guido gonella lucia azzolina

MEGLIO LA SCUOLA DI GONELLA, CHE QUELLA IN GONNELLA – MIRELLA SERRI: “IL MINISTRO DEMOCRISTIANO 46 ANNI FA TRAGHETTÒ IL SISTEMA SCOLASTICO OLTRE I DISASTRI DEL CONFLITTO, MENTRE LA AZZOLINA AL MOMENTO I DISASTRI SEMBRA INTERESSATA A PROVOCARLI” – “SI È DATA LA MISSION IMPOSSIBLE DI EDIFICARE UNA NUOVA SCUOLA. PERÒ NON RIESCE A TAPPARE NEMMENO I BUCHI PIÙ PICCOLI” – SPINOZA: “STUDENTI ASSEMBRATI E SENZA MASCHERINA AI TEST D'INGRESSO DI MEDICINA. VALE COME PRESELEZIONE"

assembramenti per il test d'ingresso a medicina alla fiera di roma

1 – LA CATTIVERIA

Spinoza per “il Fatto Quotidiano”

 

Roma, studenti assembrati e senza mascherina ai test d'ingresso di Medicina. Vale come preselezione

 

2 – POVERA SCUOLA DA GONELLA ALLA AZZOLINA

Mirella Serri per “la Stampa”

 

Ne usciremo migliori? In che modo? Non c' è dubbio, la prima a essere migliore sarà sicuramente la scuola: parola della ministra grillina dell' Istruzione, Lucia Azzolina. Una promessa che è stata formulata il 23 aprile.

 

LUCIA AZZOLINA

Con l' annuncio trionfale che «quella di settembre sarà una scuola innovativa e aperta. Si dovranno organizzare nuovi spazi ma sarà anche una scuola che, reagendo all' emergenza, dovrà dare qualcosa in più ai nostri studenti Possiamo puntare sul digitale, sulla formazione del personale scolastico, su una scuola rinnovata nei locali e negli arredi rafforzata attraverso il potenziamento dell' organico».

 

La scuola, per il ministro, avrebbe dovuto essere il modello competitivo per tutto un paese che riparte dopo l' emergenza sanitaria. La grande nave scolastica doveva essere varata all' inizio dell' estate e ancora oggi è una barchetta arenata sull' orlo del collasso.

guido gonella

 

La coincidenza vuole che la Azzolina, ultima arrivata al ministero, in questo decisivo momento di riavvio dei motori scolastici rimasti in panne per tanto tempo, si sia trovata in uno snodo della storia simile a quello a cui si trovò circa 46 anni fa il primo arrivato al ministero della Pubblica istruzione nell' Italia repubblicana, il democristiano Guido Gonella.

 

I BANCHI ANTI CORONAVIRUS CHE VUOLE COMPRARE LUCIA AZZOLINA

Il ministro dovette fronteggiare un' emergenza anche peggiore di quella causata dal Covid 19, ovvero i disastri provocati dalla seconda guerra mondiale. La storia a volte si ripete e Gonella, insediandosi sullo scranno ministeriale, aveva pronunciato concetti e parole vicini a quelli della infervorata Azzolina: il dopoguerra avrebbe creato uomini migliori, avrebbe incentivato la crescita e il rinnovamento "delle persone" proprio attraverso il rinnovamento del sistema scolastico.

 

alcide de gasperi guido gonella

Uomo di fiducia di De Gasperi - ebbe addirittura l' incarico di redigere il 26 aprile 1946 la relazione programmatica del primo congresso nazionale della Dc, il cosiddetto "discorso delle libertà" - insediatosi al ministero era però consapevole che la scuola era una bomba a orologeria.

 

Ardui i problemi da risolvere, come quello dei libri di testo che dovevano fare i conti con il fascismo, il rapporto scuola pubblica-scuola privata, il carattere confessionale dell' insegnamento, il fatto che due terzi degli ultraquattordicenni italiani, il 60 per cento, erano privi di licenza elementare e che un terzo di questi si dichiarava analfabeta.

 

assembramenti per il test d'ingresso a medicina alla fiera di roma 2

Cosa fece il ministro? Ad aprile del 1947 promosse la costituzione di una commissione nazionale d' inchiesta, a novembre 1948 diede avvio alla consultazione, a cui parteciparono 211 mila docenti e 85 mila persone non appartenenti al corpo docente, poi lavorò alla riforma dal luglio 1949 fino alla primavera del 1951. Il testo fu approvato dal Consiglio dei ministri ma lui dall' aprile del 1950 era già uccel di bosco da Viale Trastevere ed era diventato il segretario politico della Democrazia Cristiana.

 

LUCIA AZZOLINA

La patata bollente finì nelle mani del suo successore, Antonio Segni (la riforma della scuola media unica arrivò poi solo nel 31 dicembre 1962). Gonella la tirò per le lunghe ma mentre era ministro provvide a non far crollare la scuola che andava a pezzi. Usò la strategia della calce e del martello: si occupò di infiniti interventi, recuperò gli edifici abbandonati o abbattuti dai bombardamenti, cercò di ridare dignità agli insegnanti (base elettorale della Dc), accorpò le classi, prese provvedimenti per limitare la gravissima dispersione scolastica.

I BANCHI ANTI CORONAVIRUS CHE VUOLE COMPRARE LUCIA AZZOLINA

 

 I suoi avversari la chiamarono giustamente la politica del rattoppo. Ma rattoppando potenziò anche senza un eccessivo dispendio economico l' intero sistema scolastico. E' un esempio di quello che si può fare anche senza risolvere i problemi fondamentali. La Azzolina si è data invece la mission impossible di edificare una nuova scuola. Però non riesce a tappare nemmeno i buchi più piccoli: la conquista di nuovi spazi, la risistemazione degli edifici scolatici, il personale docente.

 

assembramenti per il test d'ingresso a medicina alla fiera di roma 1

Dalla mission impossible alle soluzioni impossibili e spendaccione il passo è breve, lo testimoniano gli ormai famosi banchi con le rotelle, i milioni di mascherine che non sapremo come smaltire e i termoscanner a go-go nelle scuole.

 

Gonella il temporeggiatore non è un per nulla modello (fu lui a reinserire nell' insegnamento accademico i professori epurati in quanto implicati con il regime fascista) ma era consapevole della correlazione stretta tra sviluppo dei livelli di istruzione e formazione e crescita del reddito e che bisognava tamponare le falle poiché la mancanza di istruzione può portare disagi economici pesantissimi.

 

azzolina 3

Traghettò il sistema scolastico oltre i disastri del conflitto mentre la Azzolina al momento i disastri sembra interessata a provocarli.

DIEGO FUSARO E LUCIA AZZOLINAazzolinaconte azzolinaLUCIA AZZOLINAAZZOLINA BOCCIATALUCIA AZZOLINAazzolinaazzolinaLUCIA AZZOLINAlucia azzolina a in ondaLUCIA AZZOLINAazzolinaLUCIA AZZOLINA AL MARELUCIA AZZOLINA

guido gonella giulio andreotti GUIDO GONELLAguido gonellaguido gonella 1guido gonella giulio andreotti 2guido gonella 2

Ultimi Dagoreport

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LO SCAZZO CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…