matteo renzi ad atreju

“STAVOLTA IL RUOLO DI KINGMAKER PER IL QUIRINALE SPETTA AL CENTRODESTRA...” -  MATTEO RENZI, OSPITE AD ATREJU, LA FESTA DI FRATELLI D'ITALIA, CEDE A SALVINI, MELONI E BERLUSCONI IL PALLINO DEL GIOCO - UN PIZZINO A PD E M5S: DELLA SERIE, GIU’ LA CRESTA - LA CAREZZA A BERLUSCONI: “QUANDO VINCEVA LE ELEZIONI AVEVA LA SFIGA DI NON POTER CORRERE COME PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. HA AVUTO QUESTA NUVOLA DI FANTOZZI SOPRA LA TESTA E LA SENTE” - “IN POLE POSITION PER LA CORSA AL QUIRINALE, CI SONO GLI EX PRESIDENTI DI CAMERA E SENATO CHE HANNO UNA CARTA IN PIÙ...” (INCLUSO IL SUO CANDIDATO CASINI) - E QUALCUNO IN STRADA APPELLA MATTEUCCIO “CAMERATA RENZI”

Paolo Foschi per il “Corriere della Sera”

 

MATTEO RENZI AD ATREJU

«Stavolta il ruolo di kingmaker tocca a voi del centrodestra...». Matteo Renzi, ospite per la prima volta ad Atreju, la tradizionale festa di Fratelli d'Italia, sul Quirinale mette il pallino in mano allo schieramento composto da Giorgia Meloni (nell'occasione padrona di casa sul palco dell'evento), Matteo Salvini e Silvio Berlusconi.

 

E le parole del leader di Italia viva, più che un atto di sfida, sono lette negli ambienti politici come un gioco di sponda con il centrodestra, ma anche un invito in codice a Pd e Movimento 5 Stelle a non avere la pretesa di cercare fughe solitarie in avanti: «Penso che il presidente sarà eletto a larga maggioranza, spero che si vada da FdI ai Cinque Stelle, dalla Lega al Pd, perché più siamo meglio è, sia dal punto di vista politico che da quello istituzionale» ha detto Renzi, che dopo aver ringraziato Giorgia Meloni per l'accoglienza, e dopo essere stato salutato in strada come «camerata Renzi», ha comunque precisato che «a differenza di quello che ha detto Pera, io qui non mi sento a casa e lo dico anche per una sicurezza e tranquillità...».

IGNAZIO LA RUSSA E RENZI AD ATREJU

 

Tema dell'incontro era la riforma per il presidenzialismo e il discorso, inevitabilmente, è caduto sul dopo Mattarella. Il primo passo, ha dichiarato Renzi, tocca al centrodestra, perché ha «i numeri per farlo». E, ancora, dal palco ha chiesto: «Da Fratelli d'Italia a Forza Italia, avete quanto, il 45% dei grandi elettori più o meno? Giorgia mi fa segno di sì» ha continuato il leader di Italia viva, «il punto, però è se il centrodestra prende l'iniziativa insieme oppure no. Questa volta o la destra si incarica di fare una proposta complessiva.

 

MATTEO RENZI AD ATREJU

Se non lo fa io sono dell'idea che, quando si arriverà a discutere dal 20 gennaio in poi per la scelta del nuovo capo dello Stato, si cerchi l'uno con l'altro di trovare le ragioni migliori per scegliere tutti insieme l'arbitro per i prossimi 7 anni. Noi l'altra volta avevamo il 42% dei grandi elettori e la responsabilità di scegliere il presidente me la sono presa io, parlando con tutte le forze politiche. Giorgia, ricordi che ci vedemmo al Nazareno e alla fine facemmo una proposta».

 

Renzi ha avuto anche parole di elogio per Draghi: «Ha salvato il Paese, rispetto a Conte che non era all'altezza, farebbe benissimo il premier e anche il presidente della Repubblica. Ringraziamo il cielo che abbiamo uno che possiamo mettere in due ruoli diversi».

 

MATTEO RENZI AD ATREJU

Il senatore ha poi parlato di Silvio Berlusconi: «Tutte le volte che vinceva le elezioni aveva la sfiga di non poter correre come presidente della Repubblica. Lui che è uno degli uomini più fortunati del mondo ha avuto questa nuvola di Fantozzi sopra la testa e la sente». In pole position per la corsa al Quirinale, ha concluso Renzi, ci sono tutti gli ex presidenti di Camera e Senato, a cominciare da Pier Ferdinando Casini: «Hanno una carta in più...».

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...