sergio mattarella mario draghi

MATTARELLA PARLA AGLI ITALIANI PERCHÉ I PARTITI INTENDANO - LE PAROLE DEL CAPO DELLO STATO SULL’UNITÀ “SULLE GRANDI SCELTE” È UN MESSAGGIO CHIARO IN VISTA DELLA PARTITA PER IL QUIRINALE - NON CITA MAI DRAGHI, NÉ SI PRONUNCIA SUI DESTINI DELL’ESECUTIVO. MARZIO BREDA: “QUALSIASI CENNO AL RIGUARDO POTREBBE PRESTARSI A GIOCHI TATTICI FRA I PARTITI. SPECULAZIONI DI QUESTO TIPO: MATTARELLA, ELOGIANDO DRAGHI, LO BLOCCA A PALAZZO CHIGI O…”

 

 

Marzio Breda per il "Corriere della Sera"

 

SERGIO MATTARELLA - AUGURI ALLE ALTE CARICHE DELLO STATO

«Non rinunciamo alle differenze e alle diversità. Ma sappiamo essere uniti sulle grandi scelte, quando le circostanze della vita lo richiedono». Non sono coniugati all'imperativo, come per un'esortazione, ma all'indicativo, come per una constatazione di fatto, i verbi di queste frasi con cui Sergio Mattarella saluta le alte cariche dello Stato alla fine del 2021.

 

mario draghi sergio mattarella

Per lui, il bilancio dell'anno che si sta chiudendo è «complessivamente positivo» perché siamo riusciti ad «alzare la protezione dei cittadini e rimettere in moto la società». E proprio perché «siamo sulla buona strada» e non più «in balìa degli eventi», grazie a «scelte coraggiose, ai progressi della scienza, ai comportamenti coscienziosi dei cittadini, al senso civico diffuso», il suo appello - non proprio diretto, comunque trasparente - è: adesso però non rovinate tutto.

mario draghi 3

 

Non dissipate «la convergenza tra le istituzioni e la società», cioè il clima di coesione, fiducia e unità che si è formato intorno al governo Draghi. Il capo dello Stato non cita il premier, né si pronuncia sui destini e sul perimetro del suo esecutivo. Non lo fa perché qualsiasi cenno al riguardo potrebbe prestarsi a giochi tattici fra i partiti, dato l'incrocio con l'ormai vicino voto del Parlamento sul Quirinale. Speculazioni di questo tipo: Mattarella, elogiando Draghi, lo blocca a Palazzo Chigi o, a seconda delle letture, lo spinge sul Colle.

 

sergio mattarella xiv conferenza degli ambasciatori e delle ambasciatrici d’italia nel mondo

Quel che gli interessa è invece lo spirito che le forze politiche hanno adottato a stragrande maggioranza per affrontare la pandemia e la collegata crisi economica. Per questo sottolinea con forza «le ragioni che inducono alla speranza», anche se non manca di ricordare i problemi strutturali e le fragilità che l'Italia ha ancora davanti.

 

Dall'evasione fiscale allo sfruttamento del lavoro precario, dall'incuria verso i territori esposti ai rischi delle catastrofi naturali agli infortuni sul lavoro, «scandalosamente gravi», e il riferimento è all'ultima tragedia di Torino. C'è dunque ancora molto lavoro da fare, per lui. Infatti, «questo resta un tempo difficile, nell'alternarsi di speranze e di nuovi allarmi».

 

SERGIO MATTARELLA - AUGURI ALLE ALTE CARICHE DELLO STATO

Il che «impone un'esigenza di chiarezza e di lealtà come premesse indispensabili di una piena, e comune, assunzione di responsabilità di fronte ai rischi che sono tutt' ora davanti a noi. Abbiamo visto come la chiarezza, di fronte alle asprezze della pandemia, abbia spazzato via il tempo delle finzioni, delle distrazioni. E tutto questo mi è parso uno straordinario segno di maturità e serietà».

 

mattarella draghi

A cosa allude Mattarella, evocando «finzioni e distrazioni» e chiedendo «chiarezza e lealtà»? A certi stravolgimenti della realtà, rinfocolati spesso in ambiti populisti e sovranisti, che hanno alimentato forme di protesta sgangherate e anche violente da parte dei no vax. Un composito «cartello» di dissidenza rappresentato da «poche eccezioni» e al quale, sottolinea con severità, «è stato forse dato uno sproporzionato risalto mediatico».

 

mario draghi al senato 1

Ma la questione merita solo poche righe, nel suo discorso. Il presidente preferisce concentrarsi su quanto di sano e utile la prova del Covid ha prodotto. Vale a dire «una sostanziale unità di intenti e di sforzi per gettare le basi di un nuovo inizio». Un'unione tra Stato e comunità, come dopo una guerra.

 

Così, dopo il suo appello del febbraio 2021, quando tenne a battesimo il governo Draghi, «il tempo dei costruttori si è realizzato in questa consapevolezza». «Non era scontato», puntualizza, anche se «una delle caratteristiche della nostra gente si manifesta quando le condizioni sono difficili: è il momento in cui riusciamo a esprimere il meglio di noi. A ritrovare la fiducia smarrita».

 

luigi di maio sergio mattarella

La ripartenza del Paese dipende quindi da tutti noi, conclude, con una riflessione e un auspicio. «Aver saputo mettere in secondo piano divisioni e distinzioni legittime, diversità programmatiche e sensibilità politiche per privilegiare un lavoro comune nell'interesse nazionale, è stato molto importante».

 

Ora serve «che lo spirito costruttivo e collaborativo, reciprocamente rispettoso, possa divenire un tratto stabile dei rapporti istituzionali». Un saluto pieno di aspettative, quello di Mattarella davanti alle alte cariche dello Stato, proprio come si era rivelato poche ore prima il suo «congedo» agli ambasciatori italiani riuniti alla Farnesina e che lo hanno accolto con una standing ovation.

 

mario draghi e sergio mattarella all altare della patria

Lì il presidente ha reso onore ai «passi avanti» compiuto dalla Ue, dopo l'esplosione della pandemia. Con scelte che hanno «messo in luce la vitalità e il valore aggiunto della costruzione europea, che ha saputo coordinare le risposte degli Stati membri, evitato una chiusura totale delle frontiere nazionali, unito le risorse europee e nazionali per finanziare la ricerca e l'acquisto di vaccini». Una svolta irrobustita dai fondi del Next Generation che porta anche il segno dell'Italia, impegnata a promuovere la «coesione fra le democrazie liberali», un'altra nostra «priorità».

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…