evasori evasione fiscale giuseppe conte

SU LE MANETTE - “GIUSEPPI” RILANCIA IL CARCERE PER I GRANDI EVASORI SUL PALCO DELLA CGIL E I GRILLINI OVVIAMENTE ESULTANO. SILENZIO ASSOLUTO INVECE DA PARTE DEL PD – È UN VECCHIO CAVALLO DI BATTAGLIA DEI CINQUE STELLE, CONVERTITI AL CONDONO DURANTE IL GOVERNO CON SALVINI - POI CI SPIEGHERANNO COME SI FA A METTERE IN GALERA I CEO DI SOCIETÀ CON SEDE IN OLANDA, LUSSEMBURGO E IRLANDA

 

 

 

Carlo Di Foggia per "il Fatto quotidiano”

 

evasione fiscale 3

Era un cavallo di battaglia dei 5Stelle. Poi è arrivato il governo con la Lega e il condono chiamato "pace fiscale". Cambiata la maggioranza, e subentrato il Pd, Giuseppe Conte prova a riaprire il capitolo, sperando in una sorte migliore. S' intende l' inasprimento delle pene per chi evade, declinato sempre con "i grandi evasori". Dopo averlo evocato alla festa della destra di Fratelli d' Italia di Atreju (beccandosi pure qualche fischio), il premier lo ha ribadito ieri a Lecce, sul palco insieme a Maurizio Landini per le "Giornate del Lavoro" della Cgil.

MAURIZIO LANDINI GIUSEPPE CONTE

 

Davanti a una platea certo meno ostile, Conte ha tracciato una linea in vista della manovra. Sul fisco ha spiegato che la stagione dei condoni deve finire: per lui le definizioni agevolate sono "una 'una tantum'" perché "non posso diventare parte integrante della disciplina fiscale". "Chi sbaglia deve pagare", ha detto prima di dirsi "favorevole a pene detentive per i casi di conclamata e grave evasione". Non poteva mancare la necessità di "alleggerire la pressione fiscale". Anche se "non abbiamo molte risorse", ha premesso, "già quest' anno stiamo lavorando per dare un segnale significativo sul cuneo fiscale".

GIUSEPPE CONTE MAURIZIO LANDINI

Insomma, lo spazio per grandi interventi è quel che è.

 

Per questo, provvedimenti dal forte impatto mediatico possono essere utili al governo. I 5Stelle, ovviamente, rilanciano. "Ogni tanto qualcuno prova a insinuare che abbiamo cambiato idea sui grandi evasori! No, per nulla", replica il viceministro all' Economia Laura Castelli ( M5S ) alle indiscrezioni apparse sui giornali. Dal Pd silenzio assoluto.

 

laura castelli

L' uscita del premier - che oggi sarà a New York con Di Maio per l' assemblea delle Nazioni Unite - non è però peregrina. Lo stesso programma di governo M5S-Pd prevede "l' inasprimento delle pene, incluse quelle detentive, per i grandi evasori". Non è chiaro, però, cosa s' intenda. Per cifre assi elevate, il carcere è già previsto.

 

evasione fiscale

Ma dopo le riforme degli ultimi anni, i ritardi degli accertamenti a causa delle risorse esigue della macchina fiscale e il rischio prescrizione il panorama vede un esiguo numero di condanne ed è assai difficile trovare detenuti per reati tributari. Nel 2015, poi, la riforma fiscale del governo Renzi ha aumentato le soglie che fanno scattare il penale per i reati di infedele e omessa dichiarazione da 50 mila a 150 mila euro e per l' omesso versamento Iva da 50 mila a 250 mila. L' ex premier, ora quarto attore della maggioranza, difficilmente darà l' assenso a un ritorno alle vecchie norme.

 

evasione fiscale 2

Già nel governo gialloverde i 5Stelle avevano promesso un intervento - peraltro previsto dal contratto con la Lega - poi saltato in cambio dell' addio alla versione potenziata della pace fiscale (che comprendeva, in parte, anche le frodi). Il premier vorrebbe inserirlo all' interno di una riforma del sistema fiscale che giudica "iniquo e inefficiente". In parte potrebbe entrare in un decreto fiscale collegato alla manovra.

salvini renzi

 

Al momento, però, non c' è una traccia concreta sulla strada che si vuole intraprendere.

L' unica risale a novembre 2018, al blitz tentato dal M5S con un emendamento alla legge anticorruzione. Quel testo riduceva di 50 mila euro le soglie alzate da Renzi per l' infedele e l' omessa dichiarazione e per l' omesso versamento dell' Iva, con le pene che passavano da un minimo di uno e un massimo di 3 anni di reclusione a 2 e 5 anni (per omessa dichiarazione si rischiava, con le nuove disposizioni, dai 2 ai 6 anni).

giuseppe conte luigi di maio alfonso bonafede

 

L' emendamento triplicava la reclusione prevista per la frode fiscale (da un minimo di 4 a un massimo di 8 anni) e aumentava quella per l' evasione con l' uso di documenti falsi o operazioni simulate. Il no della Lega fermò il testo, mai depositato. Conte ora riapre la partita, almeno a parole.

 

Intanto ieri Di Maio e Renzi si sono trovati d' accordo nel bocciare i piani, avallati dal premier, di aumentare le tasse sui biglietti aerei e bevande gasate per finanziare la scuola.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...