sergio mattarella giuseppe chine mario draghi

NON ABBIAMO ANCORA IL TETTO AL PREZZO DEL GAS, MA ALMENO TORNA QUELLO AGLI STIPENDI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – DOPO LO SCHERZETTO DI GIUSEPPE CHINÈ, POTENTE CAPO DI GABINETTO DEL MEF, CHE AVEVA FATTO APPROVARE UNA DEROGA AI 240MILA EURO PER I DIRIGENTI DELLA PA, LA COMMISSIONE BILANCIO DELLA CAMERA HA APPROVATO L'EMENDAMENTO CHE LA SOPPRIME – DRAGHI SI ERA INCAZZATO, E ANCHE MATTARELLA HA FATTO TRAPELARE LA SUA “PERPLESSITÀ”…

sergio mattarella mario draghi

1 - TETTO AGLI STIPENDI DEI DIRIGENTI PUBBLICI, LA RETROMARCIA DEL GOVERNO. “MATTARELLA HA DETTO A DRAGHI CHE ABROGARLO ERA INOPPORTUNO”

Estratto da www.ilfattoquotidiano.it

 

Anche il presidente Sergio Mattarella, stando ad ambienti parlamentari, parlando con il premier Mario Draghi ha espresso perplessità sulla norma del decreto Aiuti bis che ha abrogato per i capi delle Forza armate e di Polizia ma anche per gli alti burocrati ministeriali il tetto di 240mila euro agli stipendi.

 

GIUSEPPE CHINE

Una norma “inopportuna“, secondo il capo dello Stato, in un momento in cui gli italiani stanno faticando per la crisi energetica. La notizia arriva dopo che il governo – che ieri aveva giocato allo scaricabarile con i partiti – ha fatto sapere di aver presentato un emendamento soppressivo che fa marcia indietro e reintroduce il limite. La commissione Bilancio della Camera l’ha subito approvato. Lo stesso dovrà avvenire in Senato dove il teso tornerà martedì 20 settembre in terza lettura per il varo definitivo. […]

 

LUCIANO DALFONSO

2- DL AIUTI BIS: TORNA IL TETTO AGLI STIPENDI NELLA PA, OK IN COMMISSIONE. APPROVATO EMENDAMENTO DEL GOVERNO

Giacomo Galeazzi per www.lastampa.it

 

Salta alla Camera la deroga al tetto di 240mila euro per gli stipendi per i dirigenti della Pubblica amministrazione. La commissione Bilancio della Camera ha infatti approvato l'emendamento soppressivo della norma introdotta ieri nel dl aiuti bis dal Senato. Il governo aveva presentato un emendamento soppressivo dell'articolo 41 bis del Dl aiuti bis.

 

La controversa misura, introdotta dalle commissioni Bilancio e Finanze del Senato con un emendamento riformulato, prevede un trattamento economico accessorio per le figure apicali di Polizia, Forze Armate e Pubblica amministrazione, anche in deroga al tetto di 240 mila euro fissato per i manager pubblici. Il Dl aiuti bis è al momento all'esame della commissione Bilancio della Camera e domani è atteso in Aula a Montecitorio. Per effetto di questa modifica, una volta approvata, il provvedimento tornerà al Senato in terza lettura, per il via libera definitivo: il decreto va convertito in legge entro l'8 ottobre.

 

Draghi irritato

GIUSEPPE CHINE

«Io ho letto che anche Draghi è molto arrabbiato. E' stato un errore, cercheremo di capire cosa sia successo», aveva detto ieri sera Enrico Letta, segretario del Pd, a “Carta Bianca” su Rai3, commentando la notizia che è saltato il tetto allo stipendio dei manager pubblici. Adesso il governo ha presentato un emendamento e chiederà di votarlo salvo che le forze politiche all'unanimità non decidano di approvare l'ordine del giorno che dispone la soppressione dell'articolo nel Decreto Aiuti Ter.

 

LUCIANO DALFONSO 3

Se c'è un problema di credibilità della politica in questo Paese, con conseguente di disaffezione e mancata partecipazione dei cittadini, si deve anche a provvedimenti assurdi come la deroga del tetto alle retribuzioni oltre i 240 mila euro annui dei manager pubblici e vertici di polizia ed esercito, pur rispettando il lavoro importante che svolgono nel paese», aveva criticato la Cgil. 

 

Beffa

mario draghi contro firma il decreto di scioglimento delle camere

«La beffa è doppia se si considera che la norma è stata introdotta in Commissione Bilancio del Senato durante la discussione del Decreto Aiuti bis, che uno immagina incentrato sul sostegno a lavoratori e pensionati che a causa di bassi salari, inflazione e aumento delle utenze energetiche hanno visto i propri redditi erosi- aggiunge il più grande sindacato italiano-. Si aiutano invece i redditi oltre i 240 mila euro e ci si dimentica di un mondo del lavoro in sofferenza e di famiglie che davvero rischiano di non arrivare a fine mese e mettere assieme pranzo e cena.

LUCIANO DALFONSO CARLO TOTO

 

Soprattutto al Sud e quindi anche nella nostra regione, dove i pensionati vivono con 700 euro medi di pensione e quasi un terzo dei poveri è in questa condizione pur lavorando. Per rimediare a una brutta pagina che vede una politica distante dalla vita reale delle persone che si candida a rappresentare, si cancelli quell'emendamento per provare a recuperare rapporto di fiducia con gli elettori, ai quali chiediamo di esercitare il proprio diritto di voto perché fondamentale esercizio di democrazia».

 

«Via libera definitivo del Parlamento europeo alla direttiva sul salario minimo. Mentre in Italia gli altri partiti pensano ad alzare stipendi ai superdirigenti di Stato, noi continuiamo a batterci per il salario minimo legale a 9 euro l'ora. Basta paghe da fame», aveva scritto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, su Twitter.

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