luigi di maio e bruno tabacci

DI MAIO, IL DEMOCRISTIANO A CRISTALLI LIQUIDI - AMMIRARE LUIGINO ACCANTO A TABACCI, DOPO AVERLO VISTO INNEGGIARE AI GILET GIALLI, E’ UNA GODURIA PER GLI APPASSIONATI DEL TRASFORMISMO ITALIANO - “LA STAMPA” LO FULMINA: “DI MAIO HA RINNEGATO TANTO, TROPPO, TUTTO, SENZA PAGARE UN PREZZO POLITICO. È RIMASTO SEMPRE AL GOVERNO, INDOSSANDO OGNI VOLTA LA MODA DEL MOMENTO. ORA È L'AGENDA DRAGHI, IL CENTROSINISTRA, L'ODIATO, UN TEMPO, "PARTITO DI BIBBIANO". DI MAIO SI SENTE TROPPO GIOVANE PER MORIRE POLITICAMENTE DIETRO ALLE REGOLE DEI MANDATI DI GRILLO”

Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

LUIGI DI MAIO E BRUNO TABACCI

Uno vale uno, no? Luigi Di Maio è l'Uno. Un numero infinitamente ripetibile che replica su stesso chi gli si pone accanto. Uno per tre fa sempre tre. Di Maio accanto a Grillo fa Grillo. Di Maio accanto a Draghi fa Draghi. Di Maio accanto a Tabacci fa Tabacci. In matematica è chiamato elemento neutrale, «un elemento che non modifica nulla se posto sia a sinistra sia a destra in un'operazione».

 

Uno vale uno: la parabola di Di Maio compie il destino del comandamento fondativo del M5S. Adattabile all'infinito, un numero capace di mimetizzarsi, a destra e a sinistra, perché moltiplicato per altri numeri nega sempre se stesso. Fino all'abiura del precetto biblico, pronunciata a giugno, all'indomani della scissione: «Uno vale uno non vuol dire uno vale l'altro».

bruno tabacci luigi di maio

 

Solo così puoi arrivare al ripudio del passato, con la radicalità esibita alla presentazione del suo nuovo soggetto politico: «Impegno Civico non parla agli estremisti, a chi vuole sfasciare tutto, a chi fonda la propria politica sui no. Saremo moderati». Sul palco, Di Maio nega Di Maio, ancora una volta: il capo politico degli estremisti del 2018, che volevano sfasciare tutto, della politica dei no, diventa il suo contrario. Di Maio torna a indossare la cravatta del leader che tolse il giorno in cui svestì i panni di capo politico del M5S.

luigi di maio bruno tabacci

 

E sulle note di Heroes di David Bowie svela il simbolo di Impegno Civico. Un'ape arancione e il nome del leader sotto, che scatenano l'ironia degli avversari («Vola vola vola l'Ape Maio un grillo canterino s' è svegliato. L'importante è un fiore da trovare» twitta tra tanti Giorgio Mulè di Forza Italia) per l'effetto involontario che ai creativi del logo non doveva sfuggire. L'ape è simbolo di operosità, amata da Napoleone a tal punto da portarla sul mantello e da imporla ovunque nell'araldica imperiale.

 

Nell'hangar delle Officine Farneto, in sottofondo, Bowie canta. «I, I will be king». ..«Io sarò re». Re, Di Maio, è tornato, di un piccolissimo regno. L'ape era anche nel logo di Api di Francesco Rutelli, l'Alleanza che si scisse dal Pd di cui era cofondatore, guarda un po', Bruno Tabacci. Alessandro Di Battista sbagliò solo l'erede Dc quando profetizzò che nelle sue metamorfosi l'ex amico di populismo Di Maio sarebbe finito a imitare Clemente Mastella. Invece è arrivato, puntuale, Tabacci, l'alchimista del centro sempre pronto a condividere il simbolo di Centro democratico, come un indiano la propria tenda.

bruno tabacci luigi di maio presentazione impegno civico

In Italia solo chi muore democristiano impara a risorgere.

 

Di Maio ha capito lo spirito animale della politica. È già in Pirandello: «Muoio ogni attimo io, e rinasco nuovo, e senza ricordi». La menzogna è una verità dimenticata, in un Paese che perdona tanto, una Repubblica fondata sul trasformismo. «Se qualcheduno vuole entrare nelle nostre file e accettare il mio modesto programma, se vuole trasformarsi e diventare progressista, come posso io respingerlo?» si chiedeva Agostino Depretis nel 1882. Destra e sinistra, uno vale l'altro. Di Maio ha portato agli estremi la frontiera del carattere nazionale, sin da quando teorizzò l'idea di un partito come ago della bilancia. Che sia con Lega o Pd, è lo stesso.

 

LUIGI DI MAIO BRUNO TABACCI

Di Maio ha rinnegato tanto, troppo, tutto, senza pagare un prezzo politico. È rimasto sempre al governo, indossando convintamente ogni volta la moda del momento. Ora è l'Agenda Draghi, il centrosinistra, l'odiato, un tempo, "partito di Bibbiano". Non a caso, subito dopo la presentazione del partito, va a palazzo Chigi a cercare la benedizione del premier. Di Maio si sente troppo giovane per morire politicamente dietro alle regole dei mandati di Grillo.

 

luigi di maio bruno tabacci presentazione impegno civico

Quando ha capito che il M5S non gli avrebbe garantito più un futuro è andato via. Ma forse nessuno ha segnato quanto lui la legislatura che va a morire. Uno che a 36 anni è stato tre volte ministro, agli Esteri con una guerra in Europa, uno che ha abolito la povertà (cit.), uno che è salito sulla ruspa dei gilet gialli e ora guarda al riformismo di Emmanuel Macron, uno che aveva come consigliere Manlio Di Stefano, accolto con onore dal putiniano Russia Unita, ed è diventato fortissimamente atlantista, uno che ha chiesto l'impeachment del presidente della Repubblica e ora ascolta mite i consigli del segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti, uno che cavalcava le inchieste dei pm e poi ha espresso pentimento per la foga giustizialista, uno che è stato tutto questo in soli 5 anni - dicono amici e avversari - come fa a fare a meno della politica?

 

simbolo impegno civico il partito di tabacci e di maio

E non è solo la solita storia del bibitaro del San Paolo che non ha un lavoro a cui tornare. La politica è il suo lavoro. Come per tanti. Ma esattamente quello che non doveva essere secondo il grillino del passato. Tra la platea affollata dei tanti deputati che lo hanno seguito, la canzone di Bowie scivola verso la strofa finale: «Noi non siamo niente e niente ci aiuterà, forse stiamo mentendo».

Ultimi Dagoreport

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTI L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH! – TRUMP? PUSSA VIA! - COME MAI IL "DERAGLIATO MENTALE'' DELLA CASA BIANCA HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON "GIGIORGIA" (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? - LA TEMPISTICA NON È CASUALE: TRUMP, CHE HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DEI 17-18 MILIONI DI ITALO-AMERICANI AL VOTO DI MIDTERM, POTREBBE APPROFITTARE DELLA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON DEL 17 OTTOBRE PER UNA NUOVA "DICHIARAZIONE D'AMORE" - EVENTO CHE LA DUCETTA TEME PIU' DELLA KRYPTONITE: NEI SONDAGGI, IL 75% DEGLI ITALIANI  ATTACCHEREBBE IL TRUMPONE AL MURO - DIFATTI, E' FINITO NEL CESTINO ANCHE IL BLITZ AMERICANO DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”, PREFATO DA JD VANCE)...

renato schifani giorgia meloni

UN BEL CANNOLO PER IL CENTRODESTRA – RENATO SCHIFANI HA MINACCIATO DI DIMETTERSI SUBITO DA PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA, PER FAR SALTARE IL GIOCHINO IMMAGINATO DA PALAZZO CHIGI: ELEZIONI REGIONALI SULL'ISOLA INSIEME ALLE POLITICHE E ALLE AMMINISTRATIVE, ALL’ELECTION DAY DI MAGGIO. CON LA PROBABILE VITTORIA IN SICILIA, SI BILANCEREBBE IL “TRAINO” A SINISTRA DELLE GRANDI CITTA’ AL VOTO (MILANO, ROMA, NAPOLI, BOLOGNA, TORINO) - QUANDO HA SAPUTO CHE LA SUA SCALATA AL CSM SI E’ FERMATA, SCHIFANI E’ ANDATO SU TUTTE LE FURIE E ORA TOCCA PLACARLO CON UNA NUOVA PROMESSA, ALTRIMENTI RENATINO SI RICANDIDA E ROMPE LE UOVA NEL PANIERE A TAJANI E A TUTTO IL CENTRODESTRA - LA GIUNTA È STATA CONVOCATA PER DOMANI: ADDIO IN VISTA?

flavio bolsonaro criminalita brasile

FLASH – DALLE ALPI ALLE ANDE, PER GLI ELETTORI DI TUTTO IL MONDO LA PRIORITÀ È LA SICUREZZA! IL SUCCESSO DI BOLSONARO JR AL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN BRASILE È LEGATA SOPRATTUTTO ALLE SUE PROMESSE DI ORDINE E REPRESSIONE DELLA CRIMINALITÀ - IL SUDAMERICA È IL BUCO NERO DEL MONDO: IL 30-33% DEGLI OMICIDI MONDIALI SI CONCENTRA IN AMERICA LATINA (E IL BRASILE, CHE OSPITA QUASI LA METÀ DELLA POPOLAZIONE TOTALE DEL CONTINENTE, HA IL “RECORD” DEL 40% DEI MORTI AMMAZZATI DEL SUD AMERICA)

lavitola rossi corsini ranucci

COME ANDRÀ A FINIRE LA VERTENZA GIUDIZIARIA PER IL REINTEGRO DI RANUCCI? A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI REPORT, L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI O “SUPERMAN” SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? I PIÙ SCOMMETTONO SUL REINTEGRO: IL PROVVEDIMENTO RIPORTEREBBE COSÌ RANUCCI SULLA TOLDA DI COMANDO DI REPORT. LA REDAZIONE? SI DIMETTEREBBE IN BLOCCO HA TUONATO QUALCUNO, MA SEMBRA FOSSE UNA BOUTADE. IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI CORSINI PRIMA HA DETTO DI CONSIDERARE QUESTA EVENTUALITÀ UNA IATTURA, POI IERI HA AMMORBIDITO I TONI (“IN CASO CI ADEGUEREMO”). DEL RESTO, LUI STESSO, ALCUNI ANNI FA HA VISSUTO UNA ANALOGA VICENDA: SOSTITUITO NEL RUOLO DI DIRETTORE AL GIORNALE RADIO, RIFIUTO' LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELL'AZIENDA, FECE CAUSA MA LA RAI VINSE (E CORSINI PAGO' SALATISSIME SPESE LEGALI…)