MA È POSSIBILE CHE NEL FONDO COVID CREATO PER AIUTARE LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE CI SIANO SOLO 4 MILIARDI? LA BOZZA DELLA MANOVRA: DALL’ASSEGNO PER I FIGLI ALLE PENSIONI, CONFERMATE LE MISURE APPROVATE (SALVO INTESE) LO SCORSO 17 OTTOBRE. STOP AI CONTRIBUTI PER CHI ASSUME UNDER 35 AL SUD. IL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI ESTESO AL 31 MARZO. IL FONDO COVID ANDRÀ RAFFORZATO LASCIANDO CORRERE ANCORA DI PIÙ IL DEFICIT. CI SARA’ BISOGNO DI UN NUOVO VOTO A MAGGIORANZA QUALIFICATA IN PARLAMENTO…

-

Condividi questo articolo

Lorenzo Salvia per corriere.it

 

giuseppe conte roberto gualtieri giuseppe conte roberto gualtieri

A quasi un mese dall’approvazione salvo intese in consiglio dei ministri (era il 17 ottobre) il disegno di legge di Bilancio sta per arrivare in Parlamento. La bozza del provvedimento è alle limature finali e conferma le misure che erano state annunciate dopo il via libera nella riunione di governo.

 

Ci sono gli incentivi per le assunzioni dei giovani under 35, l’assegno unico per i figli che parte con 3 miliardi da luglio, il Piano Sud con gli sconti sui contributi per gli assunti nel Mezzogiorno, la proroga dell’Ape sociale, il meccanismo che consente i lasciare prima il lavoro alle categorie fragili. In tutto sono 243 articoli, anche se qualcosa è ancora da sistemare.

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

 

In realtà in un mese la situazione del Paese è cambiata parecchio, con la curva del virus che si è impennata. E quindi alcuni passaggi della manovra sono da riscrivere. In particolare l’articolo 193, quello che crea un «fondo da ripartire per il sostegno alle attività produttive maggiormente colpite dall’emergenza».

 

Dentro ci sono 4 miliardi di euro, chiaramente insufficienti ad attutire il colpo che ci sarà in tutto il 2021 visto che quella somma non raggiunge nemmeno il totale degli ultimi due decreti «ristori», che coprono solo pochi mesi. Quel fondo andrà dunque rafforzato lasciando correre ancora di più il deficit. Con un nuovo voto a maggioranza qualificata in Parlamento, in arrivo nei prossimi giorni.

 

ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

 

Condividi questo articolo

politica

CONTE, LA CONTA NON TORNA - SE TUTTO VA BENE IL VOLPINO DI PALAZZO CHIGI ARRIVERÀ A 155-156 VOTI AL SENATO, E AVRÀ LA MAGGIORANZA SOLO GRAZIE ALL’ASTENSIONE DI “ITALIA VIVA” - UN GOVERNICCHIO CON QUESTI NUMERI NON PUÒ REGGERE SUL LUNGO PERIODO, SENZA CONSIDERARE CHE TRASCINARE PER SETTIMANE LE TRATTATIVE CON I TRANSFUGHI RISCHIA DI FAR INCAZZARE ANCORA DI PIÙ I CITTADINI. ALLARGARE LA MAGGIORANZA SENZA RENZI È COMPLICATO, ANCHE PERCHÉ L’UNICA STRADA ACCETTATA DAL PREMIER AL MOMENTO È UN CONTE-TER SENZA DIMISSIONI (SE LE RASSEGNASSE, RISCHIEREBBE DI FINIRE SUBITO IN PELLICCERIA)

QUI RADIO COLLE, PARLA MARZIO BREDA: “LA SORTE DEL GOVERNO, E L'OBBLIGO DEL QUIRINALE A GESTIRE LA CRISI, DIPENDERÀ DA QUELLO CHE CONTE DIRÀ TRA OGGI E DOMANI IN PARLAMENTO. E ANCHE DA COME LO DIRÀ. QUI NASCE IL PUNTO INTERROGATIVO CHE INQUIETA PURE IL QUIRINALE: COME PARLERÀ CONTE A RENZI? SI TAGLIERÀ I PONTI DIETRO LE SPALLE, RIVOLGENDOSI AL SENATORE DI FIRENZE CON L'ASPREZZA CHE USÒ VERSO SALVINI, IL 20 AGOSTO 2019? O RICORRERÀ A QUALCHE ASTUZIA RETORICA PER TENERE LA PORTA APERTA A UN'IPOTETICA COLLABORAZIONE CON IV?”