partiti elezioni parlamento sondaggi dalimonte 2020

NON SI VOTA. E BASTA UNA TABELLA DI D'ALIMONTE PER CAPIRE PERCHÉ - SE SI ANDASSE AL VOTO DOMANI, CONTANDO IL TAGLIO DEI PARLAMENTARI E I SONDAGGI, IL M5S PASSEREBBE DA 339 ELETTI A POCO PIÙ DI 100: IL GROSSO DEI MIRACOLATI GRILLINI PERDEREBBE I MEGA-REDDITI (CHE NEANCHE DEVONO PIÙ RENDICONTARE) E IL MINI-VITALIZIO - FORZA ITALIA SAREBBE DECIMATA E PERSINO LA LEGA PERDEREBBE. L'UNICA A GUADAGNARCI SAREBBE LA MELONI, CHE NON A CASO NON VUOLE ENTRARE NEL GOVERNISSIMO DRAGHI-GIORGETTI

Roberto D'Alimonte per ''Il Sole 24 Ore''

 

ROBERTO DALIMONTE

Ancora una volta tanto rumore per nulla. Periodicamente si torna a parlare di crisi di governo e di possibili elezioni anticipate senza tener conto della realtà. Sono i numeri a dirci che l’ipotesi di elezioni prima del 2023 è del tutto infondata. È vero che i numeri sottendono comportamenti razionali e gli umani, compresi i politici che siedono in Parlamento, spesso non lo sono.

 

Ma quando si tratta di convenienze politiche ed economiche chiaramente definite è difficile che le emozioni sostituiscano il calcolo razionale. E questo è proprio il caso dell’analisi costi-benefici applicata alla eventuale decisione da parte della maggioranza degli attuali deputati e senatori di far cadere il governo da cui dipendono la loro sopravvivenza politica e, per molti di loro, la fortuna economica.

 

 

I numeri di cui parliamo sono quelli che si vedono nella Tabella 1.

 

partiti elezioni parlamento sondaggi dalimonte 2020

 

 

 

 

 

 

 

Oggi siedono in Parlamento (eletti nel 2018) 339 grillini, 181 leghisti, 162 forzisti, 50 fratelli, 165 democratici, 18 liberi-uguali. Dal 2018 il quadro politico è cambiato radicalmente. Sono cambiati i rapporti di forza tra i partiti come abbiamo visto alle Europee dello scorso anno, e come ci dicono i sondaggi attuali. E poi c’è stato il referendum costituzionale con cui gli elettori hanno approvato la riduzione dei componenti delle due camere. La combinazione di questi due fattori incide pesantemente sulle prospettive degli attuali deputati e senatori. E nel caso dei cinque stelle occorre aggiungere anche un terzo fattore: il limite dei due mandati.

 

giuseppe conte e luigi di maio

Quindi, fatti i calcoli sia in base ai voti delle europee sia in base alla media dei sondaggi attuali l’unico partito destinato ad avere più seggi, se si votasse oggi, sarebbe Fratelli d’Italia. Per la Lega la differenza in meno sarebbe modesta. Per tutti gli altri le elezioni sarebbero un disastro. In particolare per il M5s e per Forza Italia. Il primo passerebbe dagli attuali 339 rappresentanti a poco più di 100.

 

La seconda passerebbe da 162 a 55. Sono calcoli fatti utilizzando il sistema elettorale proporzionale in discussione in parlamento. Se utilizzassimo l’attuale sistema elettorale, la legge Rosato, le cose per i partiti di governo molto probabilmente andrebbero anche peggio. Quanto a Renzi (che oggi può contare su 30 deputati e 18 senatori), Calenda e Bonino, non compaiono nelle nostre stime perché la clausola del 5% e la stima della loro forza attuale li terrebbe fuori, a meno che non formino un cartello allo scopo di superare la soglia.

giorgia meloni saluta matteo salvini foto di bacco

 

Questo è il quadro. Sono stime, ma affidabili. E soprattutto sono, a grandi linee, dati ben noti a chi siede alla Camera e in Senato oggi. È plausibile che alla luce di questi dati ci sia una maggioranza di deputati e senatori che voglia andare a votare sapendo che pochi di loro potrebbero tornare in Parlamento?  Non è semplicemente razionale. La banale verità è che il taglio dei parlamentari ha stabilizzato la legislatura. Questo è un Parlamento destinato a durare.

 

giorgia meloni e matteo salvini foto di bacco

Scartata l’ipotesi ‘elezioni anticipate’ resta in piedi l’ipotesi ‘nuovo governo’. L’attuale è un esecutivo debole dal punto di vista della coesione dei partiti che lo compongono e delle competenze che ha messo in campo, ma difficile da sostituire nonostante la sua intrinseca fragilità. In altre circostanze sarebbe caduto da un pezzo. Ma oggi non è così. Lasciamo perdere che una crisi in piena pandemia, che miri a sostituire un primo ministro che tutto sommato gode ancora di un discreto grado di fiducia, sarebbe incomprensibile a una buona fetta dell’elettorato.

 

zingaretti berlusconi di maio

Quello che più conta è che una crisi potrebbe sfociare in quelle elezioni anticipate che tanti non vogliono. Per questo vale sempre la massima quieta non movere. Teniamoci Conte e teniamoci gli emolumenti attuali, con l’aggiunta della pensioncina che maturerà dopo quattro anni e mezzo di legislatura. Questo è il ragionamento di tanti deputati e senatori. Che questo coincida o meno con l’interesse del paese è una altra questione. E proprio l’interesse del Paese in caso di aggravamento della crisi e di paralisi della decisione politica potrebbe determinare uno sbocco inatteso con un governo molto diverso dall’attuale. Naturalmente senza nuove elezioni.

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...