musumeci fantozzi

IL MONDO E’ NELLO PERCHE’ E’ VARIO – L’INCREDIBILE STORIA DI NELLO MUSUMECI, IL MINISTRO DEL SUD E DEL MARE RIMASTO SENZA SUD E SENZA MARE – IL SUO DICASTERO NASCE DI “MARE” PER CONTROLLARE I PORTI E LA PESCA MA LA GESTIONE DEI PRIMI RIMANE ALLE INFRASTRUTTURE DI SALVINI E LA SECONDA SE LA TIENE L’AGRICOLTURA DI LOLLOBRIGIDA. E IL MEZZOGIORNO? SE L'È PRESO FITTO. GLI RESTANO LE CONCESSIONI BALNEARI, SOTTRATTE A DANIELA SANTANCHÉ IN ODOR DI CONFLITTO DI INTERESSI – QUEL PARAGONE CON IL SECONDO TRAGICO FANTOZZI

Tommaso Labate per corriere.it

nello musumeci

 

«I porti» sono stati sul punto di prendere il largo, poi se li è tenuti il ministero di Matteo Salvini. «La pesca» l’hanno blindata gli uffici del ministero di Francesco Lollobrigida. «Il demanio marittimo», che vuol dire le concessioni dei balneari, è stato a lungo in bilico.

 

E alla fine anche «il Sud» è migrato, lasciando il ministero di Nello Musumeci per finire nelle mani di Raffaele Fitto, primo ministro ufficialmente «senza portafoglio» della storia della Repubblica ad avere un bouquet di mandati talmente vasto da far invidia a ministeri di primissima fascia. Il gran ballo delle deleghe è durato settimane: tra limature e passaggi di consegne, fino all’ultimo non è stato chiaro chi facesse cosa nella squadra di governo.

 

nello musumeci licia ronzulli

Emblematica è la storia, brevissima, del ministero per le Politiche del mare e per il Sud, che inizia il 22 ottobre al Quirinale, quando Nello Musumeci giura per l’appunto da «ministro per le Politiche del mare e per il Sud»; e finisce giovedì 10 novembre, quando l’ex governatore della Sicilia cede la delega del Sud al dicastero di Fitto. Il sito internet ufficiale del governo italiano non ha ancora metabolizzato il drastico cambiamento, tanto che ieri mattina l’area dedicata ai ministeri senza portafoglio era ancora «in aggiornamento». Wikipedia invece è stata più lesta, visto che sull’enciclopedia collettiva Musumeci è già indicato come «ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare» e Fitto come «ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr» (s’è aggiunto il Sud, il resto c’era già).

 

nello musumeci si dimette 5

A voler guardare il lato leggero della vicenda, gli uffici del ministero fantasma che nasce il 22 ottobre per volere della presidente Meloni assomigliano all’ideale stanzetta del Secondo Tragico Fantozzi, quando il Ragionier Ugo asseconda la sorte del Duca Conte al Casinò di Montecarlo guadagnando virtualmente piante di ficus e poltrone in pelle umana che nel rapido e maledetto volgere di qualche giro di roulette finiscono per scomparire, insieme al poco che c’era prima. Ora, come sostengono amici e avversari del ministro Musumeci, che lo definiscono all’unisono un «galantuomo» e «un sincero servitore dello Stato», impossibile accostare la sua figura a quella del personaggio interpretato da Paolo Villaggio.

 

Ma la sorte del ministero che aveva avuto in dote il mese scorso è un po’ quella: nasce di «mare» per controllare i porti e la pesca ma la gestione dei primi rimane alle Infrastrutture di Salvini e la seconda se la tiene l’Ambiente di Lollobrigida. E visto che un Sud Italia senza porti e senza pesca in fondo non è Sud, ecco che a questo punto le deleghe al Mezzogiorno meglio cederle signorilmente agli uffici di Fitto: se ne occuperà lui, dopotutto gli investimenti nel Meridione sono legati al Pnrr.

nello musumeci si dimette 2

 

Ma visto che non tutti i mali vengono per nuocere, e non tutte le ciambelle nate senza buco sono incommestibili, ci sono nuove pratiche che affolleranno la scrivania di Musumeci prendendo lo spazio di quelle che si sono volatilizzate. A cominciare da quelle, pesantissime, che riguardano la gestione della Protezione civile, che in un tempo ormai remoto — era l’epoca di Guido Bertolaso e del governo Berlusconi IV — finivano spesso per occupare le prime pagine dei giornali.

 

Per proseguire, con la delega per le concessioni balneari, che per scongiurare i sospetti delle malelingue sul conflitto d’interesse migreranno dal ministero del Turismo guidato da Daniela Santanché alla nuova creatura ministeriale assegnata a Musumeci. Creatura che rimane sì un ministero del Mare, anche se senz’acqua, senza porti e senza pesci ma con la battigia, gli ombrelloni, le spiagge e un bel pezzo di terra, visto che la Protezione civile, come quegli antipasti abbondanti che andavano di moda nei menu di un tempo, è «mare e monti».

 

il secondo tragico fantozzi

Si torna alla domanda iniziale, dunque: chi fa cosa? Per tentare una sintesi quasi impossibile, sugli italiani che vanno al mare, affittano sdraio e ombrelloni e mettono un piede in acqua sovraintende il ministero di Musumeci; da lì in poi, «pinne, fucile e occhiali» sono divisi tra le Infrastrutture di Salvini e la Sovranità alimentare di Lollobrigida. Preferibilmente al Nord, per evitare confusione. Perché al Sud, da ieri, c’è il ministero di Fitto.

nello musumeci foto di bacco (1)

Ultimi Dagoreport

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…

giorgia meloni magistratura giudici

DAGOREPORT – MALEDETTO IL GIORNO CHE E' STATO PROMOSSO 'STO CAZZO DI REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA! - GIORGIA MELONI E' FINITA IN UN CUL DE SAC, ATTANAGLIATA DALL'AMLETICO DUBBIO: METTERCI O NON METTERCI LA FACCIA? - DAVANTI ALLA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", LA DUCETTA SA DI ESSERE L’UNICA A POTER TRASCINARE AL VOTO GLI INDECISI, MA TEME IL CONTRACCOLPO. SE L'ELETTORATO MODERATO, CHE HA GONFIATO DI VOTI FDI FINO AL 30%, NON PARE GRADIRE PER NIENTE LA RISSA INSCENATA DAI NORDIO E APPLAUDE LA SAGGEZZA DEL CAPO DELLO STATO, SERGIO MATTARELLA, LA DESTRA EX MISSINA, GIUSTIZIALISTA PER DNA, STA CON I MAGISTRATI - E POI NON CONTERÀ SOLO CHI LA VINCE, MA SOPRATTUTTO IN QUALE MISURA SARA' LA VITTORIA: 40%? 50%? 60% - COMUNQUE VADA, IL RAPPORTO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI CON LA CASTA DEI MAGISTRATI SARA' PER SEMPRE COMPROMESSO - NORDIO E MANTOVANO POSSONO INVENTARSI TUTTE LE SEPARAZIONI DELLE CARRIERE E I CSM A SORTEGGIO CHE VOGLIONO MA FINCHE' SARA' IN VIGORE L'ART. 112 DELLA COSTITUZIONE, CHE IMPONE L’OBBLIGATORIETA' DELL’AZIONE PENALE, SARA' IMPOSSIBILE METTERE LA GIUSTIZIA SOTTO IL TALLONE DELLA POLITICA...

bettini schlein conte fratoianni bonelli meloni

DAGOREPORT – A UN MESE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, INEVITABILMENTE DIVENTATO IL GIORNO DEL GIUDIZIO PER L’ARMATA BRANCA-MELONI, AVETE NOTIZIE SULLO STATO DELL’OPPOSIZIONE? - A UN ANNO DALLE POLITICHE CHE AVRANNO IL SUPREMO COMPITO DI ELEGGERE NEL 2029 IL SUCCESSORE DI MATTARELLA, CHE FINE HA FATTO IL FATIDICO “CAMPOLARGO” CHE DOVEVA FEDERARE LE VARIE E LITIGIOSE ANIME DEL CENTROSINISTRA? - DOMANI A ROMA, PER PROMUOVERE IL NUOVO NUMERO DI ‘’RINASCITA’’, GOFFREDONE BETTINI CI RIPROVA A FAR DIVENTARE REALTÀ IL SOGNO DI UN CENTROSINISTRA UNITO IN UNA COALIZIONE: “E’ L’ORA DELL’ALTERNATIVA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI” – AD AFFIANCARE IL BUDDHA DELLE STRATEGIE DEM, SONO ATTESI ELLY SCHLEIN, ROBERTO GUALTIERI, MASSIMO D’ALEMA, ALESSANDRO ONORATO E, COME POTEVA MANCARE PER GOFFREDONE, GIUSEPPE CONTE IN VIDEO - L’ATTESA È TANTA. MA VISTO CHE L’EGO DI OGNI LEADER DELL’OPPOSIZIONE È TALMENTE PIENO DI SÉ CHE POTREBBE STARE TRE MESI SENZA MANGIARE, RIUSCIRANNO I NOSTRI EROI A CEMENTARE LE LORO FORZE PER RISPEDIRE A VIA DELLA SCROFA I “CAMERATI D’ITALIA” CHE DA 3 ANNI E MEZZO SPADRONEGGIANO DA PALAZZO CHIGI?

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)