conte di maio

LUIGINO, SVEGLIA: “GIUSEPPI” CONTE SI VUOLE PAPPARE IL MOVIMENTO - IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO HA LANCIATO L’OPA SUL M5S SFRUTTANDO L’INSOFFERENZA DEI GRILLINI PER LA GESTIONE DI MAIO - LE ACCUSE ALLA LEGA SUI FONDI RUSSI PROPRIO MENTRE IN TRANSATLANTICO RIMBALZANO RUMORS PIÙ O MENO ATTENDIBILI SU POSSIBILI INCHIESTE IN SONNO IN QUEL DI MILANO…

Adalberto Signore per “il Giornale”

 

giuseppe conte luigi di maio

La presa di distanza non è solo politica, ma addirittura fisica. L'ennesimo solco in una maggioranza che a nemmeno un mese dalla fiducia del Conte 2 è già sull' ottovolante. Seppure in via informale, infatti, Maria Elena Boschi ha chiesto al presidente della Camera Roberto Fico che il neonato gruppo parlamentare renziano Italia viva possa sedere nella zona centrale dell'emiciclo. Il che, tradotto, significa lontano dal Pd. Matteo Renzi, insomma, vorrebbe che i suoi finissero a fianco a Forza Italia, schiacciando di fatto il gruppo del M5s verso i dem.

 

Una rappresentazione plastica dei nuovi equilibri della maggioranza, con Italia viva che sembra volere avviare un cammino di lento distacco. Come andrà a finire è tutto da vedere - perché la richiesta avanzata dalla Boschi è ancora ufficiosa e perché sia Forza Italia che Fdi avrebbero già fatto sapere a Fico di non essere d'accordo - e il tema sarà oggetto di discussione nel prossimo ufficio di presidenza della Camera. Ma certo, ci sono pochi dubbi su quale sia la strada intrapresa da Renzi che, non a caso, ci tiene a sottolineare che Italia

giuseppe conte luigi di maio 2

viva non si presenterà alle prossime Regionali in Umbria (il 27 ottobre) e Emilia-Romagna (il 26 gennaio). Come a dire che l'accordo con il M5s lo lascia tutto al Pd.

 

È in questo clima che Giuseppe Conte continua la sua corsa verso la leadership. Dopo avere trascorso 14 mesi a fare il notaio dei suoi burrascosi vicepremier - Luigi Di Maio e Matteo Salvini - l'autoproclamato «avvocato del popolo» sembra averci preso gusto a stare sotto le luci della ribalta.

 

dario franceschini

Da Malta presenta il «piano europeo contro l'immigrazione», da New York lancia un «patto contro l'evasione con gli italiani onesti» e infine affonda sul leader della Lega che dovrebbe «con urgenza fare chiarezza» sui presunti fondi russi arrivati nelle casse della Lega. Un j'accuse che arriva proprio mentre in Transatlantico rimbalzano rumors più o meno attendibili su possibili inchieste in sonno in quel di Milano. Un Conte, dunque, completamente trasformato. Forte del basso profilo fin qui scelto dal capo delegazione dem al governo, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. E delle cattive acque in cui versa il suo omologo grillino, il ministro degli Esteri Di Maio.

 

L'insofferenza nel Movimento verso la sua leadership, infatti, è ormai tangibile e in molti - persino ai piani alti di largo del Nazareno - temono che la bomba possa esplodere con conseguenze imprevedibili. Il premier sembra esserne ben conscio, ma si guarda bene dal solidarizzare con il suo ex vicepremier.

 

D'altra parte, è stato proprio Di Maio a fare di tutto per sabotare la nascita del Conte 2 e questo difficilmente gli sarà perdonato. Non è un caso che i rapporti tra i due siano piuttosto tesi e che il presidente del Consiglio - a differenza del passato - si guardi bene dal consultarsi con lui prima di fare o dire qualcosa. Come è accaduto sulla proposta di tassare le bibite gassate, idea seccamente respinta da Di Maio dopo che Conte l'aveva già avallata.

 

DI MAIO SALVINI CONTE

Come è nelle umane cose - e quindi anche in quelle della politica - il premier è deciso a ritagliarsi un suo ruolo che, necessariamente, passa per un netto ridimensionamento di Di Maio. Così, se il leader grillino è percepito come l'uomo dell' accordo con la Lega, Conte decide di strizzare l' occhio all'ala sinistra del Movimento con il piano per ridurre l'evasione limitando l'uso del contante, vecchio cavallo di battaglia del centrosinistra. E lo fa da New York, proprio mentre a Roma il ministro degli Esteri è messo sotto processo dall' assemblea dei senatori grillini, decisi a commissariare un leader accusato di preoccuparsi solo della sua poltrona.

 

È nei fatti, dunque, che Conte si sta proponendo come la leadership naturale di un M5s che sembra muoversi verso il Pd. Non solo a livello di governo nazionale, ma anche sul territorio con l'accordo di Umbria e la trattativa in corso in vista delle regionali in Emilia-Romagna e in Calabria (lì si voterà tra il 24 novembre e il 26 gennaio, ma la data ancora non c' è).

andrea crippa

 

E in questo scenario va inquadrato anche il corteggiamento sfrenato della Lega ai parlamentari grillini che si muovono sulla fascia destra del campo. Trattativa di cui ha candidamente parlato ai microfoni di Radio radicale lo stesso Salvini, a certificazione di quanto il momento sia complesso e confuso visto che ancora 48 ore fa l'ex ministro dell'Interno ripeteva pubblicamente che solo il vincolo di mandato «potrà salvarci da traditori e voltagabbana che non rispettano il mandato elettorale». Invece, secondo il vicesegretario della Lega Andrea Crippa, i potenziali transfughi sarebbero «almeno una ventina». Anche se nel Movimento, a ieri sera, i ben informati ne contavano solo tre o quattro (un deputato e massimo tre senatori).

Ultimi Dagoreport

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”