ursula von der leyen giorgia meloni raffaele fitto

MELONI FESTEGGIA PER UNA VICEPRESIDENZA INUTILE – LA SODDISFAZIONE DELLA DUCETTA PER LA NOMINA DI FITTO NASCONDE IL FALLIMENTO DELLA SUA STRATEGIA EUROPEA: L’ITALIA OTTIENE UN PORTAFOGLIO MOLTO DEBOLE, NON PARAGONABILE A QUELLI DI FRANCIA (POLITICHE INDUSTRIALI) E SPAGNA (CONCORRENZA) – L’UNICO PUNTO CONQUISTATO DA GIORGIA È IL RICONOSCIMENTO POLITICO DEI CONSERVATORI. UNO SCHIAFFO PER SOCIALISTI, LIBERALI E VERDI, CHE ORA DICHIARANO GUERRA A VON DER LEYEN – URSULA RICONSEGNA GLI AFFARI ECONOMICI AL “FALCO” DOMBROVSKIS. UN BEL PROBLEMA PER LA GESTIONE DEI CONTI IN ROSSO DEL NOSTRO PAESE…

 

https://www.repubblica.it/esteri/2024/09/17/news/nuova_commissione_ue_membri_von_der_leyen-423505392/?ref=RHLF-BG-P3-S3-T1

 

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per www.repubblica.it

 

URSULA VON DER LEYEN PRESENTA LA NUOVA COMMISSIONE EUROPEA

Una Commissione “Ursulacentrica” con due satelliti: la Francia e la Spagna. Il resto è accessorio. Il treno di testa dell’Unione europea viene dunque affidato alla locomotiva tedesca della presidente e ai due vagoni di Parigi e Madrid. L’Italia, esce di fatto dal cosiddetto “triangolo”, e ottiene il distintivo della vicepresidenza esecutiva ma con un portafoglio molto debole, imparagonabile a quelli degli alleati franco-spagnoli.

 

E soprattutto riconsegna gli Affari economici ad uno dei commissari uscenti più “falchi” (il lettone Dombrovskis), un bel problema per la gestione dei conti del nostro Paese sempre in affanno nel controllo del deficit – per il quale siamo sotto procedura - e del debito.

 

RAFFAELE FITTO - PARLAMENTO EUROPEO

[…]  La lettera di missione inviata al ministro per gli Affari europei contempla la competenza per la politica di coesione, l’attuazione del Pnrr che sta per scadere e le riforme. Portafogli secondari rispetto alla Francia che ottiene le politiche industriali e rispetto alla Spagna che somma la Transizione ecologica e la potentissima “Concorrenza”. L’unico punto conquistato da Meloni è dunque il riconoscimento politico dei Conservatori.

 

La stessa von der Leyen nella conferenza stampa di presentazione della squadra ricorda che intorno all’Ecr non c’è il “cordone sanitario” riservato all’estrema destra e lo fa rammentando che il Parlamento europeo ha due vicepresidenti Conservatori su 14. Quindi uno su sei nella Commissione riflette lo stesso schema.

 

GIORGIA MELONI E URSULA VON DER LEYEN AL G7

Uno schiaffo a Pse, Renew e Verdi. Che ora – se accetteranno questo schema - saranno molto meno determinanti se non addirittura irrilevanti. La politica dei “due forni” sarà la logica conseguenza: Ursula potrà rivolgersi all’occorrenza a destra o a sinistra. E scompare di fatto la maggioranza politica.

 

Tutta la struttura del nuovo esecutivo europeo, però, è in realtà costruita per fare riferimento solo alla presidenza. Una sorta di originale “presidenzialismo europeo”. La leader tedesca non a caso ha scelto sei vicepresidenti di nuova nomina nell’esecutivo europeo. Quindi senza esperienza interna. E almeno tre di loro provengono da paesi “minori” (Estonia, Romania e Finlandia). Senza contare che proprio nell’illustrazione degli incarichi ha sottolineato che i Commissari “economici”, Dombrovskis e il polacco Serafin, “dovranno riferire direttamente a me”. […]

 

RAFFAELE FITTO - PARLAMENTO EUROPEO

Le sue linee guida sono “sicurezza, prosperità e democrazia” eppure, il nuovo Portafoglio della Difesa, che sarebbe dovuto essere centrale, è stato assegnato al lituano Kubilius. E poi basta leggere le lettere di missione inviate ai commissari per capire che la linea seguita è quella del “divide et impera”. Molte deleghe sono spacchettate tra più Commissari – basti pensare al Clima - e sovrapposte. Il tutto per sottoporre il controllo alla presidenza.

 

La Commissione Ursula bis, quindi, parte così. A ottobre si terranno le audizioni in Parlamento per valutare i singoli candidati. […]

COMMISSIONE EUROPEA NOMINATA DA URSULA VON DER LEYENURSULA VON DER LEYEN PRESENTA LA NUOVA COMMISSIONE EUROPEA

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?