vladimir putin mario draghi xi jinping

MEGLIO UN’INTESA VAGA CHE NIENTE – AL G20 I LEADER HANNO TRATTATO A LUNGO PER L’ACCORDO SUL CLIMA: NE È USCITO UN COMPROMESSO SULL’OBIETTIVO DI CONTENERE IL SURRISCALDAMENTO GLOBALE ENTRO 1,5 GRADI. MA SENZA UN IMPEGNO SERIO DI PUTIN E XI JINPING, SARÀ IMPOSSIBILE – IL MINISTRO DEGLI ESTERI RUSSO LAVROV FA CAPIRE CHE MOSCA FA COME GLI PARE: “IL LIMITE DEL 2050 VALE PER L’UE. PER NOI VALE IL 2060”

sergei lavrov luigi di maio

1 - LAVROV, 'SU NEUTRALITÀ CLIMATICA PER NOI VALE IL 2060'

(ANSA) - ROMA, 01 NOV - Positivo il multilateralismo del G20 per il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, dispiaciuto però del fatto che le decisioni sul clima siano state prese prima dai membri del G7, escludendo così Mosca.

 

Il limite del 2050 per il raggiungimento della neutralità climatica "è un'ambizione dell'Unione europea", dice in un'intervista al Corriere, ma "anche altri Paesi hanno diritto ad avere ambizioni". "Noi abbiamo razionalmente calcolato che raggiungeremo la neutralità carbonica entro il 2060 e lo faremo", dichiara.

 

SERGEI LAVROV VLADIMIR PUTIN

"Apprezziamo il lavoro della presidenza italiana", spiega Lavrov, perché "è riuscita a portare a termine il negoziato con un accordo". Il capo della diplomazia di Mosca avrebbe però preferito ricevere prima la bozza originale. Un ritardo la cui ragione risiederebbe nel fatto che è stata prima discussa dai Paesi del G7.

 

serena cappello mario draghi sergei lavrov sergio e laura mattarella

"Un comportamento non esattamente educato", riflette. Bilancio del G20 positivo. "I tentativi in passato di promuovere approcci unilaterali sono falliti", ricorda Lavrov, per il quale quello del G20 è stato "un risultato molto positivo", perché "basato sulla volontà di lavorare in modo collettivo. Noi siamo sempre a favore di questo approccio". Nessuna chance, invece, per riallacciare i rapporti con la Nato.

mario draghi conferenza stampa conclusiva del g20 3

 

"La questione è chiusa", sancisce il ministro. Nessun incontro a Roma, poi, con il segretario di Stato USA Tony Blinken. Però "a cena ho avuto modo di parlare con il presidente Biden".

 

2 - L'INTESA DEBOLE SUL CLIMA: RESPONSABILITÀ DIFFERENTI, 1,5 GRADI «A METÀ SECOLO»

Manila Alfano per “il Giornale”

 

SERGEI LAVROV AL G20 CON IL LIBRO DI LUIGI DI MAIO

L'atmosfera del G20 riguardo al clima, la riassume bene Antonio Guterres: «Lascio Roma con le mie speranze disattese ma almeno non sepolte». Piccoli passi dopo uno stallo dovuto alla difficoltà di trovare il compromesso con le potenze asiatiche sul taglio delle emissioni che diventa una partenza in salita per il Cop26 di Glasgow.

 

MARIO DRAGHI BORIS JOHNSON SERGIO MATTARELLA

Realismo al limite del pessimismo per alcuni leader, come per il premier britannico, Boris Johnson «Abbiamo fatto progressi ragionevoli, sicuramente non torneremo indietro ma i prossimi giorni saranno molto difficili», il testimone adesso passa alla conferenza sul clima che ha aperto ieri i lavori a Glasgow.

 

LA DATA

mario draghi boris johnson

Prima di tutto manca all'appello un termine, una data certa per centrare gli obiettivi prefissati, con un vago riferimento al raggiungimento delle zero emissioni «entro metà secolo». Inoltre, non è stato possibile specificare la data di decarbonizzazione nel 2050 tra le venti potenze e paesi emergenti.

 

I DISOBBEDIENTI

lancio della monetina fontana di trevi g20

Affinché tutto funzioni occorre che tutti partecipino. Come ha spiegato il nostro Premier. Cina ed India si rifiuterebbero di sottoscrivere, preferendo rimanere sulla scadenza del 2060 anche se Draghi, riferendosi ai due paesi ha ammesso di aver visto un atteggiamento più collaborativo, «più disponibili». Insomma meglio essere speranzosi «Certo avremmo preferito l'impegno di tutti sul 2050 ma credo ci si arriverà».

 

L'OBIETTIVO

joe biden ursula von der leyen

Il G20 fissa come proprio obiettivo il contenimento dell'aumento delle temperature globali entro 1,5 gradi e non due, ma l'Europa produce solo il 7-8% delle emissioni: per questo motivo, Cina, India e Russia sono imprescindibili. Eppure il freno arriva proprio da questi Paesi, Cina, India, Russia e Arabia Saudita. E allora c'è da chiedersi come si resterà entro la soglia di 1,5°, senza pensare di arrivare alle emissioni nette zero almeno entro il 2050.

 

GLI AIUTI

Per affrontare in modo concreto il cambiamento climatico, servirà un finanziamento di cento miliardi di dollari l'anno per i Paesi in via di sviluppo, che sono quelli più colpiti. L'Ue è pronta a fare la sua parte aumentando la propria di dotazione di cinque miliardi l'anno fino al 2027.

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