stato d animo elettori europee - sondaggio euromedia research - la stampa giorgia meloni elly schlein

NEMMENO IL “VAFFA” BASTA PIÙ: GLI ITALIANI SONO TOTALMENTE DISILLUSI DALLA POLITICA. E DISERTANO LE URNE – ALESSANDRA GHISLERI ANALIZZA IL DATO SULL’AFFLUENZA ALLE EUROPEE, LA PIÙ BASSA DI SEMPRE: “IL SENTIMENTO DELLO ‘SCONFORTO’ È STATO DENUNCIATO DAL 42% DEGLI INTERVISTATI. EMERGE UNA PERCEZIONE DI TRISTEZZA, INSODDISFAZIONE E SCORAGGIAMENTO” – “UN CITTADINO SU QUATTRO MANIFESTA UN'EMOZIONE INTENSA DI IRRITAZIONE E FRUSTRAZIONE E SI SENTE AI MARGINI E IMPOTENTE NELL'AZIONE, CHE FACILMENTE PUÒ SFOCIARE IN RANCORE” – “GLI UNICI PARTITI CRESCIUTI IN TERMINI ASSOLUTI SONO PD E AVS

Estratto dell’articolo di Alessandra Ghisleri per “La Stampa”

 

DISUNITA SFIDUCIA E NON VOTO - SONDAGGIO DI EUROMEDIA PER LA STAMPA

L'affluenza nazionale italiana alle elezioni europee è stata la più bassa che si sia mai registrata, se si escludono le chiamate per i referendum. Il 49,69% della popolazione è andata a votare, che equivale a 24.622.587 cittadini su un totale di 49.552.399 elettori. Questo significa che un numero molto limitato di persone ha voluto partecipare alle elezioni, dimostrando un disinteresse crescente per la politica europea, e probabilmente anche per quella nazionale.

 

[…] La particolare campagna elettorale ha verticalizzato il senso della chiamata al voto mettendo - per quasi tutti i partiti in campo - il proprio leader candidato o una personalità "simbolo" di forte richiamo. Per chi non si è esposto su una di queste due posizioni il risultato non è stato soddisfacente, ad esempio per il Movimento 5 Stelle.

 

ALESSANDRA GHISLERI

[…] Si è portata la discussione - troppo - spesso sullo scontro ideologico, lontano dai reali bisogni e interessi dei cittadini. Di sicuro quello che emerge dallo sfondo è una scarsa notorietà e una mancanza diffusa di fiducia nei confronti delle istituzioni europee, una percezione di lontananza e di quasi estraneità rispetto alle questioni che vengono trattate a livello europeo e delle decisioni prese a livello comunitario. Tutto questo sembra stridere all'indomani di un importante G7 proprio in terra nostrana.

 

ursula von der leyen giorgia meloni g7 borgo egnazia

Anche la diffusione negli ultimi giorni delle immagini dei parlamentari che si accapigliano alla Camera dei deputati, offre il fianco alla disillusione nei confronti della politica in generale. Con un'affluenza al di sotto del 50%, più che deficit di democrazia, […] ci troviamo di fronte ad un difetto di fiducia. […]

 

Gli unici partiti che in termini di valori assoluti sono cresciuti in questa tornata elettorale sono il Partito Democratico (+250.000 voti circa) e Alleanza Verdi e Sinistra (+550.000 voti circa), denunciando così la composizione principalmente di centro destra tra le file dell'astensione. Dalle rilevazioni realizzate dopo le giornate elettorali emerge che, a fronte di un 35% (che potremmo definire ormai fisso nelle ultime tornate elettorali) di gente che è sempre stata convinta della propria decisione di non recarsi al seggio, ben il 65% ha deciso proprio all'ultimo e addirittura uno su quattro proprio il giorno del voto.

 

STATO D ANIMO ELETTORI EUROPEE - SONDAGGIO EUROMEDIA RESEARCH - LA STAMPA

Tra coloro che non sono andati a votare il sentimento dello «sconforto» è stato denunciato dal 42% degli intervistati, mentre la «rabbia» è stata denunciata dal 26,6% Più indietro emerge il «desiderio di cambiamento» (11,5%) e la «speranza» (3%) - fonte Euromedia Research.

 

Da tutto questo emerge una percezione dominante di tristezza, insoddisfazione e scoraggiamento tipica di quando ci si trova di fronte a una situazione difficile e deludente che non si sa come governare con le proprie forze.

 

Scatta in tal senso una sensazione di apatia e abbandono che potremmo anche definire noncuranza e lassismo. Diversa è la denuncia di un cittadino su quattro che manifesta invece un'emozione intensa di irritazione e frustrazione sentendosi considerato ingiustamente ai margini e impotente nell'azione, che facilmente può sfociare in rancore.

 

elly schlein felice dopo le europee 3

[…] La stessa Europa, intesa come l'insieme delle istituzioni europee, non è considerata coesa e unita dal 70,2% del campione intervistato dalla banca dati di Euromedia Research. Un cittadino su due si è dimostrato indifferente all'appuntamento elettorale denunciando l'incapacità della politica di poter essere […] marcata e forte nelle decisioni necessarie per il nostro Paese.

 

È importante garantire che tutti i settori della società siano inclusi nel processo democratico e che tutte le loro preoccupazioni e i bisogni siano rappresentati in maniera adeguata. Il vero rischio altrimenti è quello di offrire ai cittadini prove convincenti che la politica non sia la vera guida del Paese Europa come già ne è persuaso il 40,7%.

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”