giuseppe conte gennaro vecchione luigi di maio xi jinping thomas miao virginia raggi

IL MOVIMENTO 5 STELLE? È UNA SCATOLA CINESE – ANNALISA CHIRICO: “L’AMORE TRA I GRILLINI E LA CINA ORMAI È VISSUTO ALLA LUCE DEL SOLE, SENZA INFINGIMENTI. LA CONFERMA È LA DOPPIA VISITA DI BEPPE GRILLO ALL’AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA POPOLARE” – “DI MAIO È L’UNICO LEADER DI UN PAESE DEMOCRATICO CHE HA PARLATO SOLTANTO UNA VOLTA DI HONG KONG E HA USATO PAROLE DI UN FUNZIONARIO CINESE – IL 5G, LA VIA DELLA SETA E TUTTE LE PROVE DI FEDELTÀ DEI PENTASTELLATI VERSO PECHINO

 

 

Annalisa Chirico per www.formiche.net

 

LUIGI DI MAIO INCONTRA BEPPE GRILLO A ROMA 5

“Special relationship” alla pechinese. Tra M5S e Cina è sempre più amore. Un amore vissuto ormai alla luce del sole, senza infingimenti. La conferma è nella doppia visita che, in un piovoso weekend novembrino, il leader del movimento Beppe Grillo ha svolto presso l’ambasciata della Repubblica popolare cinese in Italia: venerdì la cena con l’ambasciatore cinese Li Junhua e sabato, in giornata, un secondo incontro di oltre due ore, sempre nella sede diplomatica del quartiere Parioli a Roma.

luigi di maio xi jinping

 

Recentemente il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ha annullato la propria partecipazione al G20 in Giappone, è stato ospite d’onore a Shangai dove ha brindato a prosecco con il presidente Xi Jinping, il quale deve avergli perdonato la gaffe del novembre di un anno fa quando in una conferenza stampa, a Pechino, l’allora vicepremier pentastellato lo chiamò per due volte “Ping”. Di Maio ha fatto di tutto per farsi perdonare.

li junhua sergio mattarella

 

È l’unico leader di un Paese democratico che ha parlato soltanto una volta di Hong Kong e lo ha fatto con le parole di un funzionario cinese: sono affari interni della Cina. Già a luglio, nelle prime settimane delle manifestazioni, il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, suo fedelissimo, si era recato a Hong Kong senza proferire verbo sulle proteste. Di Maio è l’uomo che ha apposto la firma sul memorandum d’intesa per la Via della Seta.

 

Geraci, Di Maio, Sequi - Presentazione della Via della Seta

L’Italia è unico Paese fondatore dell’Unione europea ad aver sottoscritto un accordo che la stampa cinese ha celebrato come un successo geopolitico nazionale. La firma per la “Belt and Road Initiative” ha già comportato per il nostro Paese una facilitazione concreta nell’esportazione di arance via aereo (nello stesso tempo, il presidente francese Macron ha incassato un maxi ordine di Airbus dalla Cina, senza doversi inchinare, in ruolo ancillare, al Partito comunista cinese).

 

thomas miao huawei

Uno sbaglia ma poi impara, si diceva, e i grillini il test di fedeltà con la Cina non lo sbagliano mai. Per non sbagliare, Di Maio, promosso alla guida della Farnesina nel Conte-bis, ha nominato come capo di gabinetto Ettore Sequi, già ambasciatore italiano a Pechino. Il 14 novembre scorso il ceo di Huawei Italia, Thomas Miao, ha pronunciato il discorso di apertura dell’evento “Smart company” organizzato a Milano dalla Casaleggio associati, la società di Davide Casaleggio che, in quanto presidente, tesoriere e amministratore unico dell’Associazione Rousseau, gestisce la piattaforma informatica e incassa ogni mese trecento euro da ogni parlamentare grillino (per un totale di circa 700mila euro nel 2018). Il manager Miao è lo stesso che ad ottobre, in occasione della inaugurazione dei nuovi uffici romani del colosso cinese delle telecomunicazioni è comparso in una photo opportunity con il sindaco della capitale Virginia Raggi, accorsa in loco per celebrare l’evento.

thomas miao con virginia raggi all'inaugurazione del nuovo ufficio huawei di roma 5

 

L'ARTICOLO SUL BLOG DI BEPPE GRILLO CHE NEGA LA REPRESSIONE CINESE DEGLI UIGURI

Sempre per non sbagliare, il 15 novembre il blog di Grillo, silente sulle proteste di Hong Kong, ha ospitato un intervento negazionista sulla repressione cinese contro la minoranza uigura, turcofona e di fede musulmana, nella regione dello Xinjiang. Eppure un dettagliato report dell’Unione Europea del gennaio 2019 evidenzia “le profonde preoccupazioni dell’Ue sui diritti umani nello Xinjiang, anche in relazione alla detenzione di massa, alla rieducazione politica, alla libertà religiosa e alle politiche di sinicizzazione”. Per non parlare delle numerose segnalazioni da parte delle Nazioni Unite e di organismi come Amnesty International che mostrano come il governo cinese abbia trasformato la regione in “un enorme campo di internamento avvolto nel segreto”.

thomas miao con virginia raggi all'inaugurazione del nuovo ufficio huawei di roma

 

LUIGI DI MAIO INCONTRA BEPPE GRILLO A ROMA 6

Non è invece un segreto che il dossier 5G sia un argomento delicato tanto per il M5S quanto per il premier Giuseppe Conte. Quando ci sono in ballo cybersicurezza ed equilibri internazionali, il funambolismo non paga. Il tema, già terreno di scontro tra Lega e 5 Stelle attorno al “Golden power” governativo contro ogni minaccia informatica alla sicurezza nazionale, continua a suscitare diffidenza dalle parti della diplomazia statunitense. L’atteggiamento ondivago e, a tratti, dilatorio su un dossier così rilevante per la sicurezza nazionale non è stato apprezzato.

 

huawei a shenzhen 1giuseppe conte gennaro vecchione

Mentre l’amministrazione Trump ha stabilito, in questi giorni, che le telco cinesi Huawei e Zte, già inserite nella “Entity List”, rappresentano “minacce alla sicurezza nazionale” e sono dunque escluse dal programma di sussidi federali di un valore pari a 8,5 miliardi di dollari, l’Italia resta un punto debole nella strategia di protezione da possibili attacchi cyber. In particolare, dopo il tormentato percorso del dossier nei mesi del Conte-uno, lo scorso 24 ottobre la Camera, con i voti favorevoli di 5S e Pd, astenuti Lega, Fi e Fdi, ha dato il via libera a un ddl sul “perimetro di sicurezza cibernetica nazionale”. La legge prevede che tutte le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici e privati fornitori di servizi strategici debbano rientrare in questo “perimetro” che sarà organizzato e verificato da due istituzioni: il Centro di valutazione e certificazione nazionale, istituito presso il ministero dello Sviluppo economico, e il Dipartimento informazioni e sicurezza, guidato dal generale Gennaro Vecchione (vicinissimo al premier Conte e implicato nella vicenda Russiagate all’esame del Copasir).

luigi di maio xi jinping

 

Insomma, sul 5G non c’è ancora un punto fermo. E questo, sommato alle plurime manifestazioni di un amore non più sottaciuto, genera fibrillazioni. Che l’Italia non sia più un alleato affidabile? Mao miao.

giuseppe conte gennaro vecchione 1luigi di maio xi jinping

Ultimi Dagoreport

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...