MOR-TASSI VOSTRA – L'IRRITAZIONE DELL’ITALIA SULLA STRETTA MONETARIA È TUTTA DIRETTA VERSO LA BANCA CENTRALE EUROPEA: NON TANTO PER LA MANOVRA, MA PER IL MODO IN CUI È STATA VARATA E COMUNICATA DA CHRISTINE LAGARDE - L'AVER PREFIGURATO UN CONTROLLO DEGLI SPREAD E L'AVER POI ANNUNCIATO UNA STRETTA “SOSTENUTA” (SENZA PERÒ AVER PRONTO QUEL MECCANISMO) HA INNESCATO LE TURBOLENZE SUI MERCATI CON MILANO CHE HA PERSO IL 5.1% - E PERSINO DANIELE FRANCO PERDE LA PAZIENZA: “IL RIALZO DEI TASSI DEVE AVVENIRE SENZA TENSIONI E SENZA CHOC…”

-

Condividi questo articolo


Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

christine lagarde con mario draghi christine lagarde con mario draghi

Nel quadro europeo sempre più cupo di questi mesi ci sono per l'Italia anche sorprese positive: per esempio, dopo anni di selezione brutale, l'industria sembra crescere strutturalmente meglio delle concorrenti di Francia e Germania. La produzione in aprile ha smentito ancora una volta le previsioni di caduta, mettendo a segno un più 1,6% proprio mentre i dati delle altre grandi economie dell'euro restavano attorno allo zero e sotto le attese. E non è solo il dato di un mese. In aprile la produzione industriale italiana viaggiava del 4,2% al di sopra dei livelli di un anno prima, mentre quella tedesca era in calo di oltre il 2% e quella francese restava ferma.

piazza affari 8 piazza affari 8

 

Sono indicazioni come queste a far pensare che l'economia italiana stia reagendo alla guerra e allo choc sui costi dell'energia meglio di quanto si potesse pensare: l'inflazione viaggia sotto alla media dell'area euro, la fiducia dei consumatori si sta riprendendo più che in Francia o in Germania, i piani del Recovery tengono (per ora) la linea di galleggiamento, mentre deficit e debito pubblico restano diretti verso i netti cali programmati per quest' anno.

 

Daniele Franco Daniele Franco

Ma sono proprio indicazioni confortanti come queste ad acuire nel governo anche l'irritazione. E stavolta è diretta tutta verso i vertici della Banca centrale europea. Ciò che sconcerta a Roma non è tanto la stretta monetaria in sé, necessaria di fronte all'inflazione come ricordato ieri dal segretario generale dell'Ocse Mathias Cormann; a spiazzare è il modo destabilizzante per i mercati - e per le prospettive di ripresa - in cui la svolta è stata varata e comunicata da Christine Lagarde.

MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI DANIELE FRANCO

 

L'aver prefigurato un controllo degli spread, come ha fatto la stessa presidente della Bce il 23 maggio, e l'aver poi annunciato una stretta «sostenuta» senza però aver pronto quel meccanismo, ha innescato un diluvio di scommesse. Tutte contro i Paesi più fragili dell'area euro: con i titoli dell'Italia hanno vissuto giornate campali quelli di Grecia, Spagna, Portogallo e in parte persino della Francia.

 

Nella memoria molti nel ministero dell'Economia a Roma resta stampato a fuoco il ricordo della crisi dell'euro e il non aver appreso dagli errori di allora sembra incomprensibile.

 

mario draghi christine lagarde mario draghi christine lagarde

Proprio perché caduto nel vuoto in attesa di vedere quanto salirà lo stress finanziario, l'annuncio di una rete di sicurezza da parte di Lagarde ha scatenato tutti quelli che vogliono testare fin dove può crescere la tensione. Si è aperta una partita a senso unico. «È stato quasi un invito ai mercati a scommettere sull'allargamento degli spread», spiega Fabio Balboni della banca britannica Hsbc. Si capisce così perché persino un uomo misurato come Daniele Franco ieri da Parigi abbia lanciato un messaggio alla Bce: il rialzo dei tassi deve avvenire «senza tensioni e senza choc», ha detto il ministro dell'Economia, perché «quello che dobbiamo evitare è di introdurre in questo contesto tensioni non necessarie». Franco non lo ha detto, ma molti capiscono che fra gli errori evitabili da parte di Lagarde c'è stato anche il parlare nel pieno delle turbolenze di giovedì come se tutto fosse, al momento, normale.

 

spread spread

Il timore nel ministero dell'Economia a Roma è di rileggere qualche pagina dal copione di dieci anni fa: l'aumento violento degli spread terrorizza le imprese e paralizza gli investimenti interni; scatena una doccia fredda sui grandi investitori esteri che oggi si affacciano sui progetti infrastrutturali; congela i consumi e blocca la crescita, generando da sé più debito (in proporzione) e dunque spread ancora più alti. Sarebbe una spirale perversa di eventi che si auto-avverano. Sarebbe il modo in cui si spezza una ripresa a metà.

 

piazza affari 4 piazza affari 4

Non a caso anche ieri l'euro ha perso terreno sul dollaro - minacciando ancor più inflazione importata, proprio in questa crisi da inflazione importata - quasi che il mercato tema già una recessione europea. Nota Balboni di Hsbc: «I rischi per la crescita e per la frammentazione finanziaria nell'area euro sono tali da farci prevedere che la Bce non riuscirà a eseguire tutta la stretta a ritmo sostenuto che i mercati si aspettano». Di certo per un'Italia cronicamente fragile i margini di errore sono sempre di meno. A Francoforte, come anche a Roma.

LAGARDE DRAGHI LAGARDE DRAGHI christine lagarde mario draghi 2 christine lagarde mario draghi 2 christine lagarde mario draghi 1 christine lagarde mario draghi 1

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

DAGOREPORT – ANCHE I DRAGHI, OGNI TANTO, COMMETTONO UN ERRORE. SBAGLIÒ NEL 2022 CON LA CIECA CORSA AL COLLE, E SBAGLIA OGGI A DARE FIN TROPPO ADITO, CON LE USCITE PUBBLICHE, ALLE CONTINUE VOCI CHE LO DANNO IN CORSA PER LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE EUROPEA - CHIAMATO DA URSULA PER REALIZZARE UN DOSSIER SULLA COMPETITIVITÀ DELL’UNIONE EUROPEA, IL COMPITO DI ILLUSTRARLO TOCCAVA A LEI. “MARIOPIO” INVECE NON HA RESISTITO ALLE SIRENE DEI MEDIA, CHE TANTO LO INCENSANO, ED È SALITO IN CATTEDRA SQUADERNANDO I DIFETTI DELL’UNIONE E LE NECESSARIE RIFORME, OFFRENDOSI COME L'UOMO SALVA-EUROPA - UN GRAVE ERRORE DI OPPORTUNITÀ POLITICA (LO STESSO MACRON NON L’HA PRESA BENE) - IL DESTINO DI DRAGHI È NELLE MANI DI MACRON, SCHOLZ E TUSK. SE DOPO IL 9 GIUGNO...

DAGOREPORT – BENVENUTI ALLA PROVA DEL “NOVE”! DOPO LA COSTOSA OPERAZIONE SUL ''BRAND AMADEUS'' (UN INVESTIMENTO DI 100 MILIONI DI DOLLARI IN 4 ANNI), A DISCOVERY NON VOGLIONO STRAFARE. E RESTERANNO FERMI, IN ATTESA DI VEDERE COSA SUCCEDERA' NELLA RAI DI ROSSI-MELONI - ''CORE BUSINESS' DEL CANALE NOVE: ASCOLTI E PUBBLICITÀ, QUINDI DENTRO LE SMORFIE E I BACETTI DI BARBARELLA D'URSO E FUORI L’INFORMAZIONE (L’IPOTESI MENTANA NON ESISTE) - LA RESPONSABILE DEI CONTENUTI DI DISCOVERY, LAURA CARAFOLI, PROVO' AD AGGANCIARE FIORELLO GIA' DOPO L'ULTIMO SANREMO, MA L'INCONTRO NON ANDO' A BUON FINE (TROPPE BIZZE DA ARTISTA LUNATICO). ED ALLORA È NATA L’IPOTESI AMADEUS, BRAVO ''ARTIGIANO" DI UNA TV INDUSTRIALE... 

DAGOREPORT – L’INSOFFERENZA DI AMADEUS VERSO LA RAI È ESPLOSA DURANTE IL FESTIVAL DI SANREMO 2024, QUANDO IL DG RAI GIAMPAOLO ROSSI, SU PRESSIONE DEI MELONI DI PALAZZO CHIGI, PROIBI' AI RAPPRESENTANTI DELLA PROTESTA ANTI-GOVERNATIVA DEI TRATTORI DI SALIRE SUL PALCO DELL'ARISTON - IL CONDUTTORE AVEVA GIÀ LE PALLE PIENE DI PRESSIONI POLITICHE E RACCOMANDAZIONI PRIVATE (IL PRANZO CON PINO INSEGNO, LE OSPITATE DI HOARA BORSELLI E POVIA SONO SOLO LA PUNTA DELLA CAPPELLA) E SI È LANCIATO SUI DOLLARONI DI DISCOVERY – L’OSPITATA “SEGRETA” DI BENIGNI-MATTARELLA A SANREMO 2023, CONSIDERATA DAI FRATELLINI D’ITALIA UN "COMIZIO" CONTRO IL PREMIERATO DELLA DUCETTA, FU L'INIZIO DELLA ROTTURA AMADEUS-PRESTA…