campidoglio virginia raggi nicola zingaretti enrico letta giuseppe conte carlo calenda

LETTA & CONTE, LA FESTA APPENA INIZIATA CORRE IL RISCHIO DI FINIRE IN UN LETTAMAIO - IL PROBLEMA VERO CHE ANGOSCIA E UNISCE CONTE E LETTA SI CHIAMA ROMA, MILANO, TORINO, NAPOLI, BOLOGNA. I DUE NEO SEGRETARI SI STANNO RENDENDO CONTO DI UN FATTO: L'ACCORDO TATTICO TRA IL PD E IL M5S HA UNA VERIFICA ELETTORALE IL PROSSIMO 22 OTTOBRE - LE AMMINISTRATIVE, CARICHE DI QUASI DUE ANNI DI PANDEMIA, CON UNA VACCINAZIONE A CAZZO DI CANE, POSSONO TRASFORMARSI PER I DUE MAGGIORI PARTITI DI CENTROSINISTRA IN UNA CATASTROFE POLITICA E PER LETTA-CONTE IN UN DISASTRO PERSONALE

ENRICO LETTA GIUSEPPE CONTE

DAGOREPORT

Etica pubblica, onestà privata, lotta alla mafia e alle diseguaglianze, giustizia e transizione ecologica. Tanta fuffa che non fa un partito. La pochette con le unghie non ha cinguettato una parola su Rousseau, alleanze strategiche, amministrative e collocazione internazionale. Il casino sul limite del doppio mandato l’ha appena sfiorato. No, non si tratta della consueta attitudine dello schiavo di Casalino a rimandare tutto. In realtà, Conte non ha una chiara idea di ciò che deve dire, di ciò che deve fare. Come l’Ambra teleguidata da Boncompagni, aspetta che si svegli Grillo.

giuseppe conte beppe grillo luigi di maio 1

 

enrico letta giuseppe conte 1

In tutto questo tempo che è trascorso dall’incoronazione di Grillo Supremo, l’ex premier per caos non è riuscito a metter giù uno statuto – un lavoro per cui bastano 48 ore. Il poverino, che già si è pentito di non aver avuto il coraggio di far un suo partito, ha bisogno di capire dove parcheggiare la nomenklaura che il limite dei due mandati manda ai giardinetti: i Di Maio, le Taverna, i Fraccaro, i Buffagni, gli Spadafora, etc., piuttosto incazzati di essere stati trattati da ciucci dall’Avvocato di Padre Pio: “La regola dell'uno vale uno è fondamento di democrazia, ma quando si tratta di assumere responsabilità istituzionali occorrono persone con specifiche competenze”. Tiè! prendi e torna a casa.

raggi e di battista

 

Ma il problema vero che angoscia e unisce Conte e Letta si chiama Roma, Milano, Torino, Napoli, Bologna. I due neo segretari si stanno rendendo conto di un fatto: la politica di questo “riavvicinamento”, accordo tattico, tra il PD e il M5S, ha una verifica elettorale il prossimo 22 ottobre. Le amministrative, cariche di quasi due anni di pandemia, con una vaccinazione a cazzo di cane, possono trasformarsi per i due maggiori partiti di centrosinistra in una catastrofe e per Letta e Conte in un disastro personale.

gualtieri letta

 

Letta si è sparato qualche sondaggio e ha capito che Roberto Gualtieri conta quanto il due di coppe quando a briscola governa bastoni. Il preferito è quel bamba di Zingaretti ma il presidente della regione Lazio non ne vuole sapere. Non rimane che Carlo Calenda che però non si fida delle primarie e soprattutto detesta i grillini, ben ricambiato. 

 

zingaretti calenda

Riuscirà Lettanipote a convincere il vispo Carletto (“Mi può fermare solo Totti”) a trattare con gli orfani della Raggi, la quale intende ricandidarsi ad ogni costo, anche con una lista civica guidata dal turbolento Di Battista? Comunque, l’unico che secondo i sondaggi garantirebbe il Campidoglio è Zinga, quindi verrà messo alle strette, ma c’è tangibile il rischio di lasciare la Regione al centrodestra.

 

Una matassa molto complicata anche a Milano, dove Beppe Sala, senza chiedere il permesso a nessuno, si è apparentato con i suoi cari con i Verdi europei, in gran spolvero in Germania. Che fa Letta-Letta, appoggia il Verde a misura Duomo? Ancora non si è espresso sulla città più nevralgica d’Italia: meglio trastullarsi con risibili restyling femministi.

 

guido saracco chiara appendino 1

A Torino, quelli del PD sono arrivati al punto di non ritorno di pensare a ricandidare la reliquia di Chiamparino. A quel punto, Enrichetto è ritornato alla carica con il rettore del Politecnico, Guido Saracco, gradito anche dai grillini dell’Appendino (destinata a fare il vice di Conte; ma Saracco a suo tempo aveva già ringraziato: “preferirei di no”. Mentre sul favorito Stefano Lo Russo pesa il no dell’Appendino, Letta pensa di far correre Mauro Berruto, ex ct della nazionale di pallavolo, chiamato da Letta nella sua segreteria. 

beppe sala

 

A Napoli, la musica stonata non cambia: si è autocandidato l’antico Bassolino con una lista civica, appoggiato da Goffredone Bettini, proprio mentre Sotti-Letta è in trattative con Conte per candidare Roberto Fico che, in caso di vittoria, liberebbe per un Franceschini la poltrona di presidente della Camera, da una parte. 

 

VINCENZO DE LUCA ANTONIO BASSOLINO

Dall’altra, in virtù del limite del secondo mandato, la poltrona di sindaco eviterebbe a Fico di finire tra i disoccupati napoletani. Un Fico indigeribile per ‘O Sceriffo della Campania Vincenzo De Luca, che detesta i 5Stelle sia come grilli che come esseri umani. Allora Enrichetto si è ricordato delle sue radici democristiane e, come digestivo, ha fatto felice il terribile Vincenzino piazzando il figlio prediletto Piero alla vicepresidenza del gruppo parlamentare della Camera.

 

In tutte le città, Bologna compresa, che andranno alla prova elettorale di ottobre, finora, non c’è un candidato comune per i sinistrati lettiani e grillini con pochette. Un Lettamaio.

LUIGI DI MAIO PAOLA TAVERNA

 

la sindaca raggi foto di bacco (1)

 

fico fassino franceschini

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...