danilo toninelli buco nero

“SULLA TAV NON CAMBIA NULLA” – TONINELLI SE NE FREGA DEL FATTO CHE IN PIEMONTE L’80% DEI VOTI SIANO ANDATI A FORZE SÌ TAV: “I DOSSIER CHE TOCCANO IL MIO MINISTERO VENGONO GESTITI OGGI COM’ERANO GESTITI PRIMA DELLE ELEZIONI” (ALLORA AUGURI) – MA UNA DECISIONE VA PRESA IN TEMPI BREVI O SI PERDONO 813 MILIONI DI FONDI EUROPEI

 

Maurizio Tropeano per “la Stampa"

 

DANILO TONINELLI

Nel primo pomeriggio un tweet istituzionale di Telt, annuncia la scadenza del termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse per 2,3 miliardi di lavori della Torino-Lione. Per la società incaricata di realizzare l' opera si tratta di normale amministrazione e nulla lascia presagire che da lì a poche ore lo scontro dentro il governo giallo-verde si sarebbe riacceso. Fino al tardo pomeriggio, infatti, il M5S aveva scelto di non replicare agli affondi politici lanciati da Matteo Salvini dopo le elezioni europee e, soprattutto, dopo la conquista del Piemonte. Poi la strategia è cambiata e il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, è andato al contrattacco: «Non cambia assolutamente nulla, i dossier che toccano il mio ministero vengono gestiti oggi come erano gestiti prima delle elezioni».

 

Tav. - Salvini Di Maio Toninelli

Toninelli non cita mai Salvini ma è chiaro il riferimento al ministro dell' Interno che da lunedì, giorno della vittoria in Piemonte, la Regione che al centro della mobilitazione delle forze economiche e sindacali e anche delle madamine, continua a ripetere: «Le forze a favore del Tav hanno preso l' 80%-85%. Se fosse stato un referendum l' esito mi pare chiaro». Poi aggiunge: «Penso che il progetto possa essere rivisto, rimodulato nel nome del risparmio e dell' impatto ambientale. E sono sicuro che dall' Ue si possano avere altri fondi. Ma poi ieri si è votato in regione Piemonte».

 

DANILO TONINELLI LUIGI DI MAIO GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI

Le affermazioni di Salvini sembrano lasciar spazio ad una possibile mediazione con i Cinquestelle perchè rilanciano la possibilità di modificare il progetto della Torino-Lione, risparmiando dei soldi pubblici italiani, e di ottenere dall' Ue l' aumento del cofinanziamento dal 40 al 50%. Ma la presa di posizione di Toninelli - esternata alla fine della riunione di maggioranza sul decreto sblocca-cantieri - dimostra che il M5S non ha alcuna intenzione di fare retromarcia. Nemmeno Salvini che è pronto ad alzare lo scontro. Dal suo punto di vista, infatti, l'«agenda politica» politica la decidono gli italiani e dunque, come il leader leghista ripetere ai suoi «voglio almeno 6 sì altrimenti sarà difficile andare avanti».

 

CONTE TONINELLI

In questo ragionamento rientra quindi anche la Tav, insieme alle autonomie regionali e al decreto sicurezza bis, argomenti che il Viminale ha chiesto di esaminare nel prossimo Consiglio dei ministri.

 

Bruxelles batte il tempo

Al di là della polemica politica, però, una decisione rapida sulla Tav è necessaria se non si vuole correre il rischio di perdere 813 milioni di fondi comunitari. Facciamo un passo indietro. Nei giorni scorsi, l' Inea, ente europeo che gestisce i fondi delle reti transfrontaliere, ha inviato ai due governi una lettera per ricordare la tempistica da rispettare per ottenere le risorse. Il Great Agreement tra Italia e Francia scade il 31 dicembre del 2019 e tre mesi prima, cioè alla fine di settembre, Roma e Parigi, devono inviare all' Ue e all' Inea, il documento emendato.

tav lavori linea torino lione

 

Chi conosce il dossier spiega che per rispettare quei tempi è necessario che i due governi definiscano tra giugno e la metà di luglio, comunque, prima della pausa estiva, i termini dell' accordo politico. Quella lettera accompagnerà la revisione delle scadenze dal punto di vista tecnico a cui sta lavorando Telt che tiene conto del congelamento dei bandi imposto dal governo di Roma la scorsa estate.

CANTIERE TAV TORINO LIONE

 

Se così stanno le cose i tempi di una decisione si accorciano e il governo italiano dovrà dare una definizione univoca in poco più di un mese e mezzo. E se le scadenze non saranno rispettate Roma e Parigi rischiano non solo di perdere quei fondi, ma anche di restare escluse, a meno di decisione politiche della Commissione, dai tavoli europei dove si discute l' assegnazione dei fondi per le reti di comunicazione a partire dal 2020. Ed è in quei tavoli che si discuterà anche del possibile incremento dei fondi comunitari.

 

IL BUCO NERO DI DANILO TONINELLI

Si vedrà. Intanto il movimento No Tav va all' attacco: «Abbiamo sorriso parecchio nel leggere chi accusava i No Tav di essere diventati filogovernativi. Noi eravamo certi che i nodi sarebbero tutti venuti al pettine. A giudicare dalla dichiarazioni post voto, il Tav si annuncia già da ora come il principale terreno di scontro e di resistenza, anche contro l' avanzata di Matteo Salvini».

TAV TORINO LIONECANTIERE TAV TORINO LIONE

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?