“VOGLIO FAR CRESCERE IL GOVERNO, NON LASCIARLO CADERE”, RENZI CONTINUA A SMORZARE I TONI E CONGELA L’INCONTRO (CHIARIFICATORE) CON CONTE - IN QUESTE ORE NON SIAMO CHIAMATI A PROVE DI FORZA MA A STRINGERCI CON MEDICI E PERSONE CONTAGIATE – SULLALEGGE ELETTORALE ITALIA VIVA SI DICE D' ACCORDO SULLA SOGLIA DI SBARRAMENTO DEL 5% (NONOSTANTE I SONDAGGI DELLE ULTIME SETTIMANE)

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Lorenzo Salvia per il Corriere della Sera

RENZI CONTE RENZI CONTE

Nessun affondo, anzi una nuova frenata. Dopo gli scossoni degli ultimi giorni, che avevano fatto pensare a una crisi di governo dietro l' angolo, Matteo Renzi conferma la sua nuova linea, zero pressing e anche un pizzico di dialogo. Certo, non è l' unico politico ad alzare il piede dall' acceleratore in queste ore di preoccupazione per il coronavirus. Il passo, in realtà, l' aveva cambiato già mercoledì scorso, nello studio di Porta a porta , dove sembrava dovesse venire giù tutto e invece alla fine non è successo nulla. Ma il leader di Italia viva ne attribuisce la causa proprio all' emergenza di queste ore, parlando all' assemblea nazionale del suo partito.

 

«Mettiamo in quarantena le polemiche interne alla vita politica del Paese», dice Renzi. «In queste ore non siamo chiamati a prove di forza ma a stringerci con medici e persone contagiate». Da qui anche la richiesta di rinviare l' incontro (forse) chiarificatore con il presidente del consiglio Giuseppe Conte, che si sarebbe dovuto tenere nei prossimi giorni e invece adesso chissà.

 

Tutto congelato, dunque. Dagli attacchi alla maggioranza alla possibile crisi di governo, passando per le grandi manovre in Parlamento per ridefinire il perimetro della maggioranza.

MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE COME BUGO E MORGAN MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE COME BUGO E MORGAN

 

Questo non vuol dire, però, che Renzi rinunci del tutto a sventolare le sue bandiere. La sua giornata comincia a Brescia, dove partecipa all' inaugurazione dell' anno giudiziario delle Camere penali. Dritto nella tana degli avvocati penalisti, che hanno scioperato cinque giorni contro quella riforma della prescrizione, voluta dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, che in questi giorni è stato uno degli obiettivi preferiti per i suoi attacchi. Renzi, non a caso, viene accolto da un' ovazione. E coglie la palla al balzo per scaldare la platea con una stoccata ai magistrati: «Gli errori giudiziari possono capitare ma non è possibile che chi fa quegli errori possa fare carriera». Altri applausi e poi il rientro a Roma per l' assemblea del partito dove dice di «voler far alzare il governo, non cadere». Per poi muovere quasi tutte le leve toccate in questi giorni.

 

MATTEO RENZI GIUSEPPE CONTE MATTEO RENZI GIUSEPPE CONTE

Sulla riforma costituzionale: «La proposta del sindaco d' Italia, con l' elezione diretta del presidente del Consiglio, conviene al Paese e per questo la portiamo avanti». Contro il Movimento 5 Stelle: «Il reddito di cittadinanza è il più grande spot di una Repubblica fondata sull' assistenzialismo anziché sul lavoro». Sui presunti responsabili, i parlamentari che potrebbero sostenere Conte se Renzi uscisse dalla maggioranza: «Se li preferiscono a noi diciamo "prego, accomodatevi", non siamo gelosi del nostro posizionamento ma delle nostre idee», perché «ci mostrano cattivi ma siamo solo riformisti».

 

Il vero punto, però, lo tocca Maria Elena Boschi, quando parla della nuova legge elettorale: «Noi - dice la capogruppo di Italia viva alla Camera -siamo d' accordo sulla soglia di sbarramento del 5%.

Non abbiamo paura». Una sfida non da poco visti i sondaggi delle ultime settimane.

 

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