giancarlo giorgetti matteo salvini luca morisi

LA LEGA ALLA RESA DEI CONTI - ALTRO CHE PARTITO MONOLITICO: IL CASO MORISI E LE PAROLE DI GIORGETTI SONO LA RAPPRESENTAZIONE PLASTICA DELLE DUE ANIME DEL CARROCCIO E LA RIVINCITA DELLA VECCHIA GUARDIA, EUROPEISTA E GOVERNISTA, SUL CERCHIO MAGICO DI SALVINI COMPOSTO DI PERSONAGGI CHE CON LA STORIA DEL PARTITO NON C’ENTRANO NIENTE. L’EX TRUCE SEMPRE PIÙ ISOLATO È TERRORIZZATO DALLA SCOPPOLA ALLE AMMINISTRATIVE

matteo salvini e luca morisi 4

1 - LA VECCHIA LEGA CONTRO IL «CERCHIO MAGICO» DEL CAPO

Paolo Bracalini per "il Giornale"

 

La vicenda Morisi è un altro colpo alla leadership di Salvini, l'ultimo di una serie. Ma nella Lega tutti assicurano che non sia in discussione (almeno, non ancora) il segretario, quanto invece alcune sue scelte, anche in fatto di persone. In altre parole, il suo «cerchio magico».

 

giancarlo giorgetti e matteo salvini 2

Cioè i fedelissimi di cui Salvini si è circondato in questi ultimi anni, personaggi senza una storia leghista, arrivati per «chiamata diretta» del Capo. «Li vediamo come un corpo estraneo, un gruppetto autoreferenziale che forse a Roma si è montato la testa - racconta un parlamentare lombardo di lungo corso -. Il rischio di imbarcare persone che poi combinano casini c'era anche nella vecchia Lega (gli esempi, non mancano, vedi l'epoca Belsito, ndr), ma in un partito leninista come il nostro c'erano più filtri. Se invece fai un partito liquido, che pesca in territori dove non la Lega non ha un radicamento, oppure fai arrivare gente solo per fedeltà a Salvini, è chiaro che il rischio aumenta molto...».

 

matteo salvini saluta claudio durigon foto di bacco (2)

Perché Morisi, arrivato dal nulla a capo della comunicazione della Lega, è appunto l'ultimo dei «non leghisti» che hanno avuto un ruolo importante nella trasformazione della Lega a primo partito a livello nazionale, aiutando Salvini ad uscire dai confini della Padania.

 

Sia organizzando il partito a Roma e nel centrosud, come ha fatto Cladio Durigon, sia portando nella Lega i temi (a suo tempo molto efficaci) dell'uscita dall'euro e del ritorno alla lira, come hanno fatto gli economisti Borghi e Bagnai, sia appunto costruendo una macchina social per macinare like e consensi, come ha fatto Luca Morisi.

 

matteo salvini e luca morisi 5

Ma proprio da loro sono arrivati i problemi per il capo leghista (e prima ancora con Armando Siri, anche lui leghista non della prima ora, al centro di una vicenda giudiziaria), senza contare quelli imbarcati strada facendo, soprattutto al sud, pronti a mollare la Lega (vedi l'europarlamentare no vax Donato). I leghisti della vecchia Lega, specie in Lombardia e Veneto, guardano con poca simpatia al cerchio magico salviniano.

 

borghi salvini bagnai

Non a caso proprio i veneti sono stati i primi a chiedere il passo indietro di Durigon da sottosegretario, e sempre loro i più irritati dalle partecipazioni dei «non leghisti» Bagnai, Borghi, Siri, Pillon e Rinaldi alle manifestazioni no vax. Ci mancava anche l'ombra della droga per l'ex guru di Salvini. Se agli scivoloni del cerchio magico salviniano si aggiungerà un risultato deludente alle amministrative, la discussione finirà per coinvolgere la leadership di Salvini. Magari nei congressi, chiesti a gran voce dai veneti.

simone pillon

 

2 - LA RABBIA DEL LEADER SEMPRE PIÙ SOLO NELLA LEGA E GIORGETTI DETTA LA LINEA

Emanuele Lauria per "la Repubblica"

 

Declina il simbolo della Lega social, urticante e populista, e s' avanza quello del partito di Palazzo, draghiano ed europeista. La notte senese di Matteo Salvini è popolata da incubi, agitata dalla consapevolezza che i principali quotidiani stanno per pubblicare la notizia che Luca Morisi è indagato per droga, e tormentata per la sconfessione pubblica contenuta nell'intervista di Giancarlo Giorgetti a La Stampa, che il segretario legge in rassegna.

 

Un doppio uppercut da ko, anche per un combattente come il leader del Carroccio, finito all'angolo all'inizio dell'ultima settimana di campagna elettorale.E ora le amministrative diventano, a tutti gli effetti, una resa dei conti. Nulla sarà più uguale, dopo questo lunedì da tregenda, in cui il Capitano finisce travolto dalla retromarcia della macchina social che lui e Morisi avevano lanciato.

SALVINI E MORISI CON MITRAGLIETTA

 

«Luca era indagato per droga? Io non sapevo nulla», dice Salvini davanti ai collaboratori che avevano rilanciato nei giorni scorsi «i motivi familiari» addotti ufficialmente dal responsabile della comunicazione per giustificare il suo disimpegno. Va detto che non tutti, anche dentro la Lega, credono che il segretario fosse all'oscuro dei guai del suo strettissimo collaboratore. Ma tant' è.

 

MEME SU MATTEO SALVINI E LUCA MORISI

La soluzione (concordata?) è quella lettera di scuse in cui Morisi parla della sua "fragilità esistenziale" e annuncia a sorpresa, forse troppo tardi per essere credibile, di essersi dimesso "a partire dal primo settembre" da tutti gli incarichi, ivi incluso quel posto nella ristretta segreteria del partito che Salvini gli aveva assegnato fra i malumori dei big.

 

Non basta, questa mossa, a lenire l'effetto boomerang di un fatto che in tanti, sugli stessi social cavalcati dal senatore milanese, contrappongono alla famosa chiamata al citofono nel rione bolognese del Pilastro: «Scusi, lei spaccia? », disse Salvini che oggi viene messo alla berlina da milioni di internauti, con Fedez in prima linea a definirlo "eroe contemporaneo".

 

La Bestia è morta ufficialmente ieri e con sé rischia di trascinare un modo di fare politica aggressivo e naif, attento soprattutto ai like, che nella Lega i custodi nordisti dell'ortodossia guardavano con sempre maggior fastidio, specie dopo l'avvicinamento estivo ai No Vax che ha spaccato il fronte degli eletti.

 

E per un incredibile scherzo del destino questo smacco, per Salvini, arriva nello stesso giorno in cui il suo principale rivale interno, Giancarlo Giorgetti, azzoppa i candidati sindaci del centrodestra a Roma e Milano, scelti o avallati dal segretario, dicendo in sostanza che non hanno chance di vittoria.

 

«La mia era semplicemente un'analisi politica - spiegherà poi il ministro - Io comunque sostengo i rappresentanti della coalizione e chiuderò la campagna elettorale nel capoluogo lombardo ». Ciò non toglie che, in mattinata, succede una cosa senza precedenti nella storia della Lega: Salvini, subissato da chiamate e messaggi di alleati e militanti inferociti, è costretto a fare una nota per esprimere sostegno agli uomini del centrodestra sconfessati dall'eminenza grigia degli ex lumbard.

 

matteo salvini e giancarlo giorgetti 8

Alla faccia del partito monolitico, è la plastica conferma che di Leghe ce ne sono almeno due. «È Matteo ad aver portato l'anarchia, ora ne subisce le conseguenze », sibila uno dei soliti big non amici. Ma lui, Salvini, non ha dubbi. Ufficialmente preferisce non replicare direttamente a Giorgetti (non l'ha mai fatto) però a chi lo ascolta, nel corso della giornata, manifesta "stupore" per una critica «fuori da ogni grammatica politica», viste le elezioni alle porte.

 

LA CASA DI VILLEGGIATURA DI LUCA MORISI

E ormai lo stupore non basta più, per il pilota di questo Carroccio multi-direzionale: il segretario è convinto di una manovra non per abbatterlo ma per logorarlo, per delegittimarlo, per togliergli quella credibilità necessaria a fare di lui, proprio dopo Draghi che Giorgetti vuole mandare al Quirinale, un candidato premier.

PERQUISIZIONE A CASA DI LUCA MORISI

 

Non è più un mistero, negli ambienti leghisti, la sensazione che a Chigi voglia e possa andarci proprio l'attuale capo delegazione, se le Politiche - come nel 2018 - non forniranno un chiaro vincitore anche e soprattutto dentro il centrodestra. Giorgetti garantirebbe la continuità con una linea europeista ed atlantista più di un Salvini macchiato da un approccio critico nei confronti dei provvedimenti anti- Covid dell'attuale governo.

MATTEO SALVINI LUCA MORISI MEME

 

Il ministro dello Sviluppo economico, a fine ottobre, sarà negli States per un appuntamento del Niaf, la National italian american foundation, e c'è chi indica il viaggio come occasione per accreditarsi con i vertici dell'amministrazione Biden.

 

Di certo, Salvini non starà a guardare: si gioca tutto nelle amministrative di domenica e lunedì, nelle quali il centrodestra parte svantaggiato (tranne che a Torino, non a caso preferita meta giorgettiana). Se andrà male, come pronosticano alcuni esponenti dell'ala governista, sarà un'ulteriore zavorra per le ambizioni del leader.

 

IL POST DI MATTEO SALVINI SU LUCA MORISI

Che comunque, contando su un consenso ancora molto forte nella base (e delle tessere fatte al Sud), potrebbe ribaltare il tavolo e chiedere subito il congresso per consolidare la sua primazia. In ogni caso è alle viste un duro chiarimento, in questa Lega che il Capitano orfano di chi lo battezzò con questo nome (Morisi, appunto) guida con sempre maggiore impaccio.

matteo salvini e giancarlo giorgetti 6SALVINI E GIORGETTIsalvini giorgettiLUCA MORISIMATTEO SALVINI E LUCA MORISI MEME

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....