roberto gualtieri

UN MILIONE DI POSTI DI LAVORO (NEL CESSO) - COSA RISCHIAMO IN AUTUNNO QUANDO FINIRÀ IL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI? LE AZIENDE POTREBBERO SCARICARE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI LAVORATORI. IMPOSSIBILE FARE PREVISIONI CERTE: DIPENDERÀ TUTTO DALLA NECESSITÀ E DURATA DI NUOVI LOCKDOWN. CHE A LORO VOLTA POTREBBERO FAR SCATTARE UN NUOVO BLOCCO E ULTERIORE CASSA INTEGRAZIONE

 

Davide Colombo per www.ilsole24ore.com

 

Nelle sue Considerazioni di fine maggio il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, lo aveva detto molto chiaramente: nonostante la sospensione dei licenziamenti e l’ampio ricorso alla cassa integrazione, la recessione avrà «significative ripercussioni sul mercato del lavoro». Il numero di occupati a rischio è stato indicato attorno al 4,5%, tra 900mila e un milione di persone, in coerenza con l’ipotesi di un arretramento del Pil del 9%. E lo scenario è stato confermato nel Bollettino economico di luglio. Istat l’8 giugno nelle sue previsioni lievemente meno dure (Pil -8,3% quest’anno; +4,6% nel 2021) ha parlato di un calo delle unità di lavoro del 9,3% a fine anno e in ripresa del 4,6% l’anno prossimo.

 

roberto gualtieri

 

Previsioni al netto di nuovi lockdown

Come andrà a finire ce lo diranno, prima dei modelli statistici, le curve dei contagi da coronavirus da qui a fine anno. Perché naturalmente le ipotesi tracciate dagli economisti escludono nuovi lockdown. Per ora l’unico fatto acquisito è che la crisi e i provvedimenti del governo hanno avuto un impatto sul mercato del lavoro almeno in quattro direzioni: calo della disoccupazione durante i mesi delle quarantene (non si cercava lavoro), aumento dell’inattività, riduzione delle ore lavorate a parità di occupazione, disallineamento tra trend occupazionali e ciclo economico.

 

Il recupero di maggio e giugno non è bastato

Sempre Istat nella Nota mensile di luglio ha fotografato il recupero delle ore lavorate in maggio e giugno che, tuttavia, non è bastato a colmare il gap segnato tra marzo e aprile. E ora il Centro Studi Confindustria dice che rivedranno le loro stime al ribasso, ma con il proseguimento del blocco dei licenziamenti le cessazioni continueranno a rimanere “basse” tutto quest’anno e peseranno “solo” le minori attivazioni. L’anno prossimo, naturalmente, sarà tutta un’altra storia. Per Stefano Fantacone (Cer) le stime attuali incorporano una caduta di 720mila occupati intesi come teste (Forze lavoro) e una riduzione di 1,1 milioni di unità di lavoro (Contabilità nazionale).

 

La differenza sta nel ricorso alla Cig, che entra nella Contabilità e non nelle Forze lavoro: «Per il 2021 pensiamo che la riduzione di Unità di lavoro potrà aumentare di 100mila, arrivando quindi a 1,2 milioni, e che ci sarà un riallineamento con le teste di Forza lavoro, che pure arriveranno a contare una riduzione nell’ordine di 1,1 milioni».

gualtieri conte patuanelli

 

Molto dipenderà da come si esce dalla crisi. Spiega Fedele De Novellis (Ref.) che la riduzione del numero di occupati rispetto ai dati pre-crisi è risultata sinora di “solo” 600mila teste sino al mese di giugno: «una riduzione cospicua, ma tutto sommato limitata, meno del 3 per cento, se rapportata al crollo del Pil cumulato nei primi due trimestri dell’anno». Ma le statistiche sul numero di occupati ci dicono poco riguardo all’effettivo andamento della domanda di lavoro in questo periodo.

 

Si stima - dice ancora De Novellis - che nel secondo trimestre le ore di Cig utilizzate rapportate a un orario di lavoro standard siano state pari a ben un milione e 500mila persone, quasi il triplo della riduzione del numero di occupati registrati nelle statistiche ufficiali: «Si tratta di un valore elevatissimo; per confronto basti considerare che nella recessione del 2009 nel momento peggiore gli equivalenti occupati in Cig sfioravano le 400mila persone».

 

Blocco dei licenziamenti e occupazione

le previsioni di gualtieri a meta marzo

Dopo i maxi-ricorsi alla Cig con causale Covid-19 sul dopo conteranno le scelte politiche: «con il passare dei mesi - conclude De Novellis - lo stesso divieto dei licenziamenti può avere effetti avversi sull’occupazione, scoraggiando le imprese che stanno andando bene dall’effettuare nuove assunzioni a tempo indeterminato». Un paio di giorni fa il viceministro dell’Economia, Antonio Misiani, non ha per esempio escluso una proroga del blocco dei licenziamenti se la situazione economica dovesse ulteriormente peggiorare. Come e quando il mercato del lavoro tornerà agli equilibri pre-crisi è difficile da immaginare, i conti veri si faranno da gennaio. Coronavirus permettendo.

le previsioni di gualtieri a meta marzo

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?