mario draghi mandraghi mandrake

MA CHI SEI, MAN-DRAGHI? SUPERMARIO PIACE GIÀ PIÙ DEL CONTE-CASALINO E IL 52% LO VUOLE FINO AL 2023 – LA MAGGIOR PARTE DEI CITTADINI SPERA CHE L'EX PRESIDENTE BCE ARRIVI AL TERMINE DELLA LEGISLATURA - GRADIMENTO DEI LEADER: MALE RENZI E I LEADER DEL M5S, DA GRILLO A DI MAIO FINO A DI BATTISTA. E “GIUSEPPI”, ORA CHE LASCIATO PALAZZO CHIGI, RIUSCIRA’ A MANTENERE ALTO IL GRADIMENTO OPPURE IL SUO CONSENSO E’ DESTINATO A SGONFIARSI COME UN SOUFFLE’ ? IL SONDAGGIONE DI ILVO DIAMANTI

Ilvo Diamanti per la Repubblica

 

mandraghi

Nuovo anno, nuovo governo. Guidato da Mario Draghi. Una scelta che potrebbe ottenere una larga base di consensi, non solo in Parlamento, ma fra i cittadini, come emerge dal sondaggio condotto nei giorni scorsi da Demos per l'Atlante Politico di Repubblica . Si tratta di una svolta difficile da prevedere, solo un mese fa, in quanto Giuseppe Conte sembrava disporre, ancora, della maggioranza, in Parlamento.

 

E soprattutto fra i cittadini, come emergeva dai sondaggi d'opinione condotti dai principali istituti demoscopici. Invece, in poche settimane, anzi, in pochi giorni, tutto è cambiato. Conte ha dovuto dimettersi, dopo aver verificato ostacoli e difficoltà, sul cammino della conferma. Soprattutto da parte di Matteo Renzi e del suo "partito personale", Italia Viva. Che ha un peso limitato, sul piano elettorale, ma non in Parlamento. Così oggi ci troviamo a ragionare su un nuovo - possibile, anzi probabile - governo.

MARIO DRAGHI

 

Guidato da Mario Draghi, già a capo della Banca d'Italia e della Bce. Una scelta dettata dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per garantire, al Paese, una guida politica autorevole. Di fronte ai cittadini e alla Ue. Per questo è lecito definirlo "governo del Presidente". Perché affidato dal "Presidente" della Repubblica al "Presidente" della Bce, in carica fino a un anno e mezzo fa. Nonostante si tratti di un "soggetto nuovo" e non particolarmente noto all'opinione pubblica, questa scelta, secondo il sondaggio di Demos, è condivisa da oltre due terzi dei cittadini (intervistati).

 

MARIO DRAGHI CON IL FACCIARIO

Distribuiti in misura diversa, in base all'orientamento politico, ma comunque maggioritario. Soprattutto fra gli elettori del Pd. Dove raggiunge l'85%, cioè, quasi la totalità. Tuttavia, sfiora il 70% anche nella base della Lega e dei Fratelli d'Italia, probabilmente appagati dalle dimissioni di Conte. Nonostante le perplessità dei gruppi dirigenti e la posizione apertamente contraria espressa da Giorgia Meloni. Meno ampio appare il sostegno fra gli elettori di Forza Italia e, ancor più (meno), del M5S. Internamente diviso, tanto più dopo le dimissioni Conte.

 

Nel complesso, il gradimento dei cittadini nei confronti di Draghi appare altissimo: 71%. Ma è interessante sottolineare anche il grado di fiducia verso Conte, apprezzato da quasi due terzi degli italiani. In fondo alla graduatoria, invece, incontriamo Matteo Renzi, l'artefice della "sfiducia", che pare essersi ri-volta contro di lui. Come verso i leader del M5S, da Grillo a Di Maio, da Crimi a Di Battista. In alto, nella graduatoria, dopo Conte, vi sono il ministro Roberto Speranza e il commissario europeo Paolo Gentiloni.

 

CONTE CASALINO

Entrambi in crescita significativa, per effetto dell'azione svolta in ambito sanitario e nei confronti della Ue. Due riferimenti importanti, prioritari, di questa stagione, sul piano politico. Ma, soprattutto, della vita pubblica, sociale. Personale. Appare elevato anche il gradimento verso i principali leader politici, di maggioranza e di opposizione: Giorgia Meloni, insieme a Dario Franceschini, in crescita di consensi. Come Silvio Berlusconi e Nicola Zingaretti, allineati a Matteo Salvini. Si tratta di un profilo "stabile", coerente con la personalizzazione dei partiti, a loro volta sostanzialmente "stabili", nelle stime di voto. Comunque, molto meno accreditati rispetto ai due Presidenti.

 

Attorno ai quali sembra stringersi larga parte del Paese. Per affrontare "insieme" la minaccia incombente del virus. E della crisi economica. Mentre l'artefice della crisi, Matteo Renzi, continua a intercettare pochi elettori. Non solo secondo questo sondaggio. Mario Draghi, dunque, riscuote grandi consensi e suscita grandi attese. E questo è sicuramente un vantaggio, ma potrebbe divenire un problema, nei prossimi mesi. Di fronte alle prospettive del governo, infatti, le opinioni si dividono. La maggioranza dei cittadini guarda lontano: fino alla conclusione della legislatura, comunque, oltre un anno.

GIUSEPPE CONTE – MEME

 

Ma oltre 4 italiani su 10, più vicini ai partiti di centro-destra, auspicano, invece, un "governo di passaggio". Di breve durata. Un governo di "urgenza", che affronti i problemi più "urgenti". E ci conduca a nuove elezioni. In tempi, possibilmente, stretti. Un governo ibrido. Anche nella composizione.

 

"Tecnici" e "politici" affiancati. Perché questa crisi è sicuramente "politica", indotta dalla difficoltà di costruire maggioranze "politicamente" stabili e solide. Specchio di un elettorato "politicamente" in-stabile e frammentato. Ma la crisi riflette, al tempo stesso, l'insicurezza che pervade e agita la società, minacciata dal virus e dalla crisi economica. La figura di Draghi, per questo, è vista con largo favore, perché combina entrambi i requisiti richiesti dai cittadini per guidare il Paese.

 

È un "tecnico", ma, al tempo stesso, un "politico". Un presidente Tecno-Politico, che risponde alla domanda, crescente, nell'ultimo anno, di un "Capo" autorevole. Del quale fidarsi. Al quale af-fidarsi. Prima di rassegnarsi alla "resa dei conti" elettorale. Una "resa", appunto, che riaprirebbe divisioni e conflitti. Senza certezze. Perché oggi l'unica certezza, per l'Italia, è che siamo un Paese senza certezze.

ivan draghi

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…