETTA (COME SUCCESSO CON LE PROTESTE DEI TIR AL SUD “NASCOSTE” PER DARE SPAZIO ALLE VETRINE SPACCATE DAI TEPPISTELLI DI SECONDA GENERAZIONE) – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE  - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?

carlo messina giorgia meloni

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI NON SE LO ASPETTAVA DI FINIRE SBATTUTA COME UN UOVO DA CARLO MESSINA - DAVANTI ALLA RICHIESTA PER ULTERIORI 5 MILIARDI DI EURO A CARICO DEL SETTORE DEL CREDITO E ASSICURATIVO PER SOSTENERE LA MALCONCIA LEGGE DI BILANCIO 2027, IL CEO DI BANCA INTESA NON L’HA TOCCATA PIANO: “AVEVAMO UN ACCORDO TRIENNALE CON IL GOVERNO, IO CI HO CREDUTO” – LO SDENG DEL KAPPAO: "SE L’ESECUTIVO GIUDICA NECESSARIO RACCOGLIERE RISORSE AGGIUNTIVE PER LA MANOVRA, “ALLORA TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO UTILI SUPERIORI A 500 MILIONI, POTRANNO CONTRIBUIRE” - BEN DETTO, CARLETTO: PERCHÉ PALAZZO CHIGI NON BATTE CASSA A ENEL, ENI, POSTE, FERRARI, LAMBORGHINI, LEONARDO, ETC.? INSOMMA, CARA GIORGIA, “DEVE ESSERCI RISPETTO RECIPROCO” - MICA È FINITA. MESSINA NON DEVE AVER DIMENTICATO NÉ TANTOMENO GRADITO L’INTERVENTO A PIEDI GIUNTI DELLA DUCETTA CONTRO LO SPEZZATINO DI MPS PROGETTATO DA INTESA - MA ORMAI L’UNICO OSTACOLO DI INTESA SI CHIAMA ANTITRUST. ANCHE SE MESSINA NON LA FINISCE DI SOTTOLINEARE CHE L’ACQUISIZIONE DELLA QUOTA DI GENERALI VA VISTA IN ‘’UN’OTTICA PURAMENTE FINANZIARIA’’, PRONTO ANCHE A DISFARSI DEL SUO 3,1% DEL LEONE, SARÀ L’ANTITRUST A DECIDERE SE INTESA, ANCHE COME ‘’SOCIO SILENTE” CHE STA FUORI DAL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, CON LA SUA PRESENZA PUÒ ‘’CONDIZIONARE’’ O MENO IL SUO COMPETITOR NUMERO UNO DEL MERCATO ASSICURATIVO...