di maio castellucci

DI MAIO IN PEGGIO – LUIGINO SOSTIENE CHE L'AZIENDA DEI BENETTON "È DECOTTA" E IL GRUPPO RINTUZZA: “ANDIAMO PER VIE LEGALI” – LA LEGA: “PRIMA DI DIRE CHE LE AZIENDE SONO DECOTTE BISOGNA AVERE IN TESTA CHE CI SONO IN BALLO MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO” - IL PD CORRE IN SOCCORSO DEI BENETTON: "SORPRENDE UN TERMINE COME 'DECOTTO' PER UN GRUPPO CON QUASI 31MILA DIPENDENTI"

matteo salvini luigi di maio

Enrico Marro per il “Corriere della sera”

 

Duro botta e risposta tra il vicepremier Luigi Di Maio e la società Atlantia, concessionaria di 2.850 chilometri della rete autostradale. È stato Di Maio a dar fuoco alle polveri, bruciando così le residue possibilità di un compromesso tra il governo e il gruppo che fa capo alla famiglia Benetton, che avrebbe visto da un lato l' esecutivo rinunciare alla revoca delle concessioni autostradali ad Atlantia in seguito al disastro del ponte Morandi e dall' altro la stessa società correre in soccorso di Alitalia.

 

Parlando in tv, a Porta a Porta , proprio della compagnia aerea da salvare, Di Maio ha sostenuto che il governo ha già trovato tre possibili acquirenti, le Ferrovie dello Stato, l' americana Delta e il ministero dell' Economia, mentre ha escluso che il quarto socio necessario per concludere l' operazione possa essere Atlantia: «Se abbiamo detto ai funerali delle vittime del ponte che revocavamo le concessioni, il giorno in cui il governo lo farà i Benetton perderanno azioni e valore».

matteo salvini luigi di maio

 

matteo salvini luigi di maio

A quel punto, ha concluso, «se mettessimo Atlantia dentro Alitalia, metteremmo in difficoltà anche Alitalia». E non ha risparmiato frecciate alla Lega che invece si è spesa per il compromesso con Atlantia: «Sulla vicenda del ponte mi sorprende che qualcuno stia con i Benetton. Se revochiamo le concessioni finisce che mettiamo dentro un' azienda decotta», ha concluso Di Maio incurante del fatto che Atlantia è quotata in Borsa e che l'inchiesta della magistratura sul ponte Morandi è ancora in corso.

LUIGI DI MAIO ALESSANDRO DI BATTISTA BY LUGHINO

 

Inevitabile e durissima la replica della società. «Le dichiarazioni del vice presidente Di Maio perturbano l' andamento del titolo Atlantia in Borsa, anticipando la presunta conclusione di un procedimento amministrativo che il ministro Toninelli ha affermato "essere ancora in corso" (il riferimento è alla eventuale "caducazione" della concessione autostradale, ndr.), e determinano gravi danni reputazionali per la società, che si riserva di attivare ogni azione e iniziativa legale a tutela dei propri interessi, dei dipendenti, degli azionisti, dei bondholders e degli stakeholders tutti.

 

Si ricorda che, sulla base del contratto di concessione in essere, ogni ipotesi di revoca - ove mai ne venissero accertati i presupposti - richiederebbe il previo pagamento del valore della concessione, nei termini contrattualmente previsti e approvati per legge.

matteo salvini luigi di maio

 

Si ricorda infine che Atlantia è leader mondiale nelle concessioni autostradali e aeroportuali, con oltre 14 mila chilometri di rete e 30 mila dipendenti nel mondo».

 

Che il conflitto sia insanabile lo dimostra la controreplica di Di Maio: «I Benetton hanno minacciato di querelarmi perché - a loro dire - le mie dichiarazioni su Alitalia potrebbero danneggiare il loro titolo in borsa.

 

I Benetton sono stati più veloci a rispondere al sottoscritto che a chiedere scusa ai familiari delle vittime di Genova. Se a questi gruppi di potere tocchi il portafogli è la fine. E se qualcuno vuole sfilarsi, problema suo». Ancora più esplicito, prima di Di Maio, era stato il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli: «Non vorrei che la Lega facesse l' avvocato dei Benetton».

luigi di maio matteo salvini

 

Ma il Carroccio non ci sta. «Prima di dire che le aziende sono decotte bisogna avere in testa che ci sono in ballo migliaia di posti di lavoro», ha replicato Matteo Salvini in tv a Dritto e Rovescio , aggiungendo che sulla tragedia del ponte Morandi «chi ha morti sulla coscienza paga e pagherà, ma non faccio il giudice». Lo stesso Salvini mercoledì a Porta a Porta , sull' ipotesi dell' ingresso di Atlantia in Alitalia aveva detto: «A me non piacciono i pregiudizi. Su Alitalia ci sono 11 mila posti di lavoro, non possiamo permetterci di portare i libri in tribunale». Dopo lo scontro sull' Ilva (resta il «no» all' immunità per ArcelorMittal, acquirente dell' Ilva, su eventuali reati ambientali), quello su Atlantia non fa che allontanare sempre di più Lega e 5 Stelle.

toscani benetton di maio

 

Si schierano contro Di Maio le opposizioni. «Sorprende che usi termini come "decotto" per un gruppo con quasi 31 mila dipendenti», dice Raffaella Paita (Pd). «Di Maio - attacca Mara Carfagna (Fi) - turba il mercato finanziario». Si appella a Giuseppe Conte il leader di Confindustria, Vincenzo Boccia: «Chiarisca a nome di tutto il governo la linea su questi delicati dossier per evitare che venga compromessa, come nel caso dell' ex Ilva, la credibilità del Paese e la certezza del diritto».

LOGO ATLANTIAfratelli benetton

Ultimi Dagoreport

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…