giuseppe conte mario draghi

LA MINA ANTI-DRAGHI DI CONTE: FAR SALTARE IL GOVERNO SULL’AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA (STRANO: QUANDO ERA A PALAZZO CHIGI, CONTE HA FATTO LIEVITARE LE SPESE PER ARMAMENTI) - PEPPINIELLO APPULO ORA SE NE FREGA DEGLI IMPEGNI NATO (CHE PREVEDONO SPESE MILITARI PER IL 2% DEL PIL) E DELL’ALLEANZA CON IL PD - SE NE IMPIPA ANCHE DEI MAL DI PANCIA NEL M5S: “COME SI FA, IN MEZZO A UNA GUERRA, A MINACCIARE LA CRISI DI GOVERNO?” - LA SUA SPARATA CREA IMBARAZZI A DI MAIO, VOLATO A BRUXELLES CON DRAGHI PER I VERTICI NATO E G7…

Giuliano Foschini,Lorenzo De Cicco per “la Repubblica”

 

mario draghi giuseppe conteu

Domanda: votereste no all'aumento delle spese militari anche se il governo ponesse la fiducia? «Per quanto mi riguarda sì», risponde dritto Gianluca Ferrara, vice-capogruppo del M5S in Senato. Nel Movimento è il giorno del grande gelo con Draghi. Giuseppe Conte evoca lo strappo. Prima in un vertice riservato di mercoledì, poi in un'intervista a La Stampa, ha consegnato l'ordine di scuderia: i 5 Stelle, dai ministri in Cdm ai parlamentari in Aula, voteranno no a qualsiasi atto che preveda un ritocco all'insù dei fondi per il comparto Difesa.

giuseppe conte mario draghi

 

In barba agli impegni con la Nato, ribaditi ieri dal premier, che prevedono che l'asticella salga dall'1,54% del Pil di oggi a quota 2%. «Ma aumentare le spese è una scelta ignobile, le priorità sono altre», dice Conte. C'è il rischio che cada il governo? «Ognuno farà le sue scelte». Di fatto, con questa mossa, l'ex premier proietta un'ombra sulla tenuta dell'esecutivo. E mina l'asse col Pd, che infatti rumoreggia. Il malcontento trapela in Parlamento, da Debora Serracchiani ad Andrea Marcucci.

 

LORENZO GUERINI - LUIGI DI MAIO

Mentre Enrico Letta è in versione pompiere: «Troveremo una soluzione». Pure nel bizzoso mondo M5S piovono dubbi. Nelle chat scatta subito l'allarme: «Come si fa, in mezzo a una guerra, a minacciare la crisi di governo?», annota un deputato. Il tema agita l'assemblea dei senatori. «Questa posizione è un errore, crea un problema ai patti atlantici siglati, all'alleanza con il Pd e mette a rischio il governo», interviene Primo Di Nicola.

 

L'uscita, segnala un altro parlamentare, crea imbarazzi al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, volato a Bruxelles con Draghi per i vertici Nato e G7. Proprio al titolare della Farnesina si aggrappa ora il pezzo di Pd che tifa giallorosso. Ma nel M5S tanti la pensano come Conte. «Se altri partiti ritengono che la priorità sia l'aumento delle spese militari, voteremo contro e ognuno si assumerà le proprie responsabilità », riprende Ferrara.

 

CONTE DRAGHI

Molti parlamentari concordano. C'è l'orgoglio del ritorno alle origini, come rimarca Alessandro Di Battista, ora fuori dal Movimento, ma pronto a tornare: «Conte vada avanti, era questo il programma del M5S», applaude Dibba. Che nel 2016, in compagnia di Manlio Di Stefano, Carlo Sibilia e una dozzina di deputati presentò alla Camera una mozione contro l'aumento delle spese militari al 2%, per sganciare l'Italia dalla Nato «gendarme globale».

 

ALESSANDRO DI BATTISTA A DIMARTEDI

Quello che Di Battista non dice, fanno notare altri grillini meno nostalgici, è che, nonostante il programma, Conte al governo le spese militari le ha aumentate. E che nel 2018 al vertice Nato di Bruxelles, la ministra Trenta ribadì l'obiettivo del 2%, chiedendo di inserire nella quota le spese «per la sicurezza cibernetica». Anche per via delle fibrillazioni interne il M5S non dovrebbe presentare un ordine del giorno al Senato sul decreto Ucraina. Ma ci pensa FdI a smuovere le acque, avanzandone uno che chiede di tenere fede agli impegni presi con la Nato, tentando la Lega.

 

elisabetta trenta e giuseppe conte

In realtà la fibrillazione interna al M5S c'è stata anche su un altro punto, delicatissimo: l'audizione dell'ex premier Conte ieri al Copasir. A sollecitarla, stranamente, era stata proprio il Movimento 5 Stelle, insieme con Italia Viva. Creando non pochi imbarazzi agli altri membri del Comitato: perché l'audizione di un ex premier non è una cosa scontata. Sopratutto se, come nel caso di Conte, non ricopre più cariche istituzionali.

 

adolfo urso foto di bacco (3)

A togliere tutti dall'imbarazzo è stato però lo stesso Conte con una telefonata al presidente, Adolfo Urso. L'audizione è durata più di due ore. Al centro la visita della delegazione russa in Italia nel 2020. Con, sullo sfondo, un altro giallo: ieri l'ambasciatore russo Sergey Razov ha annunciato che depositerà una denuncia alla procura di Roma. «Quella di Mosca era una missione di tipo sanitario, abbiamo vigilato, non notammo niente di strano» ha detto Conte. Ricordando però come ad accogliere la delegazione a Pratica di Mare non c'era lui. Ma un ministro: Luigi di Maio.

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