salvini e renzi

MATTEO CHIAMA MATTEO: IN BALLO C’E’ UN GOVERNISSIMO? - IN SENATO RENZI TENDE LA MANO A SALVINI CON UN ABBOCCAMENTO: “SE HANNO VOGLIA DI ESSERE SERI E RESPONSABILI, VOTINO IL NOSTRO PIANO CHOC PER SBLOCCARE 120 MILIARDI PER I CANTIERI” - PER RENZI LO SCENARIO E’ APERTO: “IN QUESTO MOMENTO TUTTA LA POLITICA È DEBOLE E QUANDO LA POLITICA È DEBOLE PUÒ SUCCEDERE DI TUTTO. IN POCHI MESI SALVINI E’ PASSATO DAL PAPEETE E DRAGHI PREMIER…NE RIPARLIAMO DOPO LE ELEZIONI IN EMILIA…”

Fabio Martini per “la Stampa”

 

scontro renzi salvini prima e dopo

Per ora è soltanto un' esca. Un' esca piccola piccola e a futura memoria. Ma è una novità. Matteo Renzi la "produce" a sorpresa dagli scranni di palazzo Madama, mentre sta annunciando il voto favorevole di Italia Viva alla Finanziaria del governo Conte. Dopo un incipit bruciante («Questo paese che doveva abolire la povertà ha abolito in realtà la crescita: non è stato un anno bellissimo, non lo è stato per l'Italia»), a un certo punto Renzi, con nochalance, ha aperto a Matteo Salvini: «Io voglio credere ai capi della Lega che evidentemente hanno superato la sbornia antieuropeista del no al Mes, visto che sono arrivati a proporre un governo di unità nazionale. Una simpatica tarantella... Se davvero hanno voglia di essere seri e responsabili verso questo Parlamento, votino il nostro piano choc per sbloccare 120 miliardi per i cantieri».

SALVINI E RENZI

 

Definire i leghisti, almeno potenzialmente, «seri e responsabili» è un' espressione tutto sommato irrituale in una maggioranza che considera Salvini come l' uomo nero, come il male assoluto. Una piccola gentilezza e un' esca che preludono a future intese, sia pure nel segno dell' emergenza tra i due Matteo? Dopo i loro contatti diretti e informalissimi e dopo l' apertura di Salvini a un' intesa bipartisan sulle regole da riformare, si può davvero immaginare che il fantasioso laboratorio italiano possa produrre un governissimo tra opposti?

 

Nella lunga giornata del Senato, occorre fare un passo indietro e tornare alla mattina. Alla buvette di palazzo Madama è l' ora del cappuccino, mancano ore all' inizio della seduta, chiamata a licenziare le Legge di Bilancio e in un angolo confabulano tra loro Renzi e Andrea Marcucci, presidente dei senatori Pd ma ancora buon amico dell' ex presidente del Consiglio.

 

SALVINI VESPA E RENZI

Parlano insistentemente di Salvini, di quella sua strana proposta di governare tutti insieme, di unirsi, avversari storici ed ex alleati, in un «comitato di salvezza nazionale» che permetta di riscrivere le regole, a cominciare dalla legge elettorale, per poi tornare al voto.

Ancora più forte la spiegazione che ne ha dato il numero due della Lega Giancarlo Giorgetti, che nella sua intervista alla Stampa, ha ripetuto le stesse parole di Pierluigi Bersani nel 2011, quando decidendo di non chiedere le elezioni anticipate e dando il via libera al governo Monti, disse: «Non si governa sulle macerie».

 

Ma fa sul serio Salvini? Siamo davanti a una proposta capace di sparigliare di nuovo i mobilissimi assetti della politica nazionale? O siamo al tatticismo puro? E Renzi, potrebbe essere interessato a dare una mano? Magari immaginando un governissimo come subordinata della subordinata? Lui non si nasconde e dice: «Diciamo la verità in questo momento tutta la politica è debole e quando la politica è debole può succedere di tutto. E infatti chiunque se ne può rendere conto: da una settimana all' altra tutto cambia».

 

SALVINI - VESPA - RENZI

Ma appena qualcuno disegna scenari per un futuribile governissimo, sostenuto da Salvini, Berlusconi Renzi, Di Maio e i renziani ancora dentro il Pd e magari un big bang dei 5 stelle, l' ex premier fa una smorfia di incredulità: «Di politica riparliamo dopo le elezioni in Emilia».

 

Eppure, il simbolo di una politica emotiva, secondo Renzi, è proprio Salvini: «È passato nel breve volgere di qualche mese dal Papeete a Draghi premier». Renzi ha anche il sospetto di indagini della magistratura mirate su alcuni leader e anche se si guarda bene dall' esplicitarlo, sospira: «Che dire? Leggo articoli su interventi "pesanti" sulla Lega e quanto a noi eravamo in ascesa, potenzialmente verso il 7-8% e ora quell' ascesa si è fermata dopo l' indagine della magistratura...».

salvini renzi

 

Una politica che naviga a vista, come conferma la vicenda di una favoleggiata verifica di maggioranza. Venerdì scorso il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva fatto sapere: «Faremo il punto lunedì sulla giustizia, sull' autonomia, su quei temi già presenti nell' agenda attuale di governo». Ma arrivato lunedì, quel vertice che somigliava a un avvio di verifica, si è ridotto a una riunione più limitata, con il premier Conte che chiariva, «sono qui per lavorare e dare una prospettiva migliore al paese, non per staccare la spina...».

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…