chuck schumer mitt romney assalto congresso

“TRUMP NON SI È MAI PENTITO, METTEREBBE IN PERICOLO ALTRE VITE SE GLI CONSENTIAMO DI RIPRESENTARSI” - IL PROCESSO DI IMPEACHMENT VA AVANTI E L’ACCUSA ORMAI SPIEGA CHIARAMENTE L’OBIETTIVO FINALE: IMPEDIRE ALL’EX PRESIDENTE DI POTERSI RICANDIDARE (E RISCHIARE DI VINCERE DI NUOVO) - I NUOVI VIDEO CON I DEPUTATI CHE SCAPPANO DURANT L'ASSALTO AL CONGRESSO TURBANO L’AMERICA, E RISCHIANO DI FAR CAMBIARE IDEA ANCHE A QUALCHE REPUBBLICANO –  VIDEO

 

 

 

donald trump e l assalto al congresso meme

1 – BIDEN, QUALCUNO POTREBBE AVER CAMBIATO IDEA SU IMPEACHMENT

 (ANSA) - WASHINGTON, FEB 11 - Il presidente Joe Biden ha riferito oggi ai reporter di non aver visto il processo d'impeachment in diretta ieri ma ha aggiunto, riferendosi alle immagine inedite dell'assalto al Congresso, che a suo parere qualche parlamentare "potrebbe aver cambiato opinione".

 

2 – "CONDANNATE TRUMP, PUÒ RIFARLO" L'ACCUSA È UN FILM VIOLENTO

Federico Rampini per “la Repubblica”

 

«Donald Trump non si è mai pentito. Lo rifarebbe, metterebbe in pericolo altre vite umane, se gli consentiamo di ripresentarsi». Al terzo giorno di processo l' impeachment è sempre più un film, dieci, cento film. I video riempiono l' aula del Senato, le immagini agghiaccianti del 6 gennaio inondano gli schermi di tutti i network, i siti che seguono in diretta.

 

i supporter di trump invadono il congresso 9

 La violenza dell' assalto al Congresso si ripete all' infinito, risucchia molti senatori, deputati, cittadini o poliziotti nella stessa angoscia, nello stesso terrore provato 36 giorni fa. L' accusa, cioè il partito democratico, spera di riuscire ancora a far breccia in un pezzo di establishment repubblicano moderato: secondo le ultime stime mancano all' appello 11 voti per la maggioranza qualificata che condannerebbe Trump, ma qualche repubblicano forse sta vacillando sotto l' impatto di quelle immagini tremende.

i supporter di trump invadono il congresso

 

Dieci, cento film ossessivi. Anche se l' insurrezione violenta fu seguita minuto per minuto nel mondo intero, nell' era dei social media ci sono sempre nuove fonti, nuove immagini opprimenti. Spesso riprese e diffuse dagli stessi aggressori, fieri della loro impresa, decisi a immortalarla.

 

membri del congresso portati in salvo

«Combattiamo per Trump!», urlano mentre sfondano le barriere. «Siamo stati invitati», dicono gli squadristi Oath Keepers ("fedeli al giuramento") mentre invadono il Senato.

Nel film dell' attacco, c' è tutto il teorema dell' accusa. Un filo diretto collega le esortazioni alla rivolta lanciate da Trump pochi minuti prima durante il comizio davanti alla Casa Bianca, le sue sfide provocatorie al vicepresidente Mike Pence perché ribalti la conta dei voti, il grido di battaglia più volte rilanciato: «Fight», combattete per me, e poi la decisione dei più organizzati, dei più determinati, di passare alla violenza.

joe biden

 

L' accusa fa parlare ore di filmati. Lo spiega Jamie Raskin, "impeachment manager" cioè capo dei deputati democratici incaricati di esporre al Senato le ragioni per cui la Camera ha incriminato Trump. Il reato è "incitazione alla violenza contro le istituzioni degli Stati Uniti", istigazione alla sedizione contro la Costituzione.

 

chuck schumer scappa durante l assalto al congresso

Le vittime non sono solo simboliche, cinque persone hanno perso la vita. Fra i tanti video inediti, nel bombardamento di immagini spuntano le riprese della fuga nel panico del vicepresidente Pence, del capogruppo democratico Chuck Schumer, del senatore repubblicano Mitt Romney. Alcuni di loro hanno temuto di finire nell' elenco delle vittime.

 

Ad armare ideologicamente gli aggressori è Trump, lo sostengono loro stessi, nei video rivendicano di occupare il Congresso per salvare il presidente da un' elezione rubata, dicono di agire perché lo ha chiesto lui.

assalto al congresso meme 4

 

«Può farlo ancora, non ha mostrato alcun rimorso», sostiene l' accusa. I democratici respingono la tesi dell' incostituzionalità, cioè l' obiezione che l' impeachment sia un istituto che la Costituzione prevede solo per un presidente in carica. Se così fosse - obiettano - ci sarebbe un pericoloso vuoto di giustizia, una sorta di "amnistia di gennaio". In futuro altri presidenti delusi per una sconfitta p otrebbero commettere attentati alla democrazia nelle ultime settimane alla Casa Bianca, contando sull' impunità.

mitt romney scappa durante l assalto al congresso

 

Il film horror del 6 gennaio stana dal riserbo Joe Biden. Il nuovo presidente aveva preferito rimanere in disparte ma ha «una reazione emotiva » di fronte alle immagini spaventose, e fa questa dichiarazione rivolta all' opposizione: «Il Senato ha una missione importante da compiere.

doug jensen

 

Ho l' impressione che oggi qualcuno può avere cambiato idea». Biden allude alla videocronaca del momento preciso in cui Trump fa una scelta di campo: abbandona il suo vice Pence colpevole di rispettare la Costituzione, lo addita come un traditore, lo consegna virtualmente alla folla.

chuck schumer

 

Aizzare gli squadristi contro i difensori delle istituzioni, è un' aberrazione che spinse molti collaboratori di Trump alle dimissioni, vedi la ministra Elaine Chao moglie del leader repubblicano al Senato.

 

doug jensen 2

Il film corre veloce verso una conclusione che forse è scontata. Washington vive di nuovo giornate storiche. Il primo presidente che subisce due impeachment. Il primo che viene sottoposto a impeachment dopo avere concluso il suo mandato. Il primo attacco al Campidoglio dalla guerra con gli inglesi del 1812. I cinque morti. E quella profezia: «Trump impunito lo rifarebbe».

i supporter di trump invadono il congresso 6

 

La difesa - che molti anche in campo repubblicano giudicano inadeguata, incerta, confusa - si barrica dietro il Primo Emendamento: nessun politico in America viene processato se qualcuno commette violenze ispirandosi alle sue parole.

 

Ritornano sugli attacchi insurrezionali della sinistra radicale contro le istituzioni, i palazzi governativi assaltati da Black Lives Matter nell' estate scorsa sotto gli applausi dei media. Oggi le arringhe finali, da lunedì si vota. Nonostante la potenza delle immagini, i numeri indicano una strada tutta in salita per i democratici.

 

eugene goodman distrae la folla

È significativo che ora si parli di una scissione di repubblicani anti- Trump per creare un partito indipendente, mentre poche settimane fa lo scenario era l' uscita di Trump dal partito. Il silenzio sorprendente dell' ex presidente forse gli è servito. L' esito più probabile rimane una seconda assoluzione. Anche questa, unica nella storia.

 

3 – IMPEACHMENT, I VIDEO CHE TURBANO L'AMERICA «LOTTAVANO PER TRUMP»

Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

Donald Trump è «ancora una minaccia per la democrazia americana». Il deputato Ted Lieu, uno dei nove «manager dell'impeachment», riassume il senso dell'ultima parte della requisitoria contro l'ex presidente. E aggiunge: «Mi fa paura l'idea che Trump possa di nuovo correre per la Casa Bianca. Non tanto perché possa vincere, ma perché perderebbe ancora», sollevando un'altra ondata di violenza nel Paese.

i supporter di trump invadono il congresso 4

 

Nei primi due giorni del processo, in corso nell'Aula del Senato, i «pubblici ministeri» democratici, hanno provato a dimostrare due tesi. La prima: l'assalto a Capitol Hill del 6 gennaio fu non solo «incitato», ma anche da Trump.

 

la polizia fa passare i supporter di trump

La seconda: «The Donald» ha abbandonato tutti i parlamentari e lo stesso vice presidente Mike Pence alla rabbia della folla. Ieri l'ultimo passaggio: il pericolo non è finito. Il vento dell'insurrezione non si è placato. Trump, «l'Incitor in Chief» deve essere non solo condannato, ma escluso a vita da ogni incarico federale. Il team dell'accusa ieri ha ripreso il racconto cominciato mercoledì pomeriggio, usando come colonna sonora le grida, le violenze dei manifestanti.

 

Ancora immagini agghiaccianti e in gran parte inedite di poliziotti aggrediti, insultati come «traditori». Il deputato democratico David Cicilline insiste sul punto, perché i repubblicani si considerano i depositari della dottrina «law and order»: «Ci sono stati 140 agenti feriti, 81 aggrediti dai manifestanti. Uno è morto, due non si sono ripresi dal trauma e si sono suicidati. Un altro perderà un occhio».

 

assalto al congresso meme 12

È l'ulteriore conferma della «grande umiliazione» subita dal Congresso, «l'istituzione più sacra della democrazia americana». L'altro giorno i nove deputati democratici hanno mostrato video girati dalle telecamere di sicurezza, all'interno di Capitol Hill. Sequenze mai viste prima.

 

Si vede il vice presidente Pence uscire di soppiatto da una stanza con la famiglia e scendere per le scale in tutta fretta, mentre i vandali trumpiani gli danno la caccia 100 metri più in là. In quello stesso momento, le 14. 25 del pomeriggio, Trump lo sta attaccando via Twitter.

assalto al congresso meme3

 

Poi ecco iI senatore repubblicano Mitt Romney che sta per finire in bocca alla falange dei rivoltosi. È uno dei pochi repubblicani che voterà per la condanna dell'ex presidente, così come aveva già fatto, unico tra i conservatori, nel primo processo (febbraio 2020). Si salva perché incrocia l'ormai celebre poliziotto Eugene Goodman che gli grida: «Di qua».

 

E ancora osserviamo il leader della maggioranza democratica Chuck Schumer, costretto a tornare indietro, e di corsa, guidato dalla scorta con le armi spianate. Infine il sussurro dei collaboratori della Speaker Nancy Pelosi, barricati in una stanza. Invocano l'aiuto della polizia, mentre i manifestanti negli uffici accanto gridano beffardi: «Nancy, dove sei?».

jim miller

 

I filmati hanno turbato il pubblico americano. È stato come rivivere lo shock del 6 gennaio, da una prospettiva interna, con gli occhi e le paure degli assediati. Ma l'ipotesi più quotata resta la stessa: alla fine gran parte dei senatori repubblicani salverà Trump.

supporter di trump assaltano il congresso usa 1donald trump joe biden in ginocchio joe biden in mascherinail manifestante black lives matter a los angelessalt lake city utah l assalto al congresso usa memeashli babbitt uccisa durante l invasione del congresso da parte dei supporter di trumpi supporter di trump invadono il congresso 8ashli babbitt uccisa durante l invasione del congresso da parte dei supporter di trump sostenitori di trump – assalto al congresso i supporter di trump invadono il congresso 2un manifestante con uno striscione per l impeachment a trump i supporter di trump invadono il congresso 5i supporter di trump invadono il congresso 3assalto al congresso meme 18scontri a washington tra polizia e supporter di trump 6SUPPORTER DI TRUMP FANNO IRRUZIONE DENTRO IL CONGRESSOi supporter di trump invadono il congresso 7SUPPORTER DI TRUMP FANNO IRRUZIONE DENTRO IL CONGRESSO 2SUPPORTER DI TRUMP FANNO IRRUZIONE DENTRO IL CONGRESSO la guardia nazionale polizia davanti alla casa bianca un poliziotto aiuta una supporter di trum psupporter di trump assaltano il congresso usa

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…