francesco lollobrigida alveare api

A LOLLO NON GLIENE VA BENE UNA – LE 50 MILA API CHE SI TROVAVANO NELL'ALVEARE ALLESTITO SUL TETTO DELLA SEDE DEL MINISTERO DELL’AGRICOLTURA SONO MORTE: FATALE L’INVASIONE DI VESPE E CALABRONI – LO SCORSO 20 MAGGIO IL COGNATO D'ITALIA AVEVA ANNUNCIATO IN POMPA MAGNA IL PROGETTO “APINCITTÀ” ESALTANDO L'ALLESTIMENTO DELL'"ALVEARE TRICOLORE" TUTTI I GUAI DI LOLLOBRIGIDA: LASCIATO DA ARIANNA MELONI E, DA GIUGNO, SENZA CAPO UFFICIO STAMPA…

Estratto dell’articolo di Simone Canettieri per “Il Foglio”

 

francesco lollobrigida - alveare sul tetto del ministero dell agricolttura

Le api custodite sul tetto del ministero per il progetto "Apincittà" sterminate da altri insetti la scorsa settimana. Ironia e presagi sull'ex cognato d'Italia che non trova un comunicato. Migliaia di api dentro tre arnie con i colori dell’Italia – ovviamente – sterminate da sciami di vespe orientalis e calabroni. E’ la sorpresa, non proprio al miele, con la quale ha dovuto fare i conti Francesco Lollobrigida la scorsa settimana, quando l’attività del suo ministero è rientrata nel vivo.

 

[…] “Tuteliamo le api. Per noi, per la natura, per le future generazioni”, aveva detto lo scorso 20 maggio in occasione della giornata mondiale dedicata all’insetto operoso. “E’ come il simbolo del mio ministero”, aveva aggiunto Lollobrigida mostrando un vasetto di miele “Masaf”. Qualcosa però è andato storto all’ex compagno di Arianna Meloni.

 

alveare sul tetto del ministero dell agricolttura

Per motivi che imbarazzano lo staff del ministro, tra fine agosto e i primi di settembre, chi è salito sul tetto del dicastero si è trovato davanti alla scena che si è prestata a maligne interpretazioni politiche. Tutte le api erano morte – c’è chi parla addirittura di 50 mila esemplari – e intorno alle arnie svolazzavano, satolli e minacciosi, vespe e calabroni.

 

[…]  Un incidente, di cui nessuno vuole parlare, che segna forse la fine di un progetto nato nel 2023 e ripetuto appunto lo scorso maggio. Con una serie di metafore e simbologie spiegata dal fautore dell’alveare ministeriale. Di “come la politica deve dare l’esempio per essere operosa”, si vede in un video Instagram che termina con la bella cucchiaiata di miele assaggiata da Lollobrigida.

 

LOLLOBRIGIDA - SANGIULIANO - GIAMBRUNO - MEME

Il ministro di Fratelli d’Italia da quando l’ex compagna e sorella della premier ha annunciato la loro separazione a questo giornale è scomparso dai radar. Pochissime uscite pubbliche, zero interviste a giornali e tv. E’ concentrato, anima e core, sul G7 dell’Agricoltura che si svolgerà dal 21 al 29 a Siracusa e che sarà aperto da Giorgia Meloni.

 

[…]  In verità i problemi sembrano non mancare all’ex cognato d’Italia, come lo chiamano i detrattori. Il primo riguarda proprio la comunicazione, componente fondamentale di chi governa. […] Bene, da quando lo scorso 11 giugno si è dimesso – senza tergiversare e con un tempismo non banale visti casi ben più eclatanti – il capo ufficio stampa Paolo Signorelli non si trova più chi vuole sostituirlo.

 

LA SEPARAZIONE TRA ARIANNA MELONI E FRANCESCO LOLLOBRIGIDA

La casella, lasciata libera dal giornalista per vecchissime chat con l’ex narcocapo ultras Diabolik, continua a essere vuota. Ed evidentemente anche gli sviluppi politici personali di Lollobrigida non sembrano attirare professionisti della comunicazione. Uno stallo che ha spinto il ministero ad appaltare all’esterno la gestione mediatica del G7 all’esterno. Alla società specializzata in consulenze strategiche e relazioni istituzionali per le aziende “Comin & partners”.

 

Il contratto  è stato firmato ieri. Per il G7 dell’Ambiente, organizzato dal ministro di Forza Italia Gilberto Pichetto Fratin, la stessa società si è occupata della comunicazione istituzionale del coordinamento informativo per un impegno di spesa, si legge nel decreto consultato dal Foglio, “di 146.400 euro più Iva”.

 

francesco lollobrigida paolo signorelli

Per Lollobrigida si è trattato di una scelta obbligata, quella di rivolgersi all’esterno, in attesa di trovare figure interne che si vogliano occupare della sua comunicazione. Lavoro non semplice e molto impegnativo, se si ripercorrono questi due anni, vissuti pericolosamente dal ministro di Fratelli d’Italia.  [...]

francesco lollobrigida - alveare

 

PAOLO SIGNORELLI FRANCESCO LOLLOBRIGIDA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…