nello musumeci gianfranco micciche

MIZZICA, CHE BORDELLO! - L’ATTACCO DI MICCICHÈ A MUSUMECI (“È UN FASCISTA, NON LO VOGLIAMO PIÙ”) SCATENA FRATELLI D’ITALIA ED È SINTOMATICO DEL CLIMA CHE SI RESPIRA NEL CENTRODESTRA IN SICILIA. A DIFENDERE IL GOVERNATORE USCENTE C’È RIMASTA SOLO LA MELONI - LA RICONFERMA DI MUSUMECI È SEMPRE PIÙ IMPROBABILE. MA SE LA COALIZIONE SI SPACCA, RISCHIA DI VINCERE IL CENTROSINISTRA…

 

 

Antonio Bravetti per “La Stampa”

 

nello musumeci foto di bacco (2)

Nuovo terremoto in Sicilia. Neanche il tempo di brindare alla candidatura unitaria di Roberto Lagalla a Palermo, che il centrodestra è di nuovo nel caos, sull’orlo di una frattura che ogni giorno si allarga un po' di più. L'attacco di Gianfranco Miccichè a Nello Musumeci dalle pagine de La Stampa riaccende l'attività sismica del vulcano isolano, placata per qualche giorno dopo l'accordo per Palermo.

 

«Musumeci è un fascista, non lo vogliamo più». Parole e toni che il coordinatore regionale di Forza Italia e presidente dell'assemblea regionale prova a correggere, ma ormai la lava ribolle. Fratelli d'Italia è sul piede di guerra: «Serve un chiarimento politico», dice Ignazio La Russa, definito «anima nera» dall'azzurro, che giura di essersi mosso d'accordo con Silvio Berlusconi.

miccich berlusconi

 

La Lega non gradisce la stoccata Matteo Salvini (»Ha perso baldanza, è debole») e mette in dubbio la «lucidità» di Miccichè. L'eruzione della coalizione è a una passo. A difendere Musumeci resta solo Fratelli d'Italia: FI e Lega provano a gettare acqua sul fuoco e predicano unità nella coalizione, ma è sempre più difficile che il nome che sblocchi la situazione sia quello del governatore in carica.

 

GIORGIA MELONI NELLO MUSUMECI

Dopo gli zampilli di ieri, la riconferma di Musumeci si fa irta come la salita dell'Etna, su cui i corridori del Giro d'Italia si arrampicheranno giusto domani. Un calvario di quasi 40 chilometri, una fatica pari a quella dell'esponente di FdI che cerca la riconferma. «Gianfranco Miccichè mi ha telefonato per scusarsi delle dichiarazioni che il quotidiano La Stampa gli attribuisce— diceva ieri La Russa— sono certo che è stato travisato, infatti nessun esponente politico cosciente e non disturbato potrebbe sottoscrivere quel testo contrario ad ogni logica umana e politica».

 

nello musumeci maurizio gasparri foto di bacco (1)

Miccichè, da parte sua, precisa confermando le critiche a Musumeci: «Sono toni esageratissimi, sinceramente non posso che chiedere scusa a chi si è sentito offeso, certo non era nelle mie intenzioni. Il fatto che io non consideri Musumeci il miglior candidato è un conto, ma questi toni non mi appartengono e non mi sarei mai permesso di utilizzarli».

 

FRANCESCO SCOMA

Pace fatta? Neanche per sogno. La Russa ora vuole «un chiarimento politico nella coalizione, reso necessario anche dall'improvvido coinvolgi-mento nell'articolo di Silvio Berlusconi, descritto arbitrariamente come consapevole e coinvolto in una strategia che non gli appartiene utile a danneggiare gli alleati».

 

GIORGIA MELONI NELLO MUSUMECI

Dal quartier generale azzurro fanno sapere che «quelle parole non corrispondono e non hanno nulla a che fare con il pensiero e con lo stile di Forza Italia. Adesso, responsabilmente, Forza Italia, come già avvenuto per il sindaco di Palermo, continuerà a lavorare per l'unità del centrodestra in vista delle elezioni regionali in Sicilia».

 

Si annuncia un lavoraccio. Lo dimostra anche il leghista palermitano Francesco Scoma: «È evidente che da parte del coordinatore regionale di Forza Italia ci sia la volontà di spaccare il centrodestra. Le sue affermazioni sono sempre più gravi e inaccettabili». Gongola solo il Pd.

 

MICCICHE BERLUSCONI

Il deputato siciliano Carmelo Miceli invita il centrosinistra a «creare le condizioni per portare Miccichè a essere coerente con le sue affermazioni», ovvero «rompere con la peggiore destra fascista di sempre. Sarebbe auspicabile che il centrosinistra facesse di tutto, prima della presentazione delle liste, per isolare in ogni modo i sovranisti e i fascisti». Il vulcano sbuffa.

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)