mauro buschini zingaretti

MAURO BUSCHINI MOLLA LA POLTRONA MA NON QUELLA DA 8MILA EURO - L'ESPONENTE DEM LASCIA QUELLA DA CONSIGLIERE REGIONALE, A DUE MESI DALLE ELEZIONI, E LO FA PER TENERSI STRETTA QUELLA DI PRESIDENTE DELL’EGATO, IL NUOVO ENTE CHE A FROSINONE GESTIRÀ I RIFIUTI - UNA DECISIONE CHE HA FATTO TIRARE UN SOSPIRO DI SOLLIEVO ALL'ASPIRANTE GOVERNATORE DEM ALESSIO D'AMATO…

Clemente Pistilli per “la Repubblica - Edizione Roma”

 

mauro buschini

Buschini molla la poltrona, ma se qualcuno sta pensando che dica addio a quella da ottomila euro al mese come presidente dell'Egato rimarrà deluso. L'esponente dem lascia quella da consigliere regionale, a due mesi dalle elezioni, e lo fa proprio per tenersi stretta quella del nuovo ente che a Frosinone gestirà i rifiuti, evitando così l'incompatibilità. Tanto che in Regione hanno convocato per oggi la giunta delle elezioni, al fine di nominare il consigliere che lo sostituirà

 

Con il Pd bersagliato dalle accuse di essere il motore di una stipendiopoli e di essere impegnato a garantire un posto ricco e sicuro ai consiglieri uscenti più che a cercare di recuperare consensi, alla fine della settimana scorsa il presidente vicario Daniele Leodori ha stoppato le assemblee convocate per eleggere i vertici degli Egato.

 

Troppo imbarazzanti quelle poltrone da ottomila euro al mese per il presidente e da quattromila per i consiglieri. « Al fine di liberare dalla discussione elettorale la costituzione degli Egato, sono rinviate le convocazioni dei sindaci per la loro costituzione. Le assemblee mancanti saranno aggiornate dopo il voto del prossimo 12 febbraio » , ha dichiarato Leodori. E ha anche aggiunto che «il nuovo consiglio regionale, se lo riterrà opportuno, interverrà sulla remunerazione degli organismi direttivi». Una decisione che ha fatto tirare un sospiro di sollievo all'aspirante governatore dem Alessio D'Amato, attuale assessore regionale alla sanità.

mauro buschini

 

«Decisione saggia da parte del presidente vicario Daniele Leodori sugli Egato che sgombera il campo da polemiche e strumentalizzazioni. Nel mio programma ci sarà la riduzione delle indennità voluta da un emendamento dei 5stelle», ha annunciato il candidato presidente, nonostante quei maxi stipendi siano stati approvati dallo stesso Partito democratico. Leodori però è potuto intervenire sulle assemblee che dovevano essere ancora convocate, ma nulla ha potuto fare per Frosinone, dove i sindaci, come previsto, hanno già eletto Buschini presidente e come membri del cda un candidato dei dem, uno dei civici, uno di Azione e uno della Lega, facendo scattare l'espulsione di quest' ultima dal Carroccio, che l'ha messa alla porta insieme al capogruppo in consiglio provinciale che l'ha sostenuta. Resta la questione di opportunità.

 

MAURO BUSCHINI

Una corsa a tre per le regionali a Frosinone, con in campo Buschini, il presidente della Provincia, Antonio Pompeo, e la consigliera Sara Battisti, si trasformerebbe in una guerra feroce all'ultimo voto, a danno di tutti i candidati dem. L'ex presidente del consiglio regionale, che l'anno scorso aveva fatto un passo indietro davanti allo scandalo Allumiere, per evitare ulteriori difficoltà al Pd potrebbe comunque lasciare quell'incarico da ottomila euro al mese ed evitare di essere l'unico nel Lazio a godere di quella poltrona, ottenuta prima delle elezioni e blindata per cinque anni. Non sembra però questa l'intenzione di Buschini, che ha appunto detto addio al consiglio regionale e si prepara in tal modo a un quinquennio da numero uno dell'Egato. Intanto i 5S cercano di difendersi e rivendicano la bontà dell'emendamento per lo stipendio da ottomila euro al mese, sostenendo che quello previsto inizialmente era da 13.800. « Abbiamo fatto risparmiare oltre 400mila euro», sostengono.

mauro buschininicola zingaretti marco vincenzi mauro buschini ernesto maria ruffini bruno astorre foto di baccodaniele leodori nicola zingaretti marco vincenzi mauro buschini foto di baccomauro buschini daniele leodori nicola zingaretti marco vincenzi foto di baccomauro buschini zingaretti

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…