E NAUFRAGAR M’E’ DOLCE IN QUESTO CONTE: “NON È MAI SUCCESSO CHE CON UN MIO GOVERNO I PORTI SIANO RIMASTI CHIUSI, ALLA FINE SONO SBARCATI TUTTI ANCHE SE, TALVOLTA, DOPO QUALCHE GIORNO”. "GIUSEPPI" DAVANTI A LETTA E BETTINI OSA L’INOSABILE E LA PLATEA SPROFONDA IN UN MUTO STUPORE – L’IRONIA DI MATTIA FELTRI

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Mattia Feltri per la Stampa

 

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Una scena da non crederci. Giovedì c' è stato un profondissimo dibattito con Giuseppe Conte, quasi leader dei Cinque Stelle, Enrico Letta, leader del Pd, e Goffredo Bettini, eterno oracolo della sinistra. A un certo punto, per consegnare un fondamento ideale al nascente sodalizio, Conte ha rivelato un segreto fin qui inespugnabile: «Non è mai successo che con un mio governo i porti siano rimasti chiusi, alla fine sono sbarcati tutti anche se, talvolta, dopo qualche giorno». L' assise virtuale (erano collegati online) è sprofondata in un muto stupore.

 

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Gli interlocutori dell' ex premier sono rimasti a bocca aperta e occhi sbarrati, sinché Letta non si è alzato, ratto come la folgore, per scomparire dall' inquadratura. «Enrico! Enrico! Dove vai?», si è messo a gridare Bettini. Letta ha rinfilato la testa davanti alla telecamera: «Devo correre alla procura di Palermo!

 

Non c' è tempo da perdere! Hanno rinviato a giudizio Matteo Salvini per sequestro di persona! Rischiano di condannare un innocente! L' intollerabile ingiustizia graverebbe sulle nostre coscienze!». Bettini è impallidito e, a sua volta, come rombo di tuono si è fiondato via dalla diretta.

 

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«Goffredo! Goffredo! Dove vai?», ha strillato Conte. Si è sentita allontanandosi la voce di Bettini: «Corro dai compagni! Abbiamo dato a Salvini del negriero! Del razzista!

Del nazista! Invece è un sincero democratico! Un missionario! Un santo! Non possiamo insozzarci nella menzogna! Che partito ne nascerebbe?». Sì, naturalmente sto scherzando: tutti i virgolettati sono falsi. Tutti, tranne il primo, accettato dall' uditorio in mezzo al suo naufragio.

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