marine le pen jordan bardella

TRA I LEPENISTI SIAMO ALLA RESA DEI CONTI – LA SCONFITTA AL SECONDO TURNO FA ESPLODERE IL RASSEMBLEMENT NATIONAL. E ARRIVA ANCHE LA MAZZATA GIUDIZIARIA: LA PROCURA DI PARIGI HA APERTO UN'INDAGINE SUL SOSPETTO DI FINANZIAMENTO ILLECITO DELLA CAMPAGNA DI MARINE LE PEN ALLE PRESIDENZIALI DEL 2022 (A DIFFERENZA DEL PASSATO, NON CI SONO DI MEZZO I RUSSI MA IL SUPERAMENTO DEI LIMITI DI SPESA PREVISTI E I RIMBORSI STATALI) – JORDAN BARDELLA E' INCAZZATO CON LA DUCIONA DI FRANCIA PER GLI “IMPRESENTABILI” PIAZZATI IN LISTA, TRA ANTISEMITI E RAZZISTI - CADE LA PRIMA TESTA: SI DIMETTE IL DIRETTORE GENERALE DEL RN, GILLES PENNELLE, FEDELISSIMO DI MARINE, ORGANIZZATORE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE...

1 - FRANCIA, NUOVA INDAGINE DELLA PROCURA SU LE PEN: "FINANZIAMENTI ILLECITI NELLA CAMPAGNA DEL 2022"

Estratto dell’articolo di Anais Ginori per www.repubblica.it

 

marine le pen - meme by carli

Un nuovo colpo per Marine Le Pen. La procura di Parigi ha aperto un'indagine giudiziaria sul sospetto di finanziamento illecito della campagna della leader dell'estrema destra durante le elezioni presidenziali del 2022. [...]

 

L'indagine giudiziaria sul sospetto di finanziamento illecito della campagna per l'Eliseo di due anni fa è stata aperta il 2 luglio, dopo una segnalazione dello scorso aprile della Commissione nazionale per i conti delle campagne elettorali e il finanziamento politico, secondo quanto appreso da BftmTv che ha dato la notizia.

 

marine le pen

Le regole per le campagne presidenziali prevede che i candidati dei vari schieramenti non superino un limite di spesa stabilito dalla legge.

 

La commissione nazionale è incaricata di esaminare quindi i conti elettorali di ciascun candidato per vedere se è rimasto nei limiti. Se i candidati hanno rispettato le regole stabilite, lo Stato rimborsa loro una parte delle spese elettorali. Ma se i candidati non rispettano le regole, la Commissione può "riformare" il loro conto elettorale, ridurre il rimborso concesso dallo Stato e, se necessario, intraprendere azioni legali per indagare.

 

marine le pen jordan bardella - financial times

È su questa base che è stata fatta una segnalazione alla Procura di Parigi.Inchieste del genere sono già state aperte in passato. Molti ricordano per esempio l'inchiesta sulla campagna elettorale di Nicolas Sarkozy. Ma questa nuova inchiesta si aggiunge al processo che la leader del Rn dovrà affrontare a fine settembre: è accusata, insieme al padre e altri esponenti del Rn, di aver pagato con fondi dell'Unione europea assistenti parlamentari che però lavoravano per il suo partito in Francia, tra il 2004 e il 2016.

 

Intanto, il direttore generale del Rn, Gilles Pennelle, si è dimesso all'indomani del voto in Francia. Eletto deputato europeo un mese fa, Pennelle è stato il principale artefice del cosiddetto "Piano Matignon", ovvero la parte organizzativa e logistica che avrebbe dovuto portare il Rn alla conquista dell'Assemblea Nazionale e poi del governo. La disastrosa scelta di molti candidati, additati per commenti di carattere razzista, antisemita o complottista, o semplicemente incapaci di parlare in un dibattito tv, hanno invece dimostrato il fallimento di questo piano [...]

 

2 - LE PEN-BARDELLA, ARIA DI RESA DEI CONTI

Estratto dell’articolo di A. Cop. per il “Corriere della Sera”

 

marine le pen jordan bardella

Tempo di «fare un bilancio», scrive Marine Le Pen su X; «i risultati non sono quelli che speravo», ammette Jordan Bardella. Che l’ora del delfino sia scaduta? Qualcuno già lo pensa, voci interne al Rassemblement national raccolte dal giornale Politico immaginano una resa dei conti in cui è il giovane volto di queste legislative a pagare il prezzo della mancata vittoria. A gennaio la grande madre del partito dichiarava di aver voluto dargli «un’occasione» affidandogli la presidenza della sua creatura. Occasione sprecata?

 

marine le pen jordan bardella - elezioni in francia

Eppure Bardella ha appeal, ammettono gli osservatori, ha tirato al partito un elettorato mano anziano, ha rassicurato con il doppiopetto e i capelli ben pettinati, ma ha anche iniettato energia. E se fosse la maestra a venir scalzata dall’allievo? Più fresco, meno compromesso, critico con i legami russi («un’ingenuità nei confronti delle mire di Putin»), all’apparenza più intransigente con le «pecore nere» dalle derive xenofobe.

 

 

Lui ha sempre negato questa ambizione. «Non sarò il Macron di Marine Le Pen», non farò quello che l’attuale presidente ha fatto al suo predecessore e mentore François Hollande: lo sgambetto. A maggior ragione che il partito funziona meglio con il tandem: lei che segna la continuità, lui che marca il rinnovamento.

 

marine le pen 2

Lei che scrive: «L’avanzata in due anni è stata incredibile e rende inevitabile la nostra vittoria a breve termine». Lui che davanti alla sede di Rn dichiara: «Ogni giorno che passa ci avviciniamo al potere». Con lo sguardo puntato alle presidenziali del 2027.

 

Se c’è però un mea culpa da fare, al netto di un sistema elettorale e di un meccanismo di desistenze che li ha penalizzati, è sulla combriccola di candidati al Parlamento che si è dimostrata inadeguata. Gaffe, impreparazioni, scivolate, in molti casi la campagna sul terreno è stata fatta col volto dei due leader e i rappresentanti locali tenuti in ombra, perché imbarazzanti. E questa mancanza di professionalità della squadra è anche responsabilità di Bardella.

marine le pen dopo la vittoria al primo turno delle elezioni legislative

 

«Nonostante il maquillage di questi anni — scrive il direttore Jerome Fenoglio nell’editoriale di Le Monde di ieri — il Rassemblement national resta un partito di estrema destra, che ha svelato una schiera di candidati antisemiti, razzisti, omofobi, per nulla preparati al ruolo a cui ambivano. E che ha rivelato un programma che resta centrato sulla discriminazione, la stigmatizzazione, il rifiuto di categorie intere della popolazione». […]

 

3 - L’AMARO DAY AFTER DELL’ESTREMA DESTRA BARDELLA PUNTA IL DITO SUGLI IMPRESENTABILI

Estratto dell’articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica”

 

MARINE LE PEN - JORDAN BARDELLA - EMMANUEL MACRON - MEME BY EDOARDO BARALDI

Musi lunghi e capi cosparsi di cenere. È stato faticoso, il “day-after” dopo la disfatta di domenica. Il partito di Marine Le Pen è arrivato terzo contro ogni pronostico. E rimarrà ancora una volta fuori dai palazzi, lontano dal potere, grazie al patto di desistenza dell’arco costituzionale francese. […]

 

Dopo aver tuonato domenica contro l’“accordo del disonore” di macronisti e della sinistra, il capo di Rassemblement national, Jordan Bardella è stato il primo ad analizzare la sconfitta: «Mi prendo una parte di responsabilità » della “disfatta” del partito, ha dichiarato. E poi ha messo subito il dito nella piaga. Ci sarà bisogno di «rivedere le scelte » su «un certo numero di candidati», ha ruggito.

 

Nomi che hanno fatto il giro del mondo, nell’ultimo scampolo della brevissima campagna elettorale francese.

marine le pen jordan bardella

Come dimenticare Ludivine Daoudi, immortalata con un berretto da sottufficiale della Luftwaffe nazista. O Paule Veyre de Soras, che ha cercato di allontanare da sé ogni sospetto di razzismo ricordando il suo “dentista musulmano” e il suo “oculista ebreo”. O Laurent Gnaedig, secondo il quale il negazionismo di Jean-Marie Le Pen, il padre di Marine condannato a più riprese per il suo violento antisemitismo, «è un dettaglio». […]

 

E al di là delle ombre nazi, molti candidati si sono prodotti in spettacolari prove di ignoranza, come Estelle Chevallier, secondo cui viviamo ancora nella «seconda era glaciale» o il negazionista climatico René Lioret che sostiene che il vaccino anti-Covid faccia venire il cancro.

 

manifesti elettorali di bardella e le pen strappati

Nelle scorse settimane Mediapart e Libération ne avevano scovate decine di “pecore nere” tra i candidati di Rn. Figure che dimostrano ancora una volta, dopo decenni che prova a conquistare addirittura l’Eliseo, quanto sia impreparato il partito di Le Pen a governare una delle più importanti potenze economiche e militari del continente, e l’unica dell’Unione a possedere la bomba atomica.

 

E a poche ore dalle elezioni, Marine Le Pen si era pure concessa a Christiane Amanpour sulla Cnn. E all’incalzante domanda sui candidati impresentabili aveva risposto, irritata, che «abbiamo dovuto trovare mille candidati in 48 ore».

 

È chiaro che la discussione interna sulla débâcle dei candidati non potrà non danneggiare anche la padrona immarcescibile del partito.

 

marine le pen jordan bardella

[…]  Bardella ha già promesso che farà pulizia degli impresentabili, Le Pen ha spiegato alla Cnn che saranno portati davanti alla commissione del partito ed eventualmente cacciati. Ma la vera nemesi, per il partito che aveva espulso l’ultradestra Afd dagli Identitari a Bruxelles per le frasi dello spitzenkandidat Krah sulle Ss, si ritrova a fare la stessa implacabile analisi delle proprie liste elettorali della leader dei tedeschi, Alice Weidel: «Dobbiamo fare una riflessione sui candidati», aveva ammesso a più riprese, dopo gli scandali che hanno travolto quelli più in vista. [...]

MILITANTI DEL RASSEMBLEMENT NATIONAL

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?