matteo salvini vladimir putin

IL MESSAGGIO (NEANCHE TROPPO) CRIPTATO DI WASHINGTON ALL'ITALIA – ALZANDO IL POLVERONE A POCHI GIORNI DAL VOTO, GLI USA HANNO VOLUTO METTER IN GUARDIA IL GOVERNO (SOPRATTUTTO QUELLO FUTURO) SULLE MODALITÀ DEI FINANZIAMENTI RUSSI – MOSCA UTILIZZA OPERAZIONI IN CRIPTOVALUTE, DENARO O BENI DI VALORE ATTRAVERSO TRIANGOLAZIONI CON SOCIETÀ DI COMODO O SU CONTI CORRENTI DI SOCIETÀ OFF-SHORE, OPPURE ATTIVITÀ ECONOMICHE ATTRAVERSO LE QUALI GONFIARE BILANCI PER CREARE FONDI NERI...

Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

 

FRANCO GABRIELLI ADOLFO URSO

Dopo il Dipartimento di Stato che l'ha comunicato al ministero degli Esteri e le conferme che il premier Mario Draghi ha avuto dal segretario di Stato Antony Blinken, anche l'intelligence statunitense l'ha ribadito ai vertici dei servizi segreti italiani: tra i destinatari dei circa 300 milioni di dollari elargiti dalla Russia di Vladimir Putin a partiti, movimenti o singoli esponenti politici di oltre venti Paesi sparsi in Europa e altri tre continenti, non ci sono sigle né soggetti che partecipano alla competizione elettorale in corso in Italia.

 

Lo ha ripetuto ieri pubblicamente il presidente del Consiglio e l'ha detto il sottosegretario con delega ai Servizi Franco Gabrielli al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza. Un chiarimento considerato definitivo, fatti salvi gli ulteriori approfondimenti in corso da parte della stessa intelligence Usa e che in seguito potrebbero riservare novità.

 

FRANCO GABRIELLI ADOLFO URSO

Ma si tratta di ipotesi su cui nessuno è in grado di fare previsioni né calcoli di probabilità. Il lavoro di funzionari e analisti della Cia non è finito, e da Washington hanno promesso che in caso di evidenze su singoli casi i Paesi target saranno avvisati attraverso contatti diretti, come ha spiegato Blinken a Draghi e poi Gabrielli al Copasir.

 

Si conclude così - per il momento - una strana vicenda nella quale gli Stati Uniti hanno voluto rendere pubblico un allert nel rush finale della campagna elettorale italiana per poi svilirne essi stessi la portata. E che fa dire al presidente del Copasir Adolfo Urso, esponente di punta di Fratelli d'Italia, che «il caso è chiuso, e non si sarebbe neanche dovuto aprire».

 

Ma dalle parti del Partito democratico si fa notare che proprio le affermazioni di Draghi su ciò che è noto e su cui «non c'è da stupirsi» (e cioè che da un ventennio la Russia porta avanti «una sistematica opera di corruzione nel settore degli affari, della stampa e della politica in molti Paesi europei e negli Stati Uniti») fa sì che di chiuso non ci sia proprio niente.

 

Franco Gabrielli entrando in audizione al Copasir

Alla vigilia del voto, anche le parole e le spiegazioni il più possibile asettiche di un tecnico come Gabrielli possono essere usate in un modo o in un altro dai diversi partiti. Al punto da interrogarsi su quello che gli Usa volevano realmente comunicare all'Italia con la diffusione non del documento da cui hanno avuto origine le notizie circolate - che era e resta classificato, quindi non divulgabile integralmente nemmeno ai Servizi dei Paesi alleati - bensì di generiche informazioni sulle modalità dei finanziamenti russi da cui guardarsi.

 

Non si parla di versamenti diretti, ovviamente, ma di operazioni in criptovalute, dazioni di denaro o beni di valore attraverso triangolazioni con società di comodo o su conti correnti di società off-shore, oppure attività economiche attraverso le quali gonfiare bilanci per creare «fondi neri» da girare a destinatari occulti. Tutto per nascondere l'origine dei finanziamenti.

 

FRANCO GABRIELLI ADOLFO URSO

Casi risalenti nel tempo, dal 2014 in avanti, che hanno riguardato persone e movimenti politici dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina, oltre che dell'Europa. Non in Italia, però, almeno da quanto accertato finora. Il documento Usa, peraltro, non è recente ma risale ad aprile, il che alimenta ulteriormente le domande sul perché ne sia stata data notizia solo adesso, in piena campagna elettorale italiana, saltando ad esempio l'appuntamento delle elezioni legislative francesi di giugno.

 

Gli inviti a una maggiore attenzione e sorveglianza contenuti nelle parti del documento condivisi a livello di intelligence confermano che quello di Washington sembra soprattutto un messaggio di carattere preventivo; si suggerisce infatti di intensificare le verifiche antiriciclaggio e i controlli su agenti russi sotto copertura che si muovono nei confini europei, sottolineando l'esigenza di un continuo contrasto a infiltrazioni che potrebbero incrinare la compattezza del'alleanza anti Putin.

 

kamala harris joe biden antony blinken

Un messaggio rivolto ai governi in carica, ma anche a quelli che verranno nei Paesi che si apprestano a un cambio di guida. Come l'Italia. In questo clima il presidente del Copasir Urso è stato criticato ieri da rappresentanti del Pd e del Movimento 5 Stelle per aver giocato troppi ruoli durante la sua recentissima missione negli Usa. Era lì per una visita politica del suo partito che conta di vincere le elezioni, e dunque per accreditare Fratelli d'Italia con l'alleato americano, ma quando è esploso il caso dei possibili finanziamenti russi s' è rimesso i panni di presidente del Copasir, avviando contatti ufficiali senza però coinvolgere gli altri membri del Comitato.

antony blinken joe biden vladimir putin sergei lavrov tony blinken joe bidenantony blinken joe biden vladimir putin sergei lavrov

Ultimi Dagoreport

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…