virginia raggi

NON CI RESTA CHE RIDERE – IL SURREALE ENDORSEMENT SOCIAL DI BEPPE GRILLO A VIRGINIA RAGGI SCATENA I SOCIAL: PER I TWITTAROLI LA SINDACA, TRASFORMATA IN UNA GLADIATRICE, AL POSTO DELL’ELMO DI SCIPIO, TIENE CON UNA MANO LA TESTA DI UN CINGHIALE E CON L'ALTRA SI APPOGGIA A UN SACCO DI MONNEZZA. E C’È CHI LA VEDE COME LA PROTAGONISTA DI “IO SONO LEGGENDA” INSEGUITA DAGLI UNGULATI – UN MALDESTRO TENTATIVO DI BEPPE-MAO DI FARLA APPARIRE UN’EROINA CHE RISULTA KITSCH E RIDICOLIZZA LA CITTÀ…

 

Mario Ajello per “Il Messaggero”

 

meme virginia raggi 3

C'è un'aquila che vola nel cielo. Ma non è quella della Lazio, come nell'inno della squadra biancoceleste. Si tratta invece di Virginia, della Raggi, della sindaca che tenta il bis volteggiando sul Campidoglio per entrarci di nuovo lasciando a terra Calenda, Gualtieri e Michetti. La metafora è firmata da Beppe Grillo, che si riscopre romano, romanesco, anzi ancora di più: vetero-quirita ad alta improbabilità visto che è un po' nordista e molto ligure. E comunque questo è l'endorsement: «Più in alto voli, tanto più piccoli sembreranno quelli che non possono farlo. Virginia, vai avanti con coraggio».

 

meme virginia raggi 2

Ma dal punto di vista iconografico, la Raggi non è effigiata come un uccello rapace della famiglia Accipitridae, sì insomma come un'aquila (pur essendo Virginia di fede laziale). Nel fotomontaggio by Beppe, postato sulla sua pagina social, la sindaca diventa una gladiatrice romana. Anzi di più e meglio. Impugna l'elmo di Scipio, ha lo scudo da centurione (non esisteva al tempo degli antichi romani la parità di genere ma adesso evidentemente si può essere anche centuriona) e una rotondità da nuova genitrice di Roma, in contrasto evidente con le normali fattezze fisiche di Virginia.

VIRGINIA RAGGI

 

IL SURREALISMO Un passetto più in là, e Grillo - che non ha speso una parola per l'avvento di Conte alla leadership di M5S, mentre s' è attivato per fare eleggere l'amata Virginia nel Comitato dei garanti stellati facendole prendere il doppio dei voti di Fico e di Di Maio - poteva arrivare ad effigiare la sindaca, qui avvolta in un lungo vestito bianco che la rende seducente, da Lupa capitolina con Romolo (chi? Il Dibba?) e Remo (chi? Non certo Conte) attaccati al suo corpo. Ma ovviamente, la sola idea che la sindaca potesse somigliare alla Lupa ha scatenato i twittaroli e via con i contro-fotomontaggi in cui lei attraversa le strade dell'antica Roma in compagnia di cinghiali ante-Cristo.

 

L'invenzione grillesca di una Virginia che non ha nulla della realtà, la costruzione di una combattente-genitrice, di una guerriera da falange imperiale, di conquistatrice imbattibile unica vera star dell'empireo M5S, è una trovata propagandistica che rischia di ridurre a caricatura un personaggio politico immeritevole di questa sorte in un momento che richiede da parte di tutti, anche di Beppe, un'estrema serietà visto che sono in ballo le sorti della Capitale nelle urne dei prossimi giorni.

 

MEME - VIRGINIA RAGGI E IL CINGHIALE

Grillo gioca con la romanità, riducendola a kitsch e questo non è un buon servizio né alla città né alla sua sindaca, confermando una svalutazione del rango dell'Urbe che lo riguarda da sempre. Una volta ha postato alcuni versi di uno sconosciuto poeta nei quali i romani venivano chiamati «gente de fogna». E dovette giustamente scusarsi.

 

IL GIOCO POLITICO Adesso gioca con lo stesso spartito della ridicolizzazione e non va bene lo stesso. La Raggi potrebbe chiedere i danni al comico ex leader che, pur essendo caduto una volta in una buca romana, in passato l'ha esortata - sempre burlandosi del romanesco - dicendole «daje» e poi «Roma nun te merita». E si sentiva dietro l'esibito slang la puzza sotto il naso genovese di chi comunque considera Roma una suburra in fondo meritevole di essere lasciata al suo destino.

 

BEPPE GRILLO VIRGINIA RAGGI

Una Lupa capitolina la dipinse Rubens e la pseudo arte sfoggiata da Grillo non può rivaleggiare con quel colosso. Semmai, la Raggi neo-classicheggiante immaginata da Beppe potrebbe ricordare certe opere di Luigi Ontani. Ma più che i paragoni artistici (improbabili), conta il discorso politico sottinteso alla riscoperta kitsch della romanità by Grillo. Dopo il voto del fine settimana, molti se la prenderanno con Conte per la probabile sconfitta M5S a livello nazionale e alcuni punteranno su Virginia la gladiatrice, la legionaria, la centuriona contro l'avvocato «corpo estraneo», considerato più dem che grillino. E tra questi anche Grillo

virginia raggi in versione gladiatrice twittata da beppe grillogrillo raggibeppe grillo virginia raggiRAGGI GRILLObeppe grillo con roberto fico e virginia raggivirginia raggi roberta lombardi beppe grilloIL TWEET DI BEPPE GRILLO SULLA RAGGI CHE SI RICANDIDAgrillo raggigrillo raggivirginia raggi monnezza 19

virginia raggi in versione gladiatrice twittata da beppe grillo

Ultimi Dagoreport

pier silvio marina berlusconi antonio tajani enrico costa deborah bergamini paolo barelli maurizio gasparri

AR-CORE NON SI COMANDA! TAJANI, PRIMO ZOMBIE DI FORZA ITALIA - AZZOPPATO AL SENATO (GASPARRI) E SBARELLATO ALLA CAMERA (BARELLI), PER NON PERDERE DEL TUTTO LA FACCIA, RIESCE A SPUNTARLA SULLA NOMINA A CAPOGRUPPO DI DEBORAH BERGAMINI, CARA A MARINA BERLUSCONI, MA DOVRÀ SUBIRE L’INVESTITURA DI ENRICO COSTA, CHE DI SICURO NON È UN TAJANEO - DI PIÙ: E' RINVIATO IL CONGRESSO NAZIONALE PER EVITARE CHE TAJANI SI BLINDI NEL PARTITO E LA BERLUSCONINA POSSA COSI' SCEGLIERE LEI I CANDIDATI AL VOTO DEL 2027 - TENSIONE ANCHE SUL RUOLO DI FRANCESCA PASCALE: PER IL CIOCIARO, GLI ATTACCHI DELL’EX DI "PAPI SILVIO" SAREBBERO ISPIRATI DALLA FAMIGLIA – IL “COMMISSARIAMENTO” DI FATTO DEL SUO “AIUTO-CAMERIERE” CIOCIARO PEGGIORA LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONI CHE VEDE I "PADRONI" DI FORZA ITALIA COME NEMICI E NON VUOLE ULTERIORI SCOSSE ALLA MALCONCIA STABILITÀ DEL GOVERNO - NEGLI ULTIMI GIORNI LA THATCHER IMMAGINARIA DELLA GARBATELLA AVREBBE CHIESTO A PIÙ RIPRESE DI FERMARE LA CACCIATA DEI CAPIGRUPPO TAJANEI - MA COME DETTA LA “LEGGE DI MURPHY’’: QUANDO LE COSE VANNO MALE POSSONO SEMPRE PEGGIORARE…

elly schlein giuseppe conte piepoli

DAGOREPORT – PER CAPIRE PERCHÉ ELLY SCHLEIN SI OPPONE ALLE PRIMARIE NON SERVE UN GENIO: LE PERDEREBBE! IL SONDAGGIO DELL’ISTITUTO PIEPOLI CERTIFICA: IN CASO DI CONSULTAZIONE TRA GLI ELETTORI DEL CAMPO LARGO, IL 55% SCEGLIEREBBE GIUSEPPE CONTE E SOLO IL 37% LA SEGRETARIA DEM – LA “SORPRESA” DI ERNESTO MARIA RUFFINI, CONOSCIUTO AL GRANDE PUBBLICO SOLO COME EX ESATTORE DELLE TASSE (È STATO DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE): IL 26% DEGLI ITALIANI HA FIDUCIA IN LUI (HA UN GRADIMENTO DOPPIO DI ELLY E PEPPINIELLO TRA I MILITANTI DEL CENTRODESTRA) - LA "SVOLTA" DI AVS: DOPO ANNI PASSATI A RIMORCHIO DI CONTE, ORA "SCELGONO" SCHLEIN

matteo renzi theodore kyriakou giorgia meloni brachetti peretti mario orfeo

DAGOREPORT: KALIMERA, THEO! – ALTRO CHE INCONTRO SEGRETO CON RENZI A ROMA, COME HA SCRITTO SALLUSTI SU “LA VERITÀ”: IL NEO EDITORE DI “REPUBBLICA”, THEO KYRIAKOU, STA GIRANDO COME UNA TROTTOLA, CON INCONTRI SU E GIU’ PER L’ITALIA  (APPARECCHIATI DAL SUO STAFF CAPITANATO DAL NUOVO CEO DELL’ACQUISITO GRUPPO GEDI, MIRJA CARTIA D’ASERO), PER CONOSCERE I POTERI DRITTI E STORTI DEL PAESE DI MACHIAVELLI E PULCINELLA: HA STRETTO LA MANINA DI SALA, CAIRO, PIER SILVIO BERLUSCONI, CALTAGIRONE, ANGELUCCI, COMPRESO IL VISPO LEONARDINO DEL VECCHIO - LA TAPPA CAPITOLINA DEL GRAND TOUR DEL GRECO ANTENNATO, È STATA ATTOVAGLIATA NELLA MAGIONE DI UGO BRACHETTI PERETTI – OLTRE ALL'AMICO DI LUNGA DATA, SOTTO L'ALA DI TONY BLAIR, MATTEO RENZI, ALLA COLAZIONE ERANO PRESENTI IL SINDACO DI ROMA GUALTIERI, I DISCEPOLI RENZIANI NASTASI E CARBONE, ATTUALE MEMBRO LAICO DEL CSM - COLPISCE CHE IN TUTTI QUESTI INCONTRI E ABBOCCAMENTI ITALICI, IL NOSTRO THEO ABBIA AVUTO FINORA SOLO UN BREVE CONTATTO TELEFONICO CON GIORGIA MELONI…

alberto leonardis maurizio molinari angelo binaghi la stampa giuseppe bottero

DAGOREPORT – A TORINO TORNA IL REGNO DI SARDO-SABAUDO! -  L’ACQUISIZIONE DE “LA STAMPA” BY ALBERTO LEONARDIS SI CHIUDERÀ A FINE MAGGIO: IN PRIMA FILA LA FONDAZIONE DI SARDEGNA, CHE ERA GIA' PRESENTE NEL QUOTIDIANO “NUOVA SARDEGNA” QUANDO FU ACQUISITO DALLA SAE DI LEONARDIS, VARI IMPRENDITORI PIEMONTESI, TRA CUI, PARE, IL SARDISSIMO ANGELO BINAGHI (TRAMITE “SPORTCAST”, SOCIETÀ EDITORIALE DELLA TV “SUPERTENNIS”) – SE L'EX DIRETTORE DI "REPUBBLICA", MAURIZIO MOLINARI, CURERÀ IL “DORSO INTERNAZIONALE”, PER IL DOPO-MALAGUTI LEONARDIS CERCA UN PROFILO “STANZIALE”: UN UOMO MACCHINA CON I PIEDI A TORINO. IL NOME CHE CIRCOLA È QUELLO DI…

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?