jean luc melenchon marine le pen emmanuel macron

MACRON NON FA PIU’ IL GALLO CEDRON – SGONFIATO DALLA BATOSTA ALLE LEGISLATIVE, IL TOYBOY DELL’ELISEO ABBASSA LE PENNE: “DOBBIAMO TUTTI INSIEME IMPARARE A GOVERNARE IN MODO DIVERSO. COSTRUIRE COMPROMESSI NUOVI NEL DIALOGO, NELL'ASCOLTO, NEL RISPETTO. È QUELLO CHE VOI AVETE VOLUTO E IO NE PRENDO ATTO. AL MOMENTO È ESCLUSO UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE"

poster di emmanuel macron

MACRON, AL MOMENTO È ESCLUSO UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE

(ANSA) - Dalle consultazioni con i leader dei partiti, il presidente Emmanuel Macron ha tratto la conclusione che "al momento è escluso un governo di unità nazionale". La "maggior parte" dei partiti non è d'accordo, secondo quanto annunciato in diretta tv dall'Eliseo il presidente. La strada è "la ricerca di una maggioranza più ampia e più chiara per agire".

 

emmanuel macron ballottaggio elezioni legislative

MACRON, DOBBIAMO IMPARARE A GOVERNARE IN UN ALTRO MODO

(ANSA) - "Dobbiamo tutti insieme imparare a governare e legiferare in modo diverso": lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, rivolgendosi al Paese per la prima volta dopo la sconfitta alle legislative di domenica. "Costruire compromessi nuovi nel dialogo, nell'ascolto, nel rispetto - ha detto il presidente - è quello che voi avete voluto e io ne prendo atto".

 

MACRON DOPO IL KO ELETTORALE "RIPARTIRE DAI COMPROMESSI"

Danilo Ceccarelli per “la Stampa”

 

brigitte emmanuel macron ballottaggio elezioni legislative

Messaggio ricevuto: da oggi in poi bisognerà «governare e legiferare in modo differente». Con il discorso alla Nazione di ieri sera, Emmanuel Macron ha rotto il silenzio dopo la disfatta delle ultime legislative. Dall'Eliseo, il presidente ha voluto dimostrare a tutti gli elettori di aver imparato la lezione. «L'astensione» e «le profonde divisioni» del Paese emerse con il voto di domenica non possono essere ignorate, ma adesso è necessario «costruire nuovi compromessi».

 

emmanuel macron ballottaggio elezioni legislative

Proprio quello che ha provato a fare in questi ultimi giorni ricevendo i principali leader di opposizione nel tentativo di trovare alleanze utili a ottenere una maggioranza assoluta all'Assemblea nazionale. La stessa che ha mancato per una quarantina di seggi raccogliendone solo 245 . Ora è arrivato il momento di trattare.

Un esercizio inedito per un presidente fino ad oggi poco incline al dialogo e all'ascolto. Ma le basi per degli accordi non ci sono, né tantomeno per un «governo di unità nazionale», respinto dalle opposizioni.

 

MACRON - DRAGHI - SCHOLZ A KIEV

Macron, almeno, ci ha provato. Il capo dello Stato vuole rimettere una parte di responsabilità alle opposizioni per condividere con loro il fardello dell'ingovernabilità. «È possibile trovare una maggioranza più ampia e più chiara per agire» ma adesso «spetta ai gruppi politici dire in tutta trasparenza fino a dove sono pronti ad arrivare». Tanto, ribadisce Macron, «nessuna forza politica oggi può fare le leggi da sola». Soprattutto la sua, che di riforme in cantiere ne ha fin troppe e ora rischiano di accumulare polvere nell'attesa di sbloccare la situazione.

 

EMMANUEL MACRON

Oggi Macron è a Bruxelles per la due giorni del Consiglio europeo, poi seguiranno i vertici del G7 in Germania e della Nato in Spagna. L'agenda internazionale è fitta, ma il tempo stringe e a partire da questa estate bisognerà «prendere misure di emergenza per rispondere ai bisogni del Paese». Il potere d'acquisto, prima di tutti.

 

Difficile in un simile contesto. «L'esecutivo è debole ma l'Assemblea nazionale è forte», ha tuonato pochi minuti dopo la fine del discorso presidenziale Jean-Luc Mélenchon, deus ex machina della Nuova unione popolare, ecologica e sociale (Nupes) che ha riunito i partiti di sinistra arrivando a 132 deputati. Il tribuno della gauche vuole che la premier Elisabeth Borne chieda la fiducia all'Assemblea e dia le dimissioni se non riuscirà ad ottenerla.

 

EMMANUEL MACRON VOLODYMYR ZELENSKY

Marine Le Pen, invece, nel pomeriggio faceva il suo ingresso da deputata al Palais Bourbon insieme agli altri 88 colleghi del suo partito, che andranno a costituire il gruppo più importante della sua storia. Secondo un sondaggio condotto da Elabe, il 43% dei francesi considera la leader dell'estrema destra e il suo partito come la prima opposizione all'inquilino dell'Eliseo, mentre Mélenchon e la Nupes sono dietro al 31%. Ormai accerchiato, Macron si trova costretto a patteggiare.

Ultimi Dagoreport

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...

fabrizio corona bloom media house

FLASH – COME HA FATTO UNA SCONOSCIUTA CASA DI PRODUZIONE MILANESE COME “BLOOM MEDIA HOUSE” A PRODURRE “IO SONO NOTIZIA”, LA DOCU-SERIE SU FABRIZIO CORONA? 800MILA EURO SONO ARRIVATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI VIA TAX CREDIT, MA L'ALTRO MILIONE E 700MILA? GUIDATA DA MARCO CHIAPPA E ALESSANDRO CASATI, “BLOOM” MEDIA FINORA AVEVA PRODOTTO SOLO SPOT E UNA MANCIATA DI DOCUMENTARI “SOCIALI” IMPEGNATI TRA DROGA, FOTOGRAFIA E DISAGIO PSICHICO. COME HA OTTENUTO IL CONTRATTONE PER LA SERIE SUL PREGIUDICATO EX “RE DEI PAPARAZZI”? A PROPOSITO, DOVE SONO LE NUOVE SCOTTANTI “VERITÀ” CHE “FURBIZIO” AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE? IL 29 DICEMBRE AVEVA PROMESSO: "CI VEDIAMO A GENNAIO". QUALCUNO HA SUE NOTIZIE?

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI FINIRA' COME GIANFRANCO FINI, CON IL SUO “CHE FAI MI CACCI"? SEMBRA CHE IL GENERALE PUNTI A FORZARE LA MANO A SALVINI FINO A FARSI ESPELLERE - IL VICESEGRETARIO DELLA LEGA, IN QUOTA X MAS, NEI PROSSIMI GIORNI (FORSE GIÀ DOMANI) INCONTRERÀ IL SUO SEGRETARIO PER UN CHIARIMENTO DOPO GLI SCAZZI DELLE ULTIME SETTIMANE. CHE FARÀ L'EX TRUCE DEL PAPEETE? CACCERÀ IL MILITARE SCRIBA DEL “MONDO AL CONTRARIO”? SICURAMENTE CI SARÀ UNA "RESA DEI CONTI" - IL BAROMETRO DEL "VAFFA" DA' AL 50% L'IPOTESI DI UN ADDIO...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…